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	<title>Ambiente Amiata</title>
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		<name>Comitato Ambientale Amiata Ovest</name>
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	<copyright>Copyright 2010, Comitato Ambientale Amiata Ovest</copyright>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>NONOSTANTE TUTTO LA REGIONE ED ENEL VANNO AVANTI</h1><br /><br /><h3>Nonostante lo studio di Siena sia stato pubblicamente indicato come non attendibile e non piu&#039; valido di quello di EDRA (che dava risultati diametralmente opposti e ne denunciava i danni) da svariate Universita&#039; Italiane, nonche&#039; dagli studiosi del CNR e dall&#039;ordine dei geologi, l&#039;amministrazione Regionale si appoggia a tale studio (che possiamo solo definire in modo gentile &#039;discutibile&#039;) per procedere con gli accordi sulla Geotermia.</h3><br /><br />Si parla di tutela del territorio quando ancora non si sa nulla dell&#039;impatto della geotermia sulla salute, sull&#039;acqua, sull&#039;aria, sulle popolazioni. <i>Si parla per lo piu&#039; solo di soldi.</i><br /><br /><b>Nessun accenno alle prcedure di VIA per gli impianti attuali (che usano una tecnologia obsoleta e inquinante), nessun cenno alla VIA per gli AMIS e nessun accenno agli inquinanti non normati oltre al Boro e all&#039;Ammoniaca. Si accenna invece alle basse entalpie, molto meno inquianti ma che pero&#039; costringerebbero a cambiare impianti, cosa piu&#039; che improbabile.</b><br /><br /><h3>Sono decisioni assurde, prese in totale ignoranza tecnica e scientifica della situazione geotermica attuale e apparentemente dettate solo da interessi economici </h3>(sebbene l&#039;Assessore Bramerini abbia partecipato anche agli incontri con il Prof. Bates che hanno sottolineato la pericolosita&#039; dell&#039;acido solfidrico anche a basse concentrazioni).<br /><br /><br /><br /><br /><br /><i>&quot;La firma del presidente della Regione e dell&#039;amministratore delegato Fulvio Conti<br />Geotermia: Regione e Enel attuano l&#039;accordo da 650 milioni<br />Entro il 2012 dall&#039;Azienda 88,3 milioni ai Comuni e 82 per ricerca e Piancastagnaio<br />Il presidente della Regione Toscana e l&#039;amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, hanno sottoscritto a Firenze l&#039;accordo volontario attuativo sulla geotermia, che fa seguito all&#039;intesa firmata a Roma nel dicembre 2007. Si tratta di un protocollo da 650 milioni di euro. A tanto ammontano infatti le risorse complessive che Enel dovrebbe mettere a disposizione agli enti locali interessati dall’attività geotermica e investire nella ricerca, da qui al 2024. La firma di oggi dà il via libera ad una prima tranche da 170,3 milioni di euro, 88,3 dei quali destinati ai 15 comuni toscani sul cui territorio insistono impianti geotermici e 82 che andranno a finanziare sia il progetto di riassetto dell&#039;area di Piancastagnaio, che lo studio delle migliori tecnologie in grado di mitigare l&#039;impatto ambientale dello sfruttamento geotermico.<br /><br />L&#039;accordo prevede che Enel realizzi importanti interventi in campo ambientale e recepisce quindi tutte le raccomandazioni dettate dai ricercatori dell&#039;Università di Siena, autori del recente studio, commissionato dalla Regione, sulla geotermia amiatina. Altre centrali (in aggiunta alle attuali 19) delle 31 in esercizio, saranno dotate di filtri Amis, capaci di abbattere le emissioni di mercurio e idrogeno solforato. Entro un mese l&#039;Agenzia regionale per la protezione dell&#039;ambiente darà l&#039;avvio al piano per il monitoraggio delle emissioni, a partire da quelle (ammoniaca e acido borico) per le quali la legge non fissa limiti. Enel progetterà e realizzerà, d&#039;intesa con gli enti locali e con la stessa Arpat, un sistema di monitoraggio dotato di sensori e schermi informativi a servizio dei cittadini. <br />Il presidente Martini ha espresso la sua soddisfazione per l&#039;accordo raggiunto, che attua quello già a suo tempo sottoscritto e rappresenta una vera e propria svolta per tutti i territori interessati delle tre province (Siena, Pisa e Grosseto) geotermiche della Toscana, con evidenti miglioramenti sia dal punto di vista della produzione di energia geotermica sia per le positive ricadute sul territorio che della tutela della salute dei cittadini e dell&#039;ambiente.<br /><br />Anche l&#039;amministratore delegato e direttore generale di Enel, Fulvio Conti si è detto soddisfatto dell&#039;accordo raggiunto che favorisce lo sviluppo di una importante tecnologia amica dell&#039;ambiente di cui l&#039;Italia ha il primato mondiale e che Enel sta esportando con successo anche nel continente americano.<br />L&#039;accordo sottoscritto oggi entro ottobre sarà sottoposto ad una prima verifica e verrà aggiornato entro la fine del 2011. <br /><br />L&#039;assessore regionale all&#039;energia e all&#039;ambiente ha sottolineato invece il carattere innovativo del protocollo attuativo, costruito attraverso un confronto con le amministrazioni locali interessate e frutto di un lavoro di approfondimento, verifica e messa in pratica delle migliori soluzioni per affrontare i problemi che lo sfruttamento geotermico ha presentato in questi anni. In particolare si sperimenteranno nuove tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica e, grazie alla ricerca, si studierà la possibilità di sfruttare l’energia geotermica a temperature più basse e quindi di minore impatto ambientale.<br /><br />Il Piano di indirizzo energetico regionale prevede uno sviluppo ulteriore dello sfruttamento geotermico per 200 megawatt di potenza installata. Nell’area geotermica cosiddetta tradizionale, con al centro Larderello, è concentrato quasi il 90% della produzione totale, con 702 MegaWatt di potenza installata su un totale regionale di 783. Delle 31 le centrali geotermiche attive in Toscana, 5 si trovano sull&#039;Amiata, per una potenza installata di 88 MW. Considerando tutte le fonti energetiche la geotermia garantisce in Toscana il 27% della produzione elettrica totale e l’87,5% della produzione elettrica da fonti rinnovabili. Gli interventi previsti sull&#039;Amiata riguardano il riassetto dell&#039;area di Piancastagnaio, con l&#039;immediata chiusura della centrale di PC2 e la reazlizzazione di un nuovo termodotto per garantire calore alle serre di Floramiata. &quot;</i><br />]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/geotermiasalute.jpg" width="354" height="520" border="0" alt="" />]]></content>
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		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ambienteamiata.it/public/index.php?entry=entry090312-112225" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Enel battuta in Cassazione dai Comitati</h1><br />comunicato stampa<br /><br />Il ricorso presentato da Enel  in Cassazione contro la sentenza emessa dal Tribunale di Montepulciano  per i  gravi incidenti avvenuti nel 2000 a Piancastagnaio ( Siena) a seguito dell’attività geotermica è stato respinto e sono stati condannati  i responsabili Enel  al pagamento delle spese processuali e competenze a favore dei  Comitati di Salvaguardia Ambiente del  Monte Amiata.<br /><br /><b>La Corte di Cassazione con la sentenza del 9 marzo 2009 ha definitivamente stabilito che l’eruzione di vapori e gas venefici  verificatosi a Piancastagnaio nel  settembre 2000 in località  “Podere del Marchese” è diretta conseguenza  delle attività di sfruttamento della geotermia da parte di Enel.</b><br /><br />Il disastro ambientale si verificò  per l’interazione tra il sistema naturale (fatturazione persistente, sismicità diffusa e sistema idrotermale)  e le operazioni di pompaggio di acqua effettuate dai tecnici Enel nel pozzo PC4 nelle giornate del 9/8 e 31/8 2000. Senza tale condotta l’evento non si sarebbe verificato e, <b>fatto ancor più grave, secondo la sentenza del Tribunale di Montepulciano, gli imputati non avevano le conoscenze tecniche per prevedere l’evento.</b><br /><br />Questa sentenza sancisce in via definitiva che l’attività geotermica in Amiata è pericolosa e che l’Enel si muove in un territorio dinamico ad alta precarietà e instabilità naturale con caratteristiche diverse rispetto ad altri bacini geotermici, fatto ancor più grave , senza averne il controllo. Ciò che è avvenuto è al di fuori della loro prevedibilità.<br /><br />Gli  ingegneri dell’Enel avevano proposto ricorso per Cassazione sia per contestare la legittimità delle Associazioni Ambientaliste nel giudizio, sia per modificare la sentenza nelle valutazioni di quanto accaduto.<br /><br /><b>La Cassazione ha invece  confermato la motivazione del tribunale di Montepulciano e conseguentemente condannato i responsabili  Enel a rimborsare al Comitato  le spese di giudizio.<br />Comitati di Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata</b><br /><br />]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Aggiunta la sezione dei VIDEO</h1> <br /><b>(li trovate nel menu&#039; Collegamenti)</b><br /><br />]]></content>
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		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ambienteamiata.it/public/index.php?entry=entry090218-203046" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1> la Commissione VIII Ambiente e Territorio della Camera in Amiata<br />per conoscere le problematiche ambientali legate allo sfruttamento geotermico del territorio. </h1><br /><br />Crediamo che la giornata di Lunedì 16 Febbraio rappresenti un passaggio importante sul piano politico e istituzionale che conferma la rilevanza delle questioni più volte sollecitate dei Comitati, infatti su invito degli stessi è venuta sull’Amiata la Commissione VIII Ambiente e Territorio della Camera per conoscere le problematiche ambientali legate allo sfruttamento geotermico del territorio.<br /><br />Sono passati quasi 50 anni dall’inizio dell’attività di ricerca e coltivazione  geotermica; <h3>troppi i silenzi da parte delle istituzioni del territorio e nessuna richiesta di “Valutazione di Impatto Ambientale”; ciò ha consentito ad ENEL di gestire indisturbata questa risorsa con una logica coloniale</h3> e di non tenere conto dell’enorme patrimonio ambientale che caratterizza l’Amiata, mettendo a rischio risorse fondamentali come l’acqua che viene distribuita a circa 700 mila famiglie della Toscana meridionale e dell’alto Lazio.<br /><br /><br />Diamo atto comunque all’Assessore Regionale Annarita Bramerini che in questo ultimo anno, se pure con contraddizioni, sulla questione geotermica dell’Amiata si è sviluppato un dibattito, sollecitato dai Comitati, sia sul piano scientifico che politico, che pur non essendo ancora approdato a risultati concreti, ha comunque evidenziato problematiche che da sempre erano rimaste chiuse nei cassetti e ha contribuito ad aprire un confronto sul territorio che, oggi più di sempre, ha bisogno di garanzie e certezze, per non mettere a rischio la salute delle popolazioni e le risorse ambientali.      <br /><br />La Commissione era composta dal Presidente On. Angelo Alessandri (Lega Nord), dal Vice Presidente, On. Roberto Tortoli (PDL) e dall’On. Raffaella Mariani (Capo Gruppo PD in Commissione). La Regione Toscana era rappresentata dall’Assessore all’Energia e Ambiente, Anna Rita Bramerini; presenti le Province di Siena e Grosseto, le due Comunità Montane, i Sindaci, il Prefetto di Siena, ARPAT, i tecnici regionali, l’Università di Siena, la dott.ssa Manzella del CNR di Pisa, il dott. Adrea Borgia di EDRA ed altri ricercatori. <br /><br />La giornata non è iniziata nella maniera migliore visto che dall’incontro con i sindaci, le istituzioni, l’Università di Siena e gli studiosi della materia, tenutasi nel Comune di Piancastagnaio, sono stati esclusi i quattro rappresentanti designati dai Comitati che, anche in sede di conferenza stampa, non sono potuti intervenire.<br /><br /><b> Dopo la visita alle Centrali, con informazioni di ENEL risultate poco convincenti sul piano scientifico, la Commissione è stata accolta al Comune di Abbadia S.Salvatore dove i Comitati hanno liberamente espresso le loro posizioni suffragate da dati e documenti.</b><br /><br />Il Presidente della Commissione, si è detto attento alle istanze della gente e dei cittadini, che non sempre ottengono la giusta considerazione. Ha sostenuto che nei nove mesi della sua attività ha messo in atto più di una missione per andare a verificare sul posto quello che succede, incontrandosi con la gente, con i comitati e dandone poi seguito con i necessari atti parlamentari. <br /><br />Ha detto di non sentirsela di non fare nulla sulla questione geotermia dell’Amiata, di essere convinto che sia necessario il dialogo e che, in ogni caso, devono essere tenuti in debito conto i valori degli elementi chimici che possono incidere sulla salute perché al primo posto va messa la tutela delle popolazioni. <br /><br /><h3>Ha sostenuto che, in casi come questo, è meglio evitare le contrapposizioni tra amministratori, comitati e azienda e che, per risolvere il problema intende coinvolgere da subito tutte le componenti, compresi i comitati, nel confronto e nella ricerca delle soluzioni.</h3> <br /><br /><b>L’On. Alessandri, anche su questo con grande soddisfazione dei comitati, ha affermato che per verificare l’impatto della geotermia se ne può anche ridurre lo sfruttamento, per il tempo necessario, al fine di fare le opportune verifiche concludendo che, se emergessero problemi sanitari, si dovrebbe chiudere tutto.</b><br /><br />Niso CINI<br /><i>Presidente Comitato per la Tutela dell’Ambiente Amiata Ovest</i><br /><br />Arcidosso 18 febbraio 2009<br />]]></content>
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		<issued>2009-02-18T00:00:00Z</issued>
		<modified>2009-02-18T00:00:00Z</modified>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[COMUNICATO STAMPA<br /><h1>NON SI DIMENTICHI LO STUDIO CALAMAI</h1><br /><br /><b>I frettolosi ed entusiastici giudizi degli amministratori sui risultati degli studi di Siena, si sono notevolmente ridimensionati</b> all’indomani dell’incontro sulla geotermia svoltosi giorni fa a Santa Fiora. <br /><br />Le conclusioni dell’Ateneo senese, infatti, al primo confronto tecnico, si sono dimostrate fragili e prive di fondamenti scientifici: dati fin troppo “stressati”, come hanno affermato alcuni ricercatori presenti al dibattimento pubblico.<br /><br /><b>Oggi l’Assessore Bramerini ammette che anche alla luce di questi studi non ci sono certezze ed è indispensabile approfondire le ricerche</b> e per questo chiede aiuto alla scienza, affinché i numerosi problemi ambientali vengano valutati e chiariti prima di prendere qualsiasi decisione.<br /><br /><i>“Al momento, per quanto riguarda Santa Fiora, tutto rimane sospeso in attesa di nuovi studi e non sarà certamente la Regione ad imporre l’ampliamento della centrale di Bagnore”. </i><br /><br />Si esprime in questi termini l’assessore Bramerini e noi dei comitati condividiamo pienamente le sue preoccupazioni, timori che più volte abbiamo espressi sui giornali e in occasione degli incontri pubblici.<br /><br /><h3>Troppa fretta nel firmare concessioni e sottoscrivere protocolli, questa è al momento la sola verità.</h3><br /><br />L’Assessore Bramerini, inoltre, sintetizza così le ipotesi a confronto: quella della società Edra che sostiene l’esistenza di un collegamento tra acquifero superficiale e campo geotermico, responsabile della diminuzione della portata delle sorgenti e del loro inquinamento e quella dell’Università di Siena che nega l’esistenza di questo collegamento.<br /><br />Questa che – espressa in tali termini -  potrebbe sembrare una diatriba tra Edra e Università di Siena, in realtà non lo è; <b>sono infatti le stesse carte geologiche della Regione Toscana e quelle prodotte da ENEL a confermare il collegamento tra campo geotermico e bacino imbrifero.</b> <br /><br />La questione infatti richiede precisione e senza voler polemizzare <b>corre comunque l’obbligo di ricordare a tutti, Regione compresa, che lo studio di Calamai non si basa soltanto su misurazioni indirette della superficie della falda acquifera, come invece i recenti studi, ma anche su misurazioni dirette effettuate attraverso numerose perforazioni e che, pertanto, allo stato attuale, sembra difficile poter smentire i risultati di questo lavoro.</b><br /><br /> <b>E’ evidente infatti che ENEL, in quanto diretta interessata allo sfruttamento geotermico, ne avrebbe già a suo tempo negata la validità, cosa che invece non è avvenuta. </b><br /><br />Del resto anche la Provincia di Grosseto, in base ai documenti presentati da ENEL per il VIA di Bagnare 4 nel 2006, fa presente che dalle carte risulta evidente il collegamento fra falda acquifera e campo geotermico.<br /><br />Queste sono le cose serie. <b>Chi non intende ascoltare la scienza potrà partecipare comunque al pranzo geotermico di Enel</b> che, per negare di essere ormai alla frutta, invita tutti, insieme al Pampini e a qualche giornalista affamato, a mangiare e bere, questa volta senza negarlo, arsenico, dolcetti e tanto buon vecchio populismo.<br /><i><br />IL DIRETTIVO del Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est</i><br />]]></content>
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		<issued>2008-12-22T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-12-22T00:00:00Z</modified>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Comunicato stampa<br /><h1>Siena fa flop e la Regione riprende a dialogare</h1><br /><br /><br /><h3>Il prof Marroni dell’Ateneo Pisano, il Prof Beretta dell’Ateneo Milanese, La Dott. Manzella del CNR di Pisa, nonché il tecnico regionale Sargentini ieri, a Santa Fiora, si sono tutti pronunciati chiaramente affermando che allo stato attuale non esiste alcun studio, tra i recenti (Edra e Università di Siena), che possa in alcun modo dirsi completo e certo sull’impatto geotermico in Amiata.</h3> <br /><br />Ad oggi, infatti, l’unico studio che abbia utilizzato riscontri diretti e dati certi è quello realizzato da Calamai per conto di Enel nel 1970 e che rileva il collegamento tra bacino geotermico ed idrico.<br />Lo studio di Siena - <b>costato al contribuente oltre 100.000 euro - è stato quindi un flop perché, se pur ha tenuta alta l’attenzione sul problema, non ha risposto eloquentemente a nessuno dei quesiti presenti nel bando.</b><br /><br />Sulla credibilità scientifica dei risultati di Siena ieri si è parlato monto e nessuno, tranne il senese prof Barazzuoli, ha giudicato definitivi i risultati dell’Ateneo. Risultati basati su riscontri indiretti, su numeri che il milanese prof Beretta  non ha esitato a definire troppo “stressati”: cioè stirati oltre la soglia della decenza scientifica.<br /><br /><h3>Adesso, a fronte dei molti soldi che la collettività ha speso, e in considerazione che la realizzazione del Protocollo firmato da Regione ed Enel era condizionata dai risultati degli studi ci chiediamo quale futuro ci attenda.</h3> Lo studio di Siena non tranquillizza nessuno, neppure la Regione che ieri, tramite i suoi tecnici, ha ribadito di credere nel collegamento tra bacino geotermico e imbrifero. <br />Quale sarà il passo successivo dunque?<br /><br /><b>Ci sarebbero gli estremi per fare tabula rasa di protocolli e parole attendendo i risultati delle indagini affidate dalla Regione all’Università di Firenze che, per la prima volta, cercherà, su dati diretti, di formulare un modello matematico capace di metter chiarezza.</b><br /><br /> Certo, sempre che al più presto si installi il famoso piezometro, l’unico strumento capace di fornire dati certi sul reale stato dell’acquifero amiatino. <br /><br />Gli studi di Firenze dureranno due anni e già questo conforta, visto che fino a ieri la Regione e le amministrazioni locali ci attaccavano ogni volta che criticavamo i tempi miseri (4 mesi) concessi a Siena per le proprie indagini.<br /><br />Cogliamo l’occasione per dar ragione all’Assessore Bramerini  del metodo democratico e in tutto opportuno con cui ieri ha tenuto a far condurre l’evento, rammaricandoci solamente  della maleducazione di alcuni esponenti ed amministratori locali che, evidentemente innervositi dal fatto che le posizioni da loro sostenute stentano a trovare riscontro scientifico, si sono lasciati andare a manifestazioni non proprio civili.<br /><br />Christian Correnti<br />Addetto Stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est ed Ovest<br />]]></content>
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		<issued>2008-12-15T00:00:00Z</issued>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>COMUNICATO STAMPA<br />Le conclusioni dell’Università di Siena non possono essere oggetto di contraddittorio</h1><br /><br />L’e-mail con la quale gli studiosi di Siena hanno giustificato la loro assenza al contraddittorio pubblico organizzato dai Comitati recita testualmente: “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio”; peccato però che la scienza sia contraddittorio; certo, quando è libera! <br /><br />Ma si può esser liberi anche quando si è pagati, lo hanno dimostrato i tecnici della Regione Micheli e Sargentini che, anche ieri dicevano: “tutte le pubblicazioni scientifiche e le relazioni sull’impatto ambientale fatte sull’argomento geotermia in Amiata parlano del collegamento tra bacino imbrifero e geotermico, tanto che ci aspettavamo dati su quanto in realtà pesi questo collegamento, non sulla sua esistenza”. <br /><br />Affermare che il contatto non c’è, come fa Siena, significa ignorare completamente le leggi della fisica oltre che la letteratura esistente. Non solo lo studio Calamai, non solo le relazioni ARPAT e le note della provincia di Grosseto, ma anche le relazioni di Enel - Direzioni studi e ricerche (Cataldi, 1965) e della Regione stessa (Garzonio, 2008) parlano del collegamento idraulico tra la falda acquifera superficiale ed il campo geotermico e delle  strutture diapiriche dell’Amiata; pubblicazioni che non sono state probabilmente nemmeno lette da Siena visto che non sono citate. Queste strutture diapiriche per Enel si radicano nella formazione evaporitica propagandosi verso l’alto fino alla superficie, proprio come afferma Borgia che ha solo riproposto quanto già a conoscenza della comunità scientifica. <br /><br />Inoltre, negando l’esistenza delle faglie sull’Amiata Siena dimostra scarsa serietà scientifica con l’uso che fa della cartografia geologica della Regione. Dalla carta dell’Amiata spariscono, infatti, tutti i tratti grafici indicanti le faglie, evidentemente assai scomode allo scopo della Regione: tutti sanno che, da una crepa (una frattura o faglia che sia) sul tetto l’acqua penetra con facilità.<br />“Oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato! ognuno le interpreta a modo suo! Libertà, bene pubblico, ordine servono di ammanto alle camorre, al saccheggio, alla perturbazione amministrativa”: questo è il quadro che Imbriani faceva della Napoli postunitaria, una descrizione che ben s’attaglia anche alla nostra sporca Geotermia. In particolare al bando per l’assegnazione degli studi sui rischi che questa comporta.<br /><br />Nel bando di concorso la Regione chiedeva infatti di indagare: “i rischi di inquinamento in tutte le matrici ambientali ed indicare le azioni e limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica”. <br /><br />Al momento di assegnare l’incarico all’università di Siena però le cose cambiano, si chiede infatti di indagare “i rischi di inquinamento, le eventuali azioni e limitazioni conseguenti allo sfruttamento delle risorse geotermiche”, e inoltre “la valutazione dei risultati a cui è giunto il professor Borgia”, mentre nel bando si chiedeva  di “approfondire” le indagini del professore.<br /><br />E’ palese, quindi, che a Siena non si chiede più di indagare i rischi di inquinamento “in tutte le matrici ambientali” dando anche per certo che si continuerà a sfruttare la geotermia, tanto che non si scrive di “indicare le azioni e le limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica ”, bensì di “indicare le azioni e le limitazioni conseguenti allo sfruttamento geotermico”.<br /><br />Ai nostri politici non manca l’ambizione di essere artefici, non solo del nostro futuro, ma anche della scienza: “oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato”.<br /><br /><i>Christian Correnti<br />Addetto stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest</i><br />]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>LO STUDIO DELL&#039;UNIVERSITA&#039; DI SIENA ESCE DISTRUTTO DALL&#039;ANALISI TECNICA DEL CONTRADDITTORIO</h1><br /> <br /><h3>Alla presenza di amminitrazione pubblica (Sindaco di Abbadia), Ordine dei geologi, EDRA, tecnici della Regione Toscana, comitati, cittadini ( unici assenti i ricercatori di Siena poiche&#039;, hanno spiegato, “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio” ) il dibattito scientifico, moderato dall&#039;imparziale ordine dei geologi, ha visto tutti concordi: lo studio di Siena nega ogni analisie studio tecnico/scientifica precedentemente fatta.</h3><br /><br /><b>Nello specifico quello che viene negato da Siena e&#039;: </b><br />- la presenza di faglie sull&#039;Amiata, <br />- la presenza di camini vulcanici, <br />- il collegamento tra acquifero e campo geotermico, <br />- la diminuzione del livello della falda, <br />- i modelli strutturali dello studi Borgia-EDRA <br />ed infine si afferma che la presenza di arsenico nelle nostre acque sia relativamente costante.<br /><br /><b>Peccato che la presenza di faglie e&#039; nota dalle precisissime carte geologiche 1:10000 &gt; della Regione Toscana</b>, uno dei documenti piu&#039; precisi e verificati che ci siano.<br /><br /><b>Peccato che gia&#039; il Dott. Cataldi ed il Dott. Calamai poi, entrambi del centro ricerche ENEL, di Pisa nei loro studi  (studi pubblicato anche in inglese e basati sui misurazioni sul campo e non solo dati indiretti) hanno descritto la stuttura dell&#039;Amiata, comprese faglie, camini vulcanici e collegamento e ricarica tra acquifero e bacino geotermico.</b><br /><br /><b>Peccato che altri studi confermino tali rilevazioni (ad esempio Studio<br />Fiordalisi-ENEL e lo studio CNR Manzella).</b><br /><br /><b>Peccato che lo stesso studio di Siena confermi il contatto tra acquifero e campo geotermico, senza che Siena se ne sia neanche accorta!).</b><br /><br /><b>Peccato che la Regione Toscana stessa indichi un abbassamento del livello della falda di 300 metri, mentre Siena dice che non c&#039;e&#039; stata variazione rispetto al livello riportato da Calamai del 1975!</b><br /><br /><b>Peccato che i dati ASL sulla presenza di arsenico nell&#039;acqua<br />non si limitano al periodo considerato da Siena (dal 2002 in poi) ma<br />dal 1999 e proprio in quel periodo si ha un pauroso innalzamento della<br />presenza di arsenico nelle nostre acque!</b><br /><br /><br /><h3>Quello che sembra l&#039;Universita&#039; di Siena voglia suggerire, dicendo che non ci sono faglie, non ci sono camini vulcanici, non ci sono diapiri e&#039; che in..... sostanza l&#039;Amitata non e&#039; un vulcano e ENEL, CRN, Regione Toscana, EDRA, ASL, ARPAT, La provincia di Grosseto e ogni scienziato, che nel passato hanno analizzato il Monte Amita, si sono sbagliati.</h3><br /><br />Che questo studio, che vedete osannato dalla Regione Stessa e dalle Amministrazioni di alcuni dei nostri comuni, abbia dei grossi limiti lo abbiamo capito tutti e lo hanno confermato tutte le personalita&#039; tecniche presenti all&#039;incontro (compresi i tecnici della Regione Toscana!).<br /><br />Ora siamo tutti in attesa dell&#039;evento del 13 dicembre a Santa Fiora organizzato dalla Regione Toscana e a cui sara&#039; presente l&#039;Assessore Bramerini, sperando che questa volta i ricercatori di Siena si presentino e facciano chiarezza sui punti sopra esposti. <b>Peche&#039; al momento i cittadini si sentono davvero presi in giro!</b><br /><br />]]></content>
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		<issued>2008-12-08T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-12-08T00:00:00Z</modified>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/Volantino_contraddittorio.jpg" width="490" height="677" border="0" alt="" />]]></content>
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		<issued>2008-12-04T00:00:00Z</issued>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>LA DAVIS ANNUISCE ALL’ ENEL, MA CHI PLAUDE ALL’IGNORANZA?</h1><br /><br />Come nell’ormai sclerotica contesa tra Berlusconi e la sinistra italiana, anche  nella nostra storia al sapore di uova marce adesso arriva il Financial Times. Invocato di volta in volta quale Nume tutelare,  o come lontano e quindi cieco punto d’osservazione, il quotidiano inglese, recentemente, con le parole di Tincia Holly Davis,  ha annuito allo sfruttamento geotermico di Enel in Toscana.<br />E’ chiaro che ogni articolo nasce, più o meno, dall’ignoranza di chi lo scrive, proprio come questo, sicché si perdoni l’irriverenza e si guardi al contingente. Alle recenti emissioni senza filtraggio Amis della centrale di Bagnore, denunciate pubblicamente dall’Assessore regionale all’energia senza che questo scalfisse neanche un po’ l’arroganza e la non curanza di Enel, reale signora e padrona di questa montagna. Si guardi agli studi dell’Università di Siena e a come questi, trattando la diminuzione delle falde acquifere facciano riferimento esclusivamente a dati vetusti, incompleti e del tutto marginali. Si osservino quei deserti lichenici vicino ai pozzi e alle centrali, si computino gli alberi che crescono accanto a queste e si guardi bene al loro colore. Si leggano i dati di Arpat sulle emissioni di ammoniaca e poi, alla fine si chieda alla Davis di scrivere su questo, sul perché la rinomata Università di Siena non abbia indagato le ripercussioni a terra e sulla fauna che tanta ammoniaca ingenera. Alla presentazione degli studi l’Ottimo Prof. Riccobono fu chiaro e non nascose che: “con i pochi soldi a disposizione, questo è quello che si poteva fare”.<br />Bene, così si è consumata tanta carta in una lunga introduzione sull’Amiata – quasi la Regione avesse richiesta una guida turistica piuttosto che uno studio mirato - per poi non investigare quelli che, a rigor di logica e a parer comune sono i reali pericoli della geotermia su questo silente vulcano. Scriva pure la Davis, è noto al mondo che il suo quotidiano, fatto di ottime intelligenze, non teme di ritornare sugli argomenti, di correggersi e, se del caso, di chiedere ammenda.<br /><br />Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest<br /><i>Christian Correnti</i><br />         ]]></content>
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		<issued>2008-11-19T00:00:00Z</issued>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Bagnore3 da undici giorni senza filtri AMIS</h1><br /><b><br />La centrale in prossimita&#039; di Bagnore negli ultimi 11 giorni ha funzionato senza i filtri AMIS. Senza tali abbattitori la qualita&#039; dell&#039;aria risulta pessima e sono possibili superamenti delle soglie di legge degli inquinanti in aria.</b><br /><br />La segnalazione e&#039; partita da alcuni cittadini di Arcidosso, infastiditi dal pesante odore, che si sono rivolti al Sindaco.<br />Il Sindaco, non avendo avuto comunicazioni preventive da ENEL, ha contattato il referente della societa&#039; che ha spiegato cosa stesse accadendo.<br />]]></content>
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		<issued>2008-11-04T00:00:00Z</issued>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Risposta al sindaco di Piancastagnaio</h1><br /><br />Al contrario delle conclusioni a cui giungono gli stessi ricercatori dell’Università di Siena, secondo noi, <b>proprio dai dati pubblicati nel loro studio si può comprendere che il collegamento fra il bacino idrico e quello geotermico c’è e sta producendo gli effetti che da sempre sono stati denunciati</b> non solo da EDRA.<br /><br />Il Consiglio comunale di Piancastagnaio, invece, ha approvato un ordine del giorno per manifestare riconoscenza al gruppo dei ricercatori che ha eseguito gli studi richiesti dalla Regione Toscana. <br /><br />Al riguardo il Sindaco Agnorelli dichiara: “che l’amministrazione comunale crede nella validità delle indagini che sono state effettuate e, come da impegni presi con il protocollo generale sulla geotermia, è sulla base di questi risultati che imposteremo la programmazione del riordino dell’attività geotermica nel nostro territorio”.<br /><b><br />Con ciò è palese che la decisione era già stata presa e che mancavano soltanto le cosiddette &quot;Giustificazioni Scientifiche&quot;</b>, giustificazioni che sono finalmente arrivate.<br /><br /><h3> Noi pensiamo che al Sindaco non importa di attendere i risultati del comitato tecnico scientifico costituito dalla Regione proprio per l’esame dello studio dell’Università di Siena e questi amministratori non hanno nemmeno bisogno del confronto più volte promesso dall’Assessore Bramerini.</h3> Probabilmente i rappresentanti del Comune di Piancastagnaio non si sono nemmeno degnati di esaminare detto studio, se lo avessero fatto, come hanno cominciato a fare i comitati, avrebbero potuto almeno notare alcune contraddizioni palesi con gli studi precedenti e invece, ancora una volta, non li ha nemmeno sfiorati un minimo senso del “concetto di cautela”; se soltanto si fossero applicati a leggerlo probabilmente avrebbero potuto notare cose a dir poco discutibili; intanto una di queste che fa capire come sia stato fatto lo studio dell’Universtità di Siena.<br /><br />econdo lo studio (pag. 189) viene sostenuto dai ricercatori che se vi fosse contaminazione della falda da parte dei fluidi geotermici si dovrebbero registrare, nelle acque di falda, rapporti tra le concentrazioni di Boro e di Arsenico enormemente superiori a quelle che in realtà sono registrate. <br /><br /><b>In pratica Siena dice che il contenuto di Boro nei fluidi geotermici è da 100 a 10000 volte maggiore del contenuto di Arsenico e che quindi se i fluidi geotermici contaminassero la falda si sarebbe dovuto avere nelle acque della stessa un contenuto di Boro molto più alto in paragone a quello dell&#039;Arsenico. Al contrario di quanto affermato dall’Università di Siena i dati presentati (tabelle 1a1, pag 171, e 1a2 pag 172) indicano proprio l’opposto! Infatti, il contenuto di boro in rapporto all&#039;arsenico nella condensa dei vapori geotermici (quelli che risalendo possono contaminare la falda) è addirittura inferiore a 50 (ben sotto al limite minimo citato) e nella maggior parte dei pozzi (10 pozzi su 16) il rapporto Boro/Arsenico è praticamente identico a quello delle sorgenti (tabelle 2a2, pag. 186, e 2b2, pag. 187). </b><br /><br /><h3>Perciò si deduce, seguendo lo stesso ragionamento di Siena, proprio il contrario delle loro conclusioni, e cioè che le acque della falda superficiale sono inquinate dai vapori dei fluidi geotermici. Possibile che i luminari di Siena abbiano giocato un così brutto tiro alla Regione, ai Comuni, a noi cittadini che abbiamo pagato con le tasse tale lavoro? </h3><br /><br /><b>Questa è solo uno degli errori, imprecisioni e “leggerezze” che intendiamo discutere, con i ricercatori di Siena</b>. <br /><br /><b>Un’altra nota che ci sentiamo di fare alla Regione Toscana, da subito, è che lo studio appare, più che l’analisi dell’impatto della geotermia su tutte le componenti ambientali (come richiesto dal bando), un tentativo di smontare lo studio precedente commissionato alla Soc. EDRA. Perfino riguardo alla questione delle eruzioni idrotermali, i ricercatori di Siena, malgrado le critiche ricevute a suo tempo sugli errori grossolani fatti, si sono limitati a reinserire lo stesso identico testo</b>. <br /><br />E così di nuovo né allora né oggi hanno escluso che tali eventi già avvenuti sull’Amiata e che probabilmente hanno anche ucciso una persona a Campiglia d’Orcia possano presentarsi anche in futuro, dando di nuovo ragione alle tesi di Borgia. <br />]]></content>
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		<issued>2008-11-02T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-11-02T00:00:00Z</modified>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Abbadia San Salvatore 02/10/08<br /><br /><h1>Amiata: Fondato il reclamo di Prospettiva Unita e dei Comitati amiatini all’Antitrust. Servono le gare per prorogare le concessioni Enel fino al 2024 </h1><br /><br /><h3>L’Autorità Garante  della Concorrenza e del Mercato ha rilevato la fondatezza del reclamo inoltrato dal Gruppo consiliare di  Prospettiva Unita al comune di Piancastagnaio  e dai Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest,  i quali in data 08/11/2007 avevano segnalato all’antitrust il fatto che la Regione Toscana si stesse predisponendo a siglare un accordo con Enel spa  (Protocollo d’Intesa,  firmato nel dicembre 2007), all’interno del quale era prevista la clausola di prorogare le concessioni minerarie  per lo sfruttamento dei campi geotermici in Amiata all’ente elettrico fino il 2024.</h3> <br /><br />In una segnalazione inviata il 12 settembre a Governo e Parlamento, il Garante sollecita un intervento legislativo “che consenta di precisare il quadro normativo di riferimento nel senso di prevedere espressamente procedure che garantiscano una concorrenza per il mercato nella assegnazione dei permessi di ricerca  e delle concessioni”.  Bisogna fare le gare, risponde sostanzialmente il Garante. Il  reclamo era stato  inviato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato dalle associazioni amiatine, che avevano chiesto alle due autorità, ciascuna per le competenze e i poteri che la legge loro riconosce, “di voler dar corso ai rispettivi iter di accertamento al termine dei quali, se del caso, emettere i provvedimenti legislativamente previsti”. <br /><br /><h3>Nel reclamo  veniva fatto riferimento al “regime di assoluto monopolio” in cui Enel spa ha operato e sta operando in questo territorio, essendo titolare da circa mezzo secolo delle concessioni minerarie per lo sfruttamento dei fluidi geotermici. E, in particolare, alla clausola che avrebbe prorogato dette concessioni, scadenti nel 2013, al 2024! “Il tutto, in perfetta violazione delle elementari regole di trasparenza,   di libertà di mercato e di concorrenza, al sol fine di  riproporre l’attuale nefasta condizione di privilegio/monopolio in favore esclusivo di quell’ente”</h3><br /><br />, scrivevano  Prospettiva Unita e i Comitati.  <br /><br />citiamo l&#039; Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito alla proroga delle concessioni Enel, fino al 2024, contenuta nel Protocollo d’Intesa del dicembre 2007:<br /><br /><h3><i>”Appare di immediata evidenza che un’eventuale proroga delle concessioni in capo al concessionario uscente (Enel s.p.a. ndr), quale quella prefigurata nel menzionato protocollo d’intesa, rappresenta una forma di deroga alla concorrenza per il mercato, che consentirebbe il consolidamento “in via automatica” delle gestioni esistenti, traducendosi in un ostacolo all’accesso al mercato di nuovi operatori, incompatibile con un contesto di piena liberalizzazione del settore. Un confronto tra più operatori nell’ambito di procedure di gara per l’affidamento delle concessioni appare, invece, come peraltro osservato dall’Autorità in più occasioni, idoneo a consentire un corretto confronto tra gli eventuali aspiranti concessionari, garantendo che le funzioni assegnate siano svolte con minori costi o, a parità di costi, con maggiori benefici per le comunità locali e, più in generale, per la collettività”.</i></h3><br /><br /><br />]]></content>
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		<issued>2008-10-03T00:00:00Z</issued>
		<modified>2008-10-03T00:00:00Z</modified>
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		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ambienteamiata.it/public/index.php?entry=entry080930-114906" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La Nazione 30 Settembre 2008<br /><br /><h1>AMIATA «Geotermia, il silenzio degli enti» Ancora accuse da parte dei Comitati ambientalisti</h1><br /><br /><h3>«NELL’INTERROGAZIONE presentata dall’onorevole Roberto Tortoli al ministro dell’Ambiente si legge che i fluidi geotermici dell’Amiata contengono sostanze tossiche, quali amianto, mercurio, arsenico, acido solfidrico, acido borico, radon, che vengono disperse nell’ambiente a chiusura del ciclo produttivo della centrale. Si denuncia il prosciugamento del bacino idrico e si chiedono la drastica riduzione dell’estrazione di vapore, monitoraggi seri e costanti. Si ripropone dunque la nostra pressante richiesta di mettere al minimo, per un periodo congruo, le centrali geotermoelettriche, al fine di verificare empiricamente le connessioni tra bacino idrico potabile e quello geotermico».</h3> I Comitati cittadini di salvaguardia ambientale riprendono con forza la parola per denunciare «il muro di gomma dell’Enel, della Regione Toscana e di molte amministrazioni locali» eretto contro le proprie richieste.<br /><br />«TUTTO QUESTO — aggiungono i Comitati — non ci meraviglia più, visto che al convegno di Siena su Amiata e Geotermia, una questione scottante organizzato dall’ordine dei geologi toscani, non era presente nessun sindaco e nessun assessore delle amministrazioni locali. Ma <b>noi andremo avanti, stiamo per essere convocati a Roma, dal presidente dell’VIII Commissione Ambiente della Camera, l’onorevole Alessandri, per esporgli questi temi, insieme alla questione gravissima delle deroghe reiterate della Regione sull’arsenico, presente in quantità fuori legge in molte nostre sorgenti.</b> Vedremo poi se arriveranno questi studi dell’Università di Siena. Del resto, sempre più cresce l’esigenza di studi autonomi e autofinanziati dalle popolazioni amiatine, portati avanti da scienziati indipendenti». «Questa nostra iniziativa — concludono — è un esempio di democrazia partecipata vera. Alla nostra campagna si sono uniti gli amici del Forum nazionale dell’acqua, presenti a Siena e intervenuti ancora una volta a sostegno della nostra lotta».]]></content>
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		<issued>2008-09-30T00:00:00Z</issued>
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		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ambienteamiata.it/public/index.php?entry=entry080928-012434" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>COMUNICATO STAMPA</h1><br /><br /><h3>Ieri 26 settembre, a Siena, presso l’Auditorium della Confesercenti ha avuto luogo un “incontro di studio ed informazione” organizzato dall’Ordine dei Geologi della Toscana sul tema: “Amiata e geotermia: una scottante questione geologica”. </h3><br /><br />Previsti i seguenti interventi coordinati dal prof. Enrico Pandeli – Università di Firenze e seguiti da dibattito:<br /><br /><b>Relazioni di: <br /><br />       D.ssa Adele Manzella ricercatrice del CNR di Pisa<br />       Prof. Andrea Borgia (EDRA)<br />       Dr. Luigi Micheli geologo della Regione Toscana<br />       Dr. Adolfo Fiordalisi geologo ENEL<br /></b><br /><br />Erano invitati: Prof. Francesco Riccobono ed il Prof. Carlo Gaggi Università di Siena<br /><br />Scontate le posizioni dell’Enel e dei suoi immancabili supporter, secondo i quali la geotermia è pulita, rinnovabile, non consuma acqua, non inquina, non crea nessun tipo di problema e va vista come una grande opportunità.<br /><br />Smentite dai comitati, secondo i quali i problemi esistono e sono indicati su documenti della stessa Regione Toscana, delle Province, dei Comuni, dell’ASL, dell’ARPAT, dell’AATO6, dell’Acquedotto del Fiora, dall’EDRA e da moltissimi ricercatori. Quello che è emerso dalle relazioni dei vari geologi che hanno indagato sulla struttura vulcanica dell’Amiata su incarico della Regione Toscana è che la questione, come recita il titolo del convegno, risulta davvero “scottante”. <br /><br />Oggi, infatti, <b>dopo mezzo secolo di geotermia sull’Amiata, ancora non si hanno certezze, se non le preoccupanti situazioni di criticità che caratterizzano il complesso vulcanico, da tutti evidenziate; non si sa quali siano i pericoli e i costi ambientali delle attività geotermiche; non si sono mai completati gli studi necessari, non si sono istallati gli strumenti essenziali per conoscere gli effetti reali di questa attività che sicuramente produce energia elettrica, </b>utili, ma anche inquinamento e consumo di risorse fondamentali come l’acqua (E’ dal 2001 che la Regione Toscana avrebbe dovuto redigere il bilancio idrico e la posa in opera dei piezometri per le misurazioni della superficie di falda, ma ancora questo non è stato fatto). <br /><br /><b>Non si sono nemmeno installate le apparecchiature per un monitoraggio preciso e costante dei tanti inquinanti normati o no, ma che sicuramente fanno male alla salute e all’ambiente (arsenico, mercurio, acido solfidrico, anidride solforosa, ammoniaca, boro, sostanze radioattive ecc.),</b> non è nemmeno chiaro quanto la geotermia può influire sulla possibilità di eruzioni velenose ripetutamente verificatesi negli ultimi decenni o sull’aumentato numero terremoti.<br /><br />Ma se, come si intende da tutte le relazioni,  escluse naturalmente quelle dell’Enel, questi dati non esistono o sono insufficienti, che cosa ci si aspetta dall’Università di Siena? Essa dovrebbe certificare l’opportunità o meno di continuare con la coltivazione geotermica, ma intanto tarda nelle conclusioni del lavoro che, a suo tempo, ad un incontro ufficiale con la popolazione e con l’assessore regionale Annarita Bramerini, fu praticamente definito facile e veloce dal prof. Carlo Gaggi che ieri non ha partecipa all’incontro.<br /><br /> L’Ordine aveva invitato ufficialmente anche il prof. Francesco Riccobono, dello stesso gruppo di ricercatori, ma anche lui non ha partecipato: ci sarebbe piaciuto chiedergli alcune informazioni su precedenti lavori fatti da lui per conto dell’Enel.<br /><br />Recentemente i Comitati dell’Amiata hanno inviato le loro riflessioni, con i relativi documenti raccolti nel tempo, al Rettore dell’Università di Siena, affinché, quale massimo rappresentante del mondo accademico senese, docente e studioso di problematiche ambientali, abbia ben presente le ripercussioni che potranno avere le conclusioni degli studi di quell’Università sulle decisioni della Regione e di conseguenza sul futuro del territorio dell’Amiata e delle sue popolazioni.<br /><br /><b>Sicuramente qualcuno spera in un risultato degli studi tendente a giustificare il contestatissimo Protocollo firmato da Regione, Enel e Comuni Amiatini che assegna alla stessa Enel con il diritto il raddoppio dello sfruttamento della risorsa fino al 2024, in cambio di soldi utili a far quadrare i magri bilanci delle amministrazioni pubbliche, ma in barba alle normative antitrust, alle legittime preoccupazioni delle popolazioni e dei 700.000 utenti. </b><br /><br />Mentre si ringrazia l’Ordine dei Geologi della Toscana per aver preso una iniziativa mirata al confronto aperto su questioni vitali per il nostro territorio, ci domandiamo con preoccupazione: perché ad un’iniziativa così importante, organizzata da chi più di ogni altro ha competenze scientifiche in materia, non erano presenti gli amministratori dei Comuni dell’Amiata, gli stessi che poi firmano i protocolli con ENEL che la Regione Toscana propone? <br /><br />E perché non erano presenti quei “numerosi” docenti dell’Università di Siena che stanno elaborando gli studi con i quali si dovrebbe chiarire se per l’Amiata la geotermia è una risorsa o una calamità? <br /><br />Forse l’argomento non era attinente alle loro ricerche e ai loro studi? Soltanto noi che facciamo parte dei Comitati abbiamo sentito di dovere partecipare al convegno?  E chi ha la responsabilità di decidere le sorti della zona e delle sue popolazioni perché non era presente? <br /><br />Sarebbe poi così grave rinunciare ad una manciata di kw per le quali vengono anche prodotte quantità di CO2 (quindi effetto serra) il doppio di quanto se ne produrrebbe con una fonte tradizionale, assai meno inquinante della geotermia, quale è il metano? <br />Resta il fatto che dagli interventi è comunque emersa nettamente la necessità di sviluppare le ricerche avviate, produrre dati certi, fare verifiche sul campo, installare strumentazioni e garantire prima di tutto acqua e salute. <br /><br /><h3>Nell’occasione i comitati hanno annunciato la costituzione di una ONLUS per la raccolta di fondi, attraverso un azionariato popolare, al fine di realizzare una ambiziosa iniziativa di ricerca che coinvolga il prestigioso staff della Sezione Scienza sella Terra dell’Università Lawrence Berkley National Laboratory la quale vanta, presso la comunità scientifica internazionale, il massimo riconoscimento per una attività pluridecennale sulle problematiche legate alla geotermia.</h3> <br />]]></content>
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		<issued>2008-09-27T00:00:00Z</issued>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Non posso dimenticare</h1><br /><h3>Lettera del Dott.Antonio Valassina, Dirigente Medico al Policlinico Gemelli di Roma, che di recente ha visitato il nostro territorio</h3><br /> <br />Ho viaggiato in Amiata punto di partenza del mio &quot;giro d&#039;Italia&quot; delle acqua inquinate. Ho viaggiato con la gente dell&#039;Amiata e ho vissuto con quei Comitati giorni intensi di passione civile e partecipazione umana. E non posso dimenticare.<br /> <br />Non dimenticherò, non posso dimenticare mai lo scempio che ho visto compiuto sulla natura, devastata nelle acque e con la vegetazione bruciata dalle emissioni delle centrali &quot;ecologiche&quot; dell&#039;ENEL.<br /> <br />Non posso dimenticare i guard rail in metallo intaccati e distrutti in pochi mesi dalle emissioni e pertanto sostituti, credo caso unico al mondo, con guard rail in legno. Sì, di legno, avete letto bene. Allo stesso modo sono corrosi tutti i piloni delle linee elettriche della stessa ENEL e i pali delle insegne stradali. Una foresta di strutture metalliche colpite dal cancro geotermico delle emisissioni di SO2...e non solo.<br /> <br />Non posso dimenticare i racconti e le statistiche di abbandono dei paesi dell&#039;Amiata spopolati dalla distruzione ambientale e dalla falsa chimera dello &quot;sviluppo&quot; garantito agli abitanti grazie alla geotermia.<br /> <br />Non posso dimenticare le testimonianze e le foto delle case esplose per le eruzioni imporvvise di gas che erompono dai pavimenti con fanghi bollenti.<br /> <br />Non posso dimenticare di aver ascoltato dalla gente comune che sostiene  la lotta durissima dei Comitati dell&#039;Amiata soli contro tutti, (soli per tanto, troppo tempo, da non dimenticare...), sentire racconti di desolante attenzione da parte delle Istituzioni preposte alla difesa della salute.<br />Gente dell&#039;Amiata che si vede arrivare all&#039;imporvviso in casa i tecnici dell&#039;ARPAT per installare rilevatori di Radon. Ma non nei locali sotterranei dove il gas radioattivo potrebbe essere presente a concentrazioni troppo elevate e quindi troppo pericoloso da &quot;evidenziare&quot;,... ma solo al pian terreno vengono installati, magari in locali ben areati o addirittura al primo piano...Così è più probabile che si &quot;resti nei limiti di legge&quot;...<br /> <br />Non posso dimenticare una foresta bellissima dove nella sua terra e nei suoi manufatti storici sono presenti i segni millenari di rivi d&#039;acqua ora letteralmente scomparsi. ll calo delle portate e&#039; del 66% dal 1950 ed anche escludendo un 30% di diminuzione della piovosita&#039;, la perdita&#039; e&#039; di oltre 56,4 litri al secondo! Dove sono finiti 5&#039;000 metri cubi (5&#039;000&#039;000 litri) di acqua al giorno? Probabilmente nel bacino geotermico dove si perdono e si inquinano per sempre, per i dettagli potete guardare gli studi EDRA.<br /> <br />Non posso dimenticare la gente che mi guarda con un sorriso triste e mi racconta che in tutti gli ospedali intorno da Pisa fino a Siena o a Grosseto  quando loro arrivano con una tiroide che non funziona più o una bronchite asmatiforme vengono subito identificati come &quot;quelli dell&#039;Amiata&quot;. Prima ancora di visitarli.<br />Del resto la stessa ARS toscana (Agenzia Regionale di Sanità), afferma che la percentuale di tumori e di malattie all&#039;apparato respiratorio nell&#039;Amiata è del 13% più alta della media nazionale.<br />Come dimenticare poi come questo scenario porti a cascata altri danni sociali enormi? Negli anni Novanta, una ricerca sul suicidio, pubblicata dal dottor Giuseppe Boncompagni su &quot;Amiata Storia e Territorio&quot;, denunciava un tasso di suicidi più alto della media nazionale,  intorno ai 18 casi a 100.000 (tenendo conto del quinquennio tra l&#039;86 e il &#039;91) e le categorie più a rischio erano gli anziani e gli inoccupati. Dati confermati nel 2006 da uno studio dell&#039; Osservatorio di Epidemiologia Sociale della Regione Toscana in collaborazione con l&#039;Università di Siena.<br /> <br />Non dimenticherò quello che ho visto, ascoltato, toccato e repirato: l&#039;odore terribile di zolfo che prende alle narici, poi alla gola e quindi agli occhi che iniziano a lacrimare. Ma loro come fanno a sopportarlo?  Mi hanno confessato che ormai non lo sentono più, le mucose del naso ormai bruciate dall&#039;acido solfidrico,  tranne nei giorni in cui soffia il vento cattivo che concentra sulle loro case le emissioni delle centrali &quot;ecologiche&quot; della geotermia.<br /> <br />Ma non dimenticherò soprattutto la meraviglia incredibile delle natura di quei luoghi e la magia di un tramonto trascorso insieme in cima al monte Labro.<br />Il Monte Amiata per gli Etruschi era la &quot;Montagna Sacra&quot;, centro della &quot;Terra Sacra Inviolabile&quot; e da allora, per secoli,  ha sempre rappresentato un enorme patrimonio ambientale, storico e  culturale. Le sue acque sono state per millenni fonte di vita e di lavoro rappresentando  uno dei pi&amp;#367; importanti  serbatoi acquiferi  del centro Italia, i suoi boschi erano tra i pi&amp;#367; ricchi di biodiversità di tutta Europa le sue abbazie proteggevano la Via<br /> Francigena, mentre la &quot;postilla amiatina&quot; è considerata la prima voce del &quot;volgare&quot;, da cui nascerà la lingua italiana.<br /> <br />­Questo Monte Amiata ospita sui suoi fianchi appunto il monte Labro.<br />La prima spianata che si incontra  sul monte Labro offre della cima una visione magica, dovuta anche alla foschia che spesso avvolge quel che ora ci appare essere una torre, un po&#039; castello e un po&#039; nuraghe, che sovrasta i ruderi di alcune costruzioni. Attraverso una scala in pietra, avvolta a spirale intorno alla torre, raggiungiamo la cima. Il paesaggio continua ad allargarsi e il gregge che sembra seguirci fa da &quot;quinta&quot; alla vista dell&#039;Amiata con Arcidosso e Santa Fiora. Siamo a 1193 metri e lo sguardo si perde fino al mare e al sud della Toscana e ancora più in là, verso la campagna laziale.<br /> <br />Un posto di trascendenza dove vide origine l&#039;esperienza mistico-religiosa di Davide Lazzaretti, definito dalla stampa della metà &#039;800 &quot;il profeta dell&#039;Amiata&quot;, Intorno a lui nacque una comunità di 80 famiglie  dando origine ad un&#039;esperienza associativa - la Società delle famiglie cristiane - di condivisione di beni e risorse, di fratellanza umana e spirituale. Non è forzato intravedere in quelle spinte le matrici di uno spirito &quot;socialista&quot; ante litteram e l&#039;inizio di un modello di società di mutuo soccorso che diversi anni dopo iniziò a fiorire anche in Toscana. È sorprendente notare che fra i compiti della comunità fossero indicati l&#039;impegno a far fronte alle necessità dei membri secondo il loro apporto e secondo i loro bisogni, l&#039;impegno a fornire un&#039;educazione scolastica gratuita e l&#039;estensione del diritto di voto alle donne all&#039;interno della comunità. Una visione quindi non solo mistica ma - per le autorità politiche e religiose del tempo - in forte odore di eresia rivoluzionaria.<br /> <br />Non posso dimenticare la sensazione indescrvibile che si prova a camminare su quelle stesse povere pietre edificate con uno spirito di decrescita democratica ante litteram dalla Comunità di eguali di Davide Lazzaretti. Ucciso da un poliziotto mentre guidava una processione da Monte Labro ad Arcidosso per impedirgli di arrivare a quel paese.<br /> <br />Di questa Amiata, uno degli ultimi tesori della natura di questa Italia distrutta dal cemento, stiamo parlando. Di questa Amiata tesoro millenario di cultura umana immensa stiamo parlando. Di questo conflitto violentissimo tra Terra e Uomo stiamo parlando. Gli indigeni dell&#039; Amazzonia dicono da sempre &quot;Anna Pata, Anna Yan / Nostra terra, Nostra madre&quot;. Quanti Davide Lazzaretti dovranno morire in Amiata e nel mondo perchè prevalga lo spirito di inclusione, di ascolto e rispetto reciproco nel nome di questa terra? Quanti?<br /> <br />Il Forum dei Movimenti è diventato quella straordinaria forza nazionale che è proprio perchè ha saputo accogliere e includere tutti senza prevenzioni o ideologie di nessun tipo. Perchè ha avuto la capacità di leggere i problemi della gente e farli diventare quel patrimonio comune che si chiama politica partecipata e condivisa. Certo, le reponsabilità di chi, partiti, associazioni e istituzioni, hanno portato a questo disastro in tema d&#039;acqua, ma non solo, le conosciamo molto bene e noi non dimentichiamo. <br /> <br />Ma la nostra repsonsabilità e il nostro compito oggie ora è di andare avanti caricandoci sulle spalle anche gli errori e le omissioni di chi in passato ha mancato anche gravemente. Perchè non si compiano mai più.<br /> <br />Per questo sono totalmente d&#039;accordo con Andrea quando invita alla massima comprensione reciproca. Il problema non è mandare via qualcuno , ma includere tanti altri di cui abbiamo bisogno per vincere questa sfida vitale che riguarda tutti. In ogni caso il Movimento sempre e comunque ha saputo  indicare con chiarezza i suoi contenuti alternativi praticando un metodo democratico fortemente partecipato e condiviso dal basso. Principi che il Forum è sempre stato in grado di far rispettare senza piegarsi nè a compromessi, nè a scorciatoie. L&#039;acqua è davvero una scuola di democrazia.<br /> <br />Anche l&#039;Amiata è Anna Pata, anche l&#039;Amiata è Anna Yan. Non lo posso dimenticare e mi auguro che tutti coloro che  hanno a cuore questa terra e questa acqua a loro volta non lo possano dimenticare, camminando insieme verso il Secondo Forum dei Movimenti per l&#039;Acqua. Pubblica e di ottima qualità.<br /> <br /> <br /><i>Antonio Valassina</i>]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Ancora autobotti e razionamenti per l’acqua in Toscana</h1><br />estratto da InToscana.it (<a href="http://www.intoscana.it/intoscana/informarsi/news.jsp?id_categoria=1210&amp;id_sottocategoria=1211&amp;id=188674&amp;language=it" target="_blank" >qui l&#039;articolo</a>)<br /><br /><b>Acquedotto del Fiora SpA  (Siena e Grosseto)</b><br /><br />Vi è uno stato di crisi generale, soprattutto nel Chianti senese e difficoltà di approvvigionamento idrico ai Comuni alimentati dalle sorgenti amiatine (Vivo d’Orcia che alimenta buona parte della provincia di Siena e Santa Fiora che alimenta la quasi totalità della Provincia di Grosseto) che fanno registrare i minimi di portata di tutti i tempi. La società ha assicurato e sta assicurando il servizio in alcune zone con autobotti, spendendo nella sola estate 2008 oltre 1,5 milioni di euro.]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Corriere di Viterbo: &quot; l&#039;Enel sta procedendo alla chiusura dei pozzi minerari della Centrale Geotermica presenti su tutto il territorio compreso tra i comuni di Latera,Gradoli e Valentano. </h1><br />Si tratta di 14 pozzi profondi circa 2000 metri ciascuno, che verranno riempiti di cemento e quindi messi in sicurezza&quot;. <br /><br />E&#039; una notizia che dovrà far riflettere i vertici della Regione Toscana, le forze Politiche e Sindacali, gli Amministratori e le Comunità Montane Amiatine, cioè tutti quelli che il 20 Dicembre 2007, hanno firmato o approvato il Protocollo sulla Geotermia,che consegna all&#039;Enel il nostro territorio in esclusiva fino al 2024 e prevede il raddoppio della potenza estrattiva delle Centrali geotermolelettriche. <br /><br /><br /><h3>Come vedete mentre a Latera si chiude sull&#039;Amiata si raddoppia. Nonostante che da noi i problemi connessi allo sfruttamento geotermico siano molto più gravi.</h3><br /><br />La Centrale di Latera venne messa in funzione nel 1999, impianto pilota a ciclo binario e ad acqua dominante, fiore all&#039;occhiello di Enel. Ma già il 22 luglio 1999 su Messaggero si leggeva:&quot; ieri mattina Montefiascone si è svegliata sotto una invisibile cappa di un fetore insopportabile....è accaduto che una corrente d&#039;aria ha portato nel paese le esalazioni di acido solfidrico e di altri gas emanati dalla centrale geotermica....l&#039;Enel rassicura che tutto è sotto i limiti di legge consentiti&quot;. <br /><br />L&#039;eruzione di gas del 21 luglio produsse una nube tossica di acido solfidrico, mercurio, acido borico, arsenico, anidride carbonica, ammoniaca e vari altri gas ricombinati,che in parte reiniettati nel sottosuolo hanno sicuramente contaminato sia le falde acquifere, che il Lago di Bolsena e quello di Mezzano. <b>Impressionanti le similitudini con quello che sta avvenendo da noi, persino nel fatto che il Comitato di Latera chiese il coinvolgimento di  esperti internazionali per una perizia obiettiva di valutazione sull&#039;impatto ambientale(VIA), valutazione a cui nessuna Centrale dell&#039;Amiata è stata sottoposta.</b> <br /><br />Il 26 Marzo 2002 la produzione della Centrale di Latera viene interrotta:&quot; l&#039;Enel anzichè dotare la centrale di abbattitori di gas, decise unilateralmente di chiudere adducendo che i costi per adeguarla erano eccessivi e non giustificavano il suo mantenimento operativo per scarsa remuneratività&quot;. Si giunge al 2004, in un articolo de Il Tempo si legge:&quot; <b>....in seguito alla forte opposizione del Comitato Ambientale, dell&#039;Amministrazione Provinciale e dei Comuni che gravitano nella zona del Lago di Bolsena, l&#039;Enel Green Power ha presentato istanza di rinuncia al progetto di riapertura dell&#039;impianto di Latera....</b><br /><br />al no della Provincia si è aggiunto quello dei Sindaci della zona che in virtù dei rischi ambientali connessi, hanno puntato i piedi contro ogni ipotesi di riapertura&quot;. <br /><b><br />Sull&#039;Amiata invece i Sindaci hanno puntato i piedi perchè l&#039;Enel completasse lo scempio e la distruzione del nostro bellissimo territorio,delle sue sorgenti e del bacino acquifero(il più importante dell&#039;Italia Centrale).</b> <br /><br />Come potete leggere nell&#039;articolo (lo trovate scaricabile sotto NdR) la Floramiata(azienda ubicata nel Comune di Piancastagnaio), vuole investire 3 milioni di euro per acquisirle e ristrutturarle, prevedendo modifiche come l&#039;impianto di riscaldamento a pavimento, che grazie ad un fluido termovettore a bassa temperatura(bassa entalpia),apporta un notevole risparmio energetico, una copertura realizzata con nuovi materiali come il policarbonato e infine la realizzazione di un impianto di distribuzione e riciclo dell&#039;acqua evitando così gli sprechi. Potremmo anche suggerire il Fotovoltaico, pulito sicuro e a basso impatto ambientale. <h3>Da tutto questo si deduce che è possibile la produzione florovivaistica senza la geotermia ad alta entalpia, SALVARE I LAVORATORI DELLE SERRE, e salvare l&#039;ecosistema dell&#039;Amiata.</h3> <br /><br />Trovate l&#039;articolo <a href="http://www.ambienteamiata.it/public/documenti/enelchiudealatera.pdf" target="_blank" >QUI</a>]]></content>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<h1>Amiata: Borgia riabilitato dalla Regione, l’Università di Siena sprofonda nei vapori geotermici!</h1><br /><br />Nell’articolo apparso sul Corriere di Siena del 26-5-08 <b>l’Assessore Bramerini afferma che “non c’è stato nessun attacco della Regione contro il geologo Andrea Borgia”</b>, anche se il titolo dell’articolo di Tiziano Carradori pubblicato sul sito della Regione dall’Agenzia di informazione della Giunta Regionale è “Nessun rischio esplosioni per gli abitanti dell’Amiata – lo afferma l’Università di Siena che era stata incaricata di una verifica”, affermazione che proprio non compare nella relazione di Siena e nemmeno nella lettera pubblicata. <br /><br />In questa ultima, infatti, si afferma che le eruzioni idrotermali “possono essere legate a sistemi geotermici… del tutto diversi dal contesto amiatino”, ma non si dice che tali eruzioni non possono accadere nel contesto amiatino. Ovvio che Siena non può dirlo; <b>i tecnici stessi di Enel nel citato procedimento presso il Tribunale di Montepulciano, in riferimento alle eruzioni, affermano che “le manifestazioni idrotermali del Podere del Marchese sono connesse alla naturale attività idrotermale dell’area” e che i “fluidi provenienti dal circuito geotermico profondo possono facilmente attraversare la coltre liguride impermeabile e arrivare in superficie lungo cortei di fratture”. Anche in Amiata, quindi, parallelamente a quanto riscontrato nelle altre parti nel mondo, il sistema geotermico è collegato alla superficie,</b> come per altro si evince dalla carta delle manifestazioni geotermiche pubblicata dalla stessa Enel e dai fluidi geotermici emessi dai pozzi dell’Ermeta e dell’Acqua Passante.<br /><br /><br />Anche secondo Siena, dunque, a dispetto di quanto si voglia far credere, vi può essere pericolo di eruzioni idrotermali, pericolo che crescerà nel tempo a meno che non si intervenga immediatamente a limitarlo, riducendo l’estrazione di vapore e permettendo all’acquifero di ricaricarsi. Come mai, reiteratamente, si denigra Borgia con i famosi “fatti riprovevoli”? <br /><br />Ma l’Università ha mai letto le relazioni dello scienziato scritte a difesa di un cittadino amiatino e del Comune di Piancastagnaio nel procedimento citato? Borgia scrive : “Solo nella tesi da ultimo considerata (tesi ritenuta più probabile dal Ctu Prof. Funicello), cioè quella che corrisponde alla drastica riduzione della falda freatica - comunque direttamente imputabile allo sfruttamento dell’energia geotermica - una frattura o una faglia riattivata dal pompaggio di acqua di Erga  potrebbe aver permesso nella circostanza in esame ai fluidi geotermici di fuoriuscire verso l’alto”. <br /><br />Cioè <b>le eruzioni idrotermali sono possibili unicamente nel caso in cui la geotermia abbia abbassato significativamente la falda acquifera, fatto che è appunto accaduto come dimostrato dai rilevamenti del Cnr di Pisa</b>. <br /><br />Non soddisfatta Siena insiste: “Proprio la fuoriuscita stessa dei fluidi è la dimostrazione che questi non sono intercettati dalla imponente falda acquifera amiatina, ma si tratta di una risalita lungo fratture periferiche rispetto al corpo idrico”. Ormai sappiamo <b>dai dati del Cnr di Pisa che l’imponente falda acquifera è stata quasi azzerata e dai dati Arpat che essa è stata progressivamente inquinata proprio dal mescolamento dei fluidi geotermici caldi che risalgono anche nel pozzo poco a monte delle sorgenti di Abbadia SS. </b><br /><br /><h3>Ma allora perché la Regione non applica il principio di precauzione e non impone la riduzione della produzione di vapore? </h3>Come  mai l’incarico per lo studio dell’impatto sulla salute e sull’ambiente è stato dato a Siena, mentre il gruppo di cui faceva parte Borgia è stato eliminato? Come mai i verbali di tale assegnazione sono inaccessibili, né sono stati consegnati a chi li ha richiesti formalmente? <h3>Come mai alla ulteriore gara per la modellistica del campo geotermico Borgia, che aveva partecipato <b>insieme al gruppo di scienziati più famosi al mondo</b>, è stato nuovamente escluso?</h3><br />]]></content>
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