Estratto dell'articolo apparso su Repubblica il 18 Febbraio 2008
articolo originale di Maurizio Bologni
L´assessore regionale Bramerini non nasconde la gravità della situazione delle falde acquifere
DOMANDA: Assessore Annarita Bramerini, l´allarme crisi idrica sull´Amiata è alto. Alcuni studi parlano di una riduzione dell´acquifero ad un quarto, il presidente della Comunità Montana dell´Amiata scrive che la falda del suo acquedotto industriale è dimezzata rispetto ad un anno fa. Qual è la situazione reale?
«La riduzione delle acque è di tutta evidenza e con l´assessore Betti, che ha la competenza sulla materia, abbiamo aperto un tavolo tecnico».
DOMANDA: Studi e conti alla mano c´è chi sostiene che questo calo non può essere attribuito esclusivamente alle minor piogge. E´ d´accordo?
«E´ possibile che a determinare la riduzione dell´acquifero sia il concorso di più cause, dalla piovosità allo sfruttamento geotermico. Stiamo concludendo un percorso di ricerche che, alla fine, ci permetterà di sapere esattamente e di assumere tutte le decisioni necessarie perché la risorsa idrica sia garantita prioritariamente per l´uso della popolazione».
DOMANDA:La materia è già stata studiata su incarico della Regione dalla società Edra del professor Borgia, dal Cnr, dai geologi della Regione. Alcuni sostengono che la geotermia ruba e inquina l´acqua, altri non si sbilanciano, nessuno ad oggi assolve la geotermia. Alla Regione è stata inviata una segnalazione di allarme basata su studi scientifici internazionali secondo i quali l´abbassamento della falda acquifera può causare mescolamento di fluidi, con scomparsa di sorgenti ed esplosioni rilevanti. Non ci sono gli estremi per un intervento d´urgenza che sospenda le coltivazioni geotermiche?
«So che il professor Borgia, dagli Stati Uniti, ha inviato nel fine settimana una segnalazione di questo tenore. Posso assicurare che sarà valutata attentamente. E che siamo pronti ad interventi straordinari e a fermare le attività geotermiche sull´Amiata se e quando gli allarmi saranno scientificamente provati».
Amiata, l´assessore regionale aspetta lo studio dell´Università di Siena sull´inquinamento dell´acqua e dell´aria.
Bramerini e la geotermia: prima di tutto la salute dei cittadini
"Dall´ accordo con Enel abbiamo ottenuto vantaggi"
DOMANDA:Borgia sostiene che basterebbero pochi mesi di sospensione della coltivazione geotermica per far risalire l´acquifero, abbattere l´inquinamento, avere la prova che la geotermia è causa di inquinamento e abbassamento delle falde. Perché la Regione non aderisce a questa richiesta?
«Nel corso della prima riunione del tavolo tecnico che la Regione ha istituito per l´Amiata lo stesso Borgia ha ribadito ciò che aveva già scritto sull´opportunità di ulteriori approfondimenti. Tutti i tecnici presenti si sono dichiarati d´accordo sull´utilità di aver affidato un nuovo studio, assegnato all´università di Siena con gara di evidenza pubblica, per valutare le correlazioni tra geotermia e inquinamento di aria e acqua».
DOMANDA:Avevate promesso un bando internazionale (infatti ha vinto Siena.. NdR). Si sarebbero evitati veleni e sospetti di parzialità avanzati da chi, i comitati, rileva come un importante membro dell´équipe universitaria è stato consulente di Enel e che candidati alla gara sono stati eliminati per vizi formali.
«Nessuno ha fatto ricorso per la gara. Stiamo assistendo ad un poco edificante tentativo a priori di delegittimare l´università di Siena e una sua équipe formata da venti scienziati indicati da due diversi dipartimenti. Tra questi c´è il professor Riccobono, che oltre che di Enel è stato consulente del ministero dell´ambiente e che vanta un curriculum di tutto rispetto».
DOMANDA: Il giro d´affari di Enel sulla geotermia in Toscana sarebbe di 600 milioni di euro. Il consigliere verde Roggiolani ritiene che l´utile di Enel sia di 300 milioni di euro, che alla Regione arrivi un´elemosina di 9 milioni e che la Toscana dovrebbe pretendere di più per investire in impianti sicuri.
«Abbiamo ottenuto vantaggi tre volte più ingenti rispetto al passato. Con l´accordo abbiamo portato da 10 a 16,7 i milioni di euro che ogni anno arrivavano su un territorio, ai quali abbiamo aggiunto 130 milioni da qui al 2024. E a questi vanno sommati i 250 milioni che Enel si è impegnata ad investire in ricerca. Il protocollo è un punto di partenza con il quale Enel si impegna ad avere attenzione alle istanze dei territori e a "congelare" lo sviluppo della geotermia sull´Amiata in attesa del risultato degli studi. L´accordo prevede la richiesta della certificazione ambientale Emas, anche se molte delle centrali sono già certificate Iso 9000. E che Enel sperimenti forme di sequestro della Co2 e si uniformi alle indicazioni di Arpat sui monitoraggi delle emissioni per le quali la normativa ad oggi non stabilisce limiti come ammoniaca e acido borico.
DOMANDA: Perché avete fissato a 50 microgrammi litro la tollerabilità umana dell´arsenico quando la quota ammessa per non nuocere alla salute umana è di 10 microgrammi litro?
«E´ stato consentito da decreto dei ministeri della salute e dell´ambiente, su parere del consiglio superiore di sanità, e comunque raramente l´arsenico nelle acque dell´Amiata supera i 10 microgrammi al litro (L'acquedotto del Fiora riporta come MEDIA ANNUALE ad arcidosso 12 microgrammi NdR), al massimo è arrivato a 28 ad Abbadia San Salvatore. Ciò non toglie che la questione sia degna della massima attenzione e perciò il problema sarà definitivamente risolto con l´installazione entro l´anno degli abbattitori».
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( 3 / 828 )La Comunità montana alle aziende
"Per l´estate rifornitevi di acqua"
estratto da articolo di La Repubblica
La Comunita' Montana invita 60 stabilimenti ad attrezzarsi: "Dimezzata la disponibilità dell´acquedotto industriale" La Comunità montana alle aziende "Per l´estate rifornitevi di acqua"
Due tra le imprese più grandi assorbono da sole 17-18 litri al secondo
La disponibilità di acqua si è dimezzata in un anno
, per la prossima estate la Comunità Montana non è in grado di assicurare la fornitura ad una sessantina di aziende, tra cui le grandi Floramiata (250 dipendenti) e Rivart (un centinaio). Che le imprese si attrezzino con propri depositi di stoccaggio delle acque.L´allarme non viene, stavolta, dai comitati di cittadini. Lo lancia la stessa Comunità Montana Amiata Val d´Orcia con una lettera che il presidente Giuliano Simonetti ha appena inviato alle aziende servite dal suo acquedotto industriale.
«Alla data odierna la disponibilità di acqua è di 12,5 litri al secondo contro i 23 litri al secondo alla stessa data del 2007», scrive Simonetti nella lettera protocollata 6 febbraio 2008.
«Questa amministrazione responsabile della fornitura di 60 utenti, tra cui Floramiata e Rivart, che da sole tra giugno e ottobre avranno bisogno di 17-18 litri secondo, non vede come si possa soddisfare la richiesta di tutti gli utenti. Pertanto si invitano gli utenti a prendere atto di questa situazione dotandosi per quanto possibile di depositi di stoccaggio che assicurino per gli usi produttivi una certa autonomia» scrive ancora Simonetti, che invita a limitare i consumi ed evitare sprechi, oltre a chiamarsi fuori da eventuali richieste di indennizzo che gli utenti avessero da avanzare per danni legati all´interruzione del carico idrico.
Questo acquedotto industriale di acque non potabili gestito dalla Comunità Montana, che capta acqua da sorgenti di Piancastagnaio, è cosa diversa dall´Acquedotto del Fiora, che serve il sud della regione per usi civili e potabili. Il suo presidente, Claudio Ceroni, tenta di ridurre l´allarme. «Per quanto riguarda l´Acquedotto del Fiora i prelievi sono passati da 750 metri cubi a 680 metri cubi al secondo, problemi permangono a Roccalbegna e Semproniano, per ora superati sono ad Abbadia. Certo, se non piove sarà un problema» aggiunge.
«Per quanto riguarda la presenza di arsenico, nonostante l´innalzamento dei limiti con deroga al decreto legislativo nazionale che non ammette più di 10 milligrammi al litro, nei diversi comuni non si è mai superata la soglia dei 20 milligrammi, salvo ad Abbadia dove si è arrivati a 28 milligrammi. Nonostante questo investiremo 1,3 milioni per realizzare entro il 2008 abbattitori di arsenico ad Abbadia, Arcidosso, Castel del Piano, Piancastagnaio e Montieri, così come già fatto a Follonica e Gavorrano dove due anni fa l´arsenico raggiungeva 50 milligrammi al litro e ora è a 0,2».
(ma. bo.)
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( 3 / 820 )ARTICOLO SU REPUBBLICA: ALLARME ACQUA SULL'AMIATA, SOTTO ACCUSA LA GEOTERMIA
Cliccate QUI per leggere l'articolo (parte1).
Cliccate QUI per la seconda parte.
L'articolo riporta gli allarmanti avvisi della situazione sull'acquifero del Monte amiata, dove le falde si stanno impoverendo (e la geotermia viene indicata come una delle cause principali) con aumento dell'inquinamento dell'acqua stessa.
Esempio di tutto questo e' Abbadia San Salvatore dove i depositi di acqua sono riforniti da autobotti!!!
Rlevazioni recentissime del CNR, confermano una perdita di risorsa idrica di dimensioni spaventose dagli anni 70 ad oggi, e in continua diminuzione.
Il geologo universitario, Andrea Borgia, avverte "se non viene ridotta IMMEDIATAMENTE l'estrazione di fluidi geotermici l'inquinamento della falda acquifera per risalita degli stessi fluidi geotermici diventera' IRRIMEDIABILE"
Poca acqua e contaminata.
Intanto la regione a marzo scorso concede deroghe per la presenza di arsenico nell'acqua in qualita' di due o tre volte il limite di legge (stabilito dall'OMS). L'acquedotto del Fiora annuncia impianti di abbattimento dell'arsenico (e il miscelamento delle acque con quelle di fonti contenenti meno arsenico NdR)
Infine e' riportato che l'ulteriore studio commissionato dalla Regione Toscana all'universita' di Siena (il terzo dopo quello di EDRA e del CNR che hanno riportato risultati uguali e allarmanti.. NdR) , vedeva a capo dello stesso il Prof. Riccobono che pero' pare sia consulente ENEL da tempo. Ora invece pare che il Professore sia solo un componente del team che fara' lo studio..
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( 3 / 812 )INTERVISTA RADIOFONICA ALL'ASSESSORE BRAMERINI, AL CONSIGLIERE DEI VERDI ROGGIOLANI E AL PRESIDENTE DEL COMITATO AMIATA OVEST NISO CINI , ARGOMENTO: GEOTERMIA IN AMIATA
L'intervista e' molto interessante e ripropone la posizione della Regione a favore del protocollo, le considerazioni e proposte di Roggiolani e la posizione dei Comitati Ambientalisti.
Cliccate QUI per ascoltare l'intervista (MP3, 33MB circa).
L'intervista e' stata realizzata da Controradio (www.controradio.it)
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( 3 / 813 )Siamo lietissimi di pubblicare la lettera
della Dott.ssa Sargentini
Responsabile del Settore Tutela del territorio e della costa della Regione Toscanaper questi motivi:
Ella afferma che lo studio del Dott. Micheli è "In buona sostanza una relazione interna di interpretazione dei risultati tecnici finora acquisiti". Cioè una relazione in cui il responsabile del bilancio idrico dell'Amiata fa il sunto della situazione in base agli studi fino a quel momento commissionati dalla Regione. A maggior ragione, dato che la relazione è "interna" cioè fatta affinché gli uffici interni diano seguito a quanto di competenza, siamo certi che la Sargentini, responsabile del Settore Tutela del territorio e della costa della Regione Toscana, ha già da tempo messo in atto quanto indicato nello studio di Micheli?
Ed in particolare che:
1) Risulta problematica l'attivazione di quanto previsto dal Piano d'Ambito del1'AATO 6 Ombrone che prevede il "sovrasfruttamento" nel periodo estivodella falda superficiale attraverso la realizzazione di un campo pozzi. Un'ulteriore decremento del livello piezometrico della falda può comportareil richiamo dei fluidi e dei vapori geotermici con conseguenti gravi problemi di inquinamento della falda stessa. Analoghe considerazioni valgono nel caso dell'attivazione delle procedure previste dalla legge regionale 21 maggio 2007 n.29 "norme per l'emergenza idrica per l'anno 2007".
2) E' necessario che i piani industriali di utilizzo del vapore geotermico per la produzione di energia elettrica tengano conto delle ripercussioni qualitative e quantitative sulla falda superficiale.
3) Nella definizione del bilancio idrico dell'acquifero dell'Amiata previsto dal piano di lavoro occorre introdurre, tra i parametri in "uscita", l'estrazione di vapore per la produzione di energia elettrica.
Se la Sargentini avesse messo in pratica queste indicazioni forse non si sarebbe arrivati alla gravissima crisi idrica (esaurimento della falda acquifera con probabile inquinamento da arsenico) in cui si trova il comune di Abbadia San Salvatore.
La Sargentini parla di "convergenza di opinioni sulla incertezza e non perentorietà dei risultati acquisiti". Non ci risulta che questo traspaia dallo studio del Dott. Micheli nel quale mai si parla di incertezze, ne che sia stato mai affermato nelle Relazioni di EDRA.
Ha la Sargentini letto le relazioni del CNR e di EDRA, ha la Sargentini letto lo studio di Micheli?
D'altronde qualora la Sargentini avesse reputato che vi fossero incertezze, per il principio di cautela avrebbe dovuto richiedere l'immediata riduzione dello sfruttamento geotermico, come già indicato da più di un anno dallo studio EDRA.
Ricordiamo alla Sargentini che deve essere dimostrato che lo sfruttamento geotermico non abbia effetti sulla falda acquifera, non il contrario.
Perché si vuole celare la Relazione di Micheli? Perché è scomoda? Perché ha detto la verità?
Si ricorda la Sargentini che i danni alle sorgenti provocati dalle gallerie dell'alta velocità erano state previste da Micheli? In quel caso non gli fu dato retta ed i danni provocati (ma che sarebbero stato possibile evitare) sono ormai perenni.
Se vi fossero danni nel caso dell'Amiata, e già ci sono, è Lei disposta a pagarli?
ECCO LA COMUNICAZIONE INVIATACI DALLA DOTT.SA SARGENTINI
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REGIONE TOSCANA Giunta Regionale
Direzione Generale delle Politiche Territoriali ed Ambientali
Settore: “Tutela del territorio e della Costa”.
Prot. n. AOO—GRT/32622/P.80.10 Data 04/02/2008
Richiesta pubblicazione rettifica.
RACCOMANDATA A.R. Sig.Niso Cini
Presidente del Comitato Amiata Ovest
c/o rivista Amiata Storia eTerritorio
Palazzo del Comune
Piazza Indipendenza ,30
58031 ARCIDOSSO
p.c Dott.ssa Lucia Bora
Direttore Generale Avvocatura
Regione Toscana
Piazza dell’Unità 1
FIRENZE
Con riferimento all’articolo pubblicato in data 13 gennaio 2008 sul V/s. sito web {http://www.ambienteamiata.it/public/index.php" }http://www.ambienteamiata.it/public/index.php, si evidenzia che quello che viene da Voi erroneamente definito come “lo studio condotto dall’ufficio regionale per la tutela del territorio” è in realtà atto interno al Settore Tutela del Territorio e della costa, consistente in una mera ricapitolazione degli studi ad oggi effettuati e commissionati dalla Regione Toscana, redatto nell’ambito del Piano di lavoro finalizzato alla definizione del bilancio idrico dell’acquifero dell’Amiata. Una sintesi delle ricerche svolte inviata quale contributo tecnico per una discussione, al Direttore Generale e ai Dirigenti competenti per materia e, per conoscenza, agli assessori Betti e Bramerini. In buona sostanza una relazione interna di interpretazione dei risultati tecnici finora acquisiti.
Del resto sui risultati degli studi commissionati dalla Regione e seguiti da questo Settore , resi sempre di dominio pubblico, si sono svolti incontri seminariali con le Amministrazioni locali, con gli enti e i soggetti interessati. In tutti gli incontri tecnici svolti sull’argomento, alla presenza degli estensori delle ricerche (Edra e del Cnr), a fronte della evidenza di posizioni differenziate sui risultati dei due gruppi di ricerca, vi è stata comunque convergenza di opinioni sulla incertezza e non perentorietà dei risultati acquisiti e quindi sulla esigenza di procedere ad ulteriori approfondimenti.
Dal punto di vista del Settore non vi è dubbio che l'affidamento di un incarico all'Università di Siena sui rischi di inquinamento aria/ acqua derivanti dalla coltivazione delle risorse geotermiche sull'Amiata e lo svolgimento, a partire dal prossimo anno, di una ricerca sul funzionamento dei campi geotermici, si inquadrano significativamente nel processo di approfondimento auspicato
In qualità di responsabile del Settore Tutela del territorio e della costa della Regione Toscana, nel ribadire che il documento pubblicato è un documento istruttorio interno ,che lo stesso non è mai stato trasmesso da questi uffici all’esterno,che non ne è mai stata autorizzata la pubblicazione, con la presente chiedo di voler procedere alla pubblicazione con pari evidenza sullo stesso sito della presente rettifica con l’avviso che, in caso contrario, sarà d’obbligo il ricorso alla competente Autorità giudiziaria per la tutela dell’immagine di questa Amministrazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Sargentini
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( 3 / 784 )COMITATO PER LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE AMIATA OVEST COMUNICATO STAMPA
Giovedì 31 gennaio 2007 il vertice dei Verdi Toscani si è trasferito sull’Amiata. Davanti alla centrale di Bagnare 3, alla presenza di giornalisti e interessati, il consigliere dei Verdi per l’Unione in Regione Toscana, Fabio Roggiolani ha tenuto una interessante conferenza stampa sul problema più cogente dell’Amita: geotermia.
“Gli ultimi studi – ha esordito Roggiolani – indicano tutti una corrispondenza purtroppo molto probabile tra l’acquifero dell’Amiata (serbatoio che disseta l’intera Toscana meridionale) e i campi geotermici sottostanti.
Ciò può determinare l’inquinamento definitivo dell’intero bacino idrico amiatino con forti conseguenze”.
Il consigliere regionale poi ha proseguito illustrando alcuni studi Enel che affermano chiaramente la commistione tra campo geotermico e bacino imbrifero: “Negli ultimi anni Enel si è sempre affrettata a smentire questa corrispondenza quando negli studi fino al 1988 ha sempre asserito il contrario”.
Pare che quindi, almeno a livello scientifico, gli studi o se si preferisce le ricerche e le indagini, non entrino in conflitto: il contatto tra acqua e vapori geotermici esiste ed è ammesso anche da Enel oltre che da altri e serissimi studiosi.
Ma Roggiolani va oltre e dice: “ La differenza è che prima la regolarità delle piogge rendeva questa corrispondenza un’ipotesi di studio ma non foriera di problematiche; oggi la situazione è diversa a causa della scarsità delle precipitazioni e del conseguente abbassamento della falda. Il progressivo inquinamento della sorgente di Santa Fiora è un primo evidente segnale di quanto sta avvenendo”.
Roggiolani, come Cini e Mammolotti, presidenti dei comitati amiataini, sono poi tornati sulla questione del tradito principio di precauzione e in particolare Cini ha inquadrato la questione dell’inquinamento nel contesto ambientale, descrivendo come a poche centinaia di metri da Bagnore 3 ci siano: due interessanti sorgenti di acque con particolari caratteristiche, il Parco Faunistico, sei delle tredici riserve provinciali, un’importante industria alimentare, molti alberghi e la comunità di Merigar che, oltre ad essere un importante centro culturale e spirituale, è anche molto significativa per l’economia della zona. “Non so, anzi non credo, che questo danno ambientale possa risolversi con le nuove tecnologie estrattive di cui parlano i Verdi – ha concluso Cini -, ma certamente è insostenibile questa situazione di rischio ecologico che potrebbe compromettere le magnifiche risorse offerte dall’ambiente e dalla natura del Monte Amiata”.
“Comunque – ha concluso Roggiolani – il costo che paghiamo per approvvigionare di acqua la Toscana meridionale con le autobotti è già superiore alla cifra che Enel versa a comuni e Regioni per lo sfruttamento geotermico: delle due l’una, o si consente l’approvvigionamento senza fine di acqua e lo sfruttamento geotermico o li si limitano entrambi”.
L’addetto stampa del comitato
Christian Correnti
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( 3 / 771 )Il direttivo del Comitato Amiata Ovest
chiede a tutti gli interessati al problema geotermia sull'Amiata
di partecipare ad una iniziativa di civile protesta collettiva per far capire che sull'Amiata la geotermia non e' una risorsa strategica ma solo un danno.
A PARTIRE DA GIOVEDI' 17 GENNAIO
siete invitati ad appendere alla finestra della vostra abitazione un telo/lenzuolo bianco con una delle seguenti scritte:
'NO BAGNORE 4'
'NO GEOTERMIA inquinante'
'NO QUESTA GEOTERMIA'.
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( 3 / 789 )ARTICOLO SU "LA REPUBBLICA"
Geotermia l´Amiata ha paura
MAURIZIO BOLOGNI
Per la Toscana la geotermia rappresenta una risorsa energetica importante, alternativa poderosa al petrolio, che già oggi garantisce un quarto del fabbisogno regionale.
Per molti è pulita e rinnovabile, per altri no, nessuno contesta però che sia un bene a cui la Regione debba guardare con attenzione.
Ma l´Amiata è un caso particolare: causa l´origine vulcanica, il sospetto è che lo sfruttamento geotermico provochi contraccolpi. E - giurano - se il Santo dell´Amiata Lazzaretti fosse qui oggi, sventolerebbe, iroso, quelle tre paginette dense così come fa Christian Correnti, 30 anni, laurea in lettere, portavoce ed emblema di una classe intellettuale che, in un´area storicamente povera e depressa, si oppone a subordinare acriticamente salute e qualità della vita al dogma del lavoro ad ogni costo.
Quelle tre paginette sono opera del settore «Tutela del territorio e della costa» della Direzione generale delle politiche territoriali e ambientali della Regione Toscana. Portano la firma del geologo Luigi Micheli e la data del 14 novembre 2007. Affermano in modo chiaro quanto molti altri studi, privati e pubblici, hanno sostenuto negli ultimi anni. Ovvero che le caratteristiche vulcaniche dell´Amiata collegano le falde acquifere profonde agitate e sfruttate dalle centrali geotermiche con quelle superficiali che dissetano 700.000 persone nel sud della regione e che l´utilizzo geotermico prosciuga la risorsa destinata all´uomo.
«Il sottoscritto - conclude il geologo regionale Micheli nella sua relazione - ritiene che vi siano sufficienti elementi a supporto del modello concettuale che prevede il collegamento tra la falda freatica superficiale e geotermia profonda. L´attuale anomalo andamento della superficie della falda, che è utilizzata a fini acquedottistici, suggerisce una situazione di criticità e di disequilibrio della stessa (ricarica indotta a favore del campo geotermico, con possibile risalita di gas dal campo geotermico verso l´alto)». Sostengono i comitati:
«E´ la prima volta che è un atto interno della Regione a riconoscere questo dato. Eppure Firenze ha rinnovato all´Enel la concessione allo sfruttamento geotermico, che porterà sull´Amiata nuove centrali e un aumento della produzione da 76 a 119 megawatt».
Per la verità la Regione, consapevole di studi che indicano elementi di criticità (anche dell´Arpat), ha posto sub iudice i piani dell´Enel sull´Amiata. Le proteste dei comitati, che ormai raccolgono centinaia di persone sia sul versante senese che su quello grossetano, le richieste di referendum popolare (a Piancastagnaio erano state raccolte 872 firme quando ne sarebbero bastate 300 per indire un referendum che non si è fatto), le titubanze dei sindaci che in questi giorni tengono assemblee pubbliche e quelle degli altri enti locali, hanno infatti fatto breccia sulla Regione.
Almeno fino al punto di far dipendere i piani dell´Enel sull´Amiata da uno studio commissionato all´università di Siena sull´impatto ambientale della geotermia, che non riguarda solo l´impoverimento delle acque ma anche l´inquinamento idrico e atmosferico - denunciato dai comitati e che in parte alcuni studi confermano - da svariate sostanze che vanno dall´arsenico al mercurio, dall´ammoniaca all´acido borico, dall´arsenico all´anidride carbonica.
Venerdì c´è stata la prima riunione di un tavolo tecnico in Regione. «E´ un confronto tra tutti i soggetti interessati - ha spiegato l´assessore regionale Annarita Bramerini - per fornire elementi all´università di Siena che deve studiare i rischi di inquinamento».
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( 3 / 789 )Acqua Amiata a secco, allarme rosso
Articolo apparso sul Tirreno 21 Gennaio 2008
Colpa della geotermia? La Regione si appella alla scienza
L’Università di Siena dovrà chiarire perché la risorsa acqua è in calo. Riunito un tavolo di confronto
FIRENZE. La geotermia sull’Amiata “ruba” acqua al territorio? Il dubbio, nato con la constatazione del forte calo della risorsa idrica nella montagna, rilanciato dai comitati ambientalisti è diventato questione bollente. Sotto accusa c’è la Regione, e in particolare l’assessore all’Ambiente, Anna Rita Bramerini. La quale è amiatina, e assicura di non sottovalutare la questione. Anzi - dice la Bramerini - a Firenze fervono gli incontri e si ordinano studi accurati, per arrivare quanto prima a una risposta scientifica certa sul fenomeno. Dopodiché, garantisce l’assessore, se del caso anche l’attività geotermica potrà essere messa in discussione.
Proprio Anna Rita Bramerini e l’assessore alla tutela delle acque, Marco Betti, hanno presenziato l’altro giorno alla prima riunione del tavolo tecnico istituito per approfondire le ragioni del calo di risorse idriche nella zona amiatina e le eventuali connessioni tra questo fenomeno e l’attività di sfruttamento della geotermia.
«Abbiamo convocato il tavolo - spiega la Bramerini - per dare attuazione concreta agli impegni che durante la sua visita sull’Amiata il presidente Martini ha preso con le comunità locali. Si tratta di un confronto tra tutti i soggetti interessati, in grado di fornire elementi e dati preziosi all’Università di Siena, da noi recentemente incaricata di uno studio circa gli eventuali rischi di inquinamento dell’aria e dell’ acquifero dell’Amiata per effetto della geotermia».
Alla riunione erano presenti l’Ato 6, l’Autorità di bacino, il Cnr, la Società Edra, l’Università di Siena, l’Acquedotto del Fiora oltre ai tecnici, funzionari e dirigenti regionali dei settori energia, difesa del suolo e tutela delle acque. Dall’incontro è emerso un quadro problematico, a partire dal forte calo della piovosità nella zona, che in tutto il 2007 nel Senese ha fatto registrare un meno 26% rispetto al decennio precedente e nel Grossetano un meno 33,8%.
«È un fenomeno tuttora da approfondire - precisa l’assessore Betti - in attesa della valutazione dell’Università di Siena. Una volta che il quadro sarà più chiaro, è anche alla luce dei dati tecnici che la politica compirà le sua scelte, coinvolgendo i cittadini e le amministrazioni locali interessate. È fondamentale accertare le possibili connessioni tra uso geotermico e riduzione e inquinamento delle sorgenti».
Durante la riunione sono infatti emerse due diverse posizioni tecniche. Quella della Società Edra evidenzia un nesso certo di causa ed effetto tra geotermia e calo dell’acqua, affermando però che è necessario stabilirne l’entità. L’altra teoria, enunciata dal Cnr di Pisa, sostiene che l’esistenza di un collegamento idraulico tra i bacini geotermico e idrico è ancora da approfondire e che tra le cause vi sia la riduzione della piovosità e la perdita d’acqua in alcune sacche acquifere nel sottosuolo.
In ogni caso è stata apprezzata la scelta della Regione di affidare all’Università di Siena uno studio, che sarà ultimato in primavera e che ha il compito di condurre a un modello oggettivo attraverso il quale giungere a una soluzione del problema. «Per approfondire le ragioni che hanno determinato l’attuale situazione - conclude Betti - è stato inoltre deciso di posizionare sull’Amiata almeno un piezometro, per acquisire dati utili sulla portata e sulla qualità delle acque».
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( 3 / 774 )A rigor del vero il 20 dicembre è stato sottoscritto il Protocollo Regione – Enel – Enti locali , e a rigor del vero la Regione ha firmato nonostante lo studio condotto dall’ufficio regionale per la tutela del territorio avanzasse serie considerazioni e scientifiche sui danni qualitativi e quantitativi a cui la falda acquifera amiatina è sottoposta con l’estrazione dei vapori geotermici.
L’Ulivo asserisce il falso quando lascia intendere, e non troppo velatamente, che il documento dei sindaci amiatini era anche il documento dei Comitati per la salvaguardia dell’ambiente. Se è vero infatti che su quel documento i comitati fecero proposte, spesso accolte, è pur vero che in calce a quelle nove pagine, non c’è la firma di alcun rappresentante dei comitati. I comitati, infatti, avrebbero voluto un documento conciso e chiaro fuori dalla logica del politichese.
Inoltre, e questo è assai più grave, il protocollo d’intesa non recepisce, se non in forma ambigua e non articolata gli intendimenti dei sindaci.
Non è sbagliato affermare quindi che il Protocollo è un accordo tra Regione ed Enel, nulla di più, un accordo le cui linee base erano già tracciate da tempo, da quando il 29 agosto 2007 sul “Sole 24 ore” si leggeva: “Enel ha ottenuto dalla Regione la riunificazione delle concessioni degli impianti geotermici, che ora scadranno tutte nel 2024. In cambio si è detta disponibile ad aprire una trattativa, promettendo ingenti compensazioni ambientali”. I sindaci, quindi, e i loro documenti hanno contato e contano ben poco.
Il protocollo è un regalo che la Regione Toscana ha fatto ad Enel. Alla società elettrica che per quarant’anni ha inquinato e sfruttato questa montagna.
Infatti, a rigor di logica, esistevano i presupposti politici e scientifici perché la Regine non firmare questo accordo. E siamo di nuovo al principio di precauzione. Un buon amministratore deve avere il 100% delle garanzie che lo sfruttamento geotermico non inquini e non metta a repentaglio la falda acquifera per sottoscrivere un accordo. E’ sufficiente che ci sia una buona probabilità che il rischio esista per fermare tutto.
Non il contrario, e cioè che ci sia qualche possibilità che questo rischio non esista per continuare e prevedere il raddoppio della nociva attività geotermica.
L’addetto stampa del Comitato per la salvaguardia ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti
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