COMUNICATO STAMPA
GEOTERMIA: L’EMERGENZA IDRICA NON E’ IMPUTABILE SOLO ALLA SICCITA’
Quella della geotermia sull’Amiata è una storia Italiana perfetta. Una storia della prima e della seconda Repubblica, una storia di ignoranza e di disagi, una storia incomprensibile dove i cittadini non possono decidere e se ricercano la verità restano indigesti e vengono dipinti come terroristi o peggio.
Questa storia oggi apre un nuovo capitolo. Si chiama “Piano di lavoro finalizzato alla definizione del bilancio idrico dell’acquifero dell’Amiata”, un documento scomodo, come tutto quello che lungo il romanzo Regione - Enel ha reso più difficile l’ambito connubio.
Il settore Tutela del territorio e della costa, organo tecnico della Regione Toscana, ha consegnato il 14 novembre scorso, e cioè circa un mese prima della firma del famigerato protocollo d’intesa una relazione agli organi competenti e agli assessori interessati riguardo lo stato di salute del bacino idrico amiatino.
I risultati delle indagini sono impressionanti perché in tutto avallano e supportano scientificamente le posizioni dei Comitati per la Salvaguardia Ambientale. (il documento e' scaricabile nella news successiva)
Tra l’altro si legge nel documento:“è necessario che i piani industriali di utilizzo del vapore geotermico per la produzione di energia elettrica tengano conto delle ripercussioni qualitative e quantitative sulla falda superficiale”. Si afferma quindi
che l’estrazione dei vapori per la produzione di energia riduce notevolmente l’acquifero dell’Amiata e lo inquina.
Non solo quindi si certifica che l’attività geotermica consuma grandi quantità di acqua, ma che questo grande dispendio può causare la risalita dei vapori geotermici più profondi verso il bacino imbrifero compromettendone la qualità, cioè inquinandolo con arsenico, mercurio, boro ecc..
Nella relazione si dice inoltre che i modelli geotermici in questione si trovano anche su i siti internet di Enel, CNR di Pisa, oltre che su quelli di vari enti internazionali.
A livello tecnico-scientifico, quindi, esistevano da tempo la conoscenza e le cause del problema, mentre a livello amministrativo e politico queste certezze sono state presentate come frutto del terrorismo dei comitati.
Non a caso l’Aato 6 continua a sostenere che l’emergenza idrica sull’Amiata è imputabile soltanto alla persistente siccità, mentre è chiaro che questo è solo uno degli aspetti.
Alla luce di tutto questo ci chiediamo come la Regione e i Sindaci abbiano potuto firmare un protocollo con Enel. Non si dica più che questo protocollo è una garanzia o la prova vivente dell’applicazione del principio di precauzione. Quanto segnalato dal settore Tutela del territorio in data 14 novembre 2007, e cioè un mese prima della firma del protocollo, sarebbe bastato, unito agli studi Edra e alle analisi in possesso alla Regione a decretare la chiusura delle centrali, a interrompere questo scempio ambientale di cui ogni singolo amministratore condivide la colpa specialmente a partire dal 14 novembre 2007.
L’addetto stampa
Christian Correnti
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( 3 / 691 )PRECISAZIONE:
"Riguardo a quanto pubblicato precedentemente su questo sito, relativamente ai dati dell’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana, relativi allo sviluppo socio-economico delle aree geotermiche, si comunica che, per un deprecabile equivoco, il documento a cui si faceva riferimento non è da attribuire all’IRPET, ma ad una tesi di laurea che a sua volta faceva riferimento ai dati pubblicati da tale Istituto.
Per quanto sopra ci scusiamo con l’IRPET e con quanti ci hanno letto per l’inesattezza che, in ogni caso, è da attribuire ad un errore commesso in assoluta buona fede."
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( 3 / 699 )e Bagnore25 emette ancora..
7 gennaio 2008- Bagnore25 ancora emette in atmosfera, stavolta era difficile da vedere in quanto giornata molto nebbiosa. Fortunatamente gli abitanti vicini al pozzo l'hanno segnalato tempestivamente e cio' ha permesso a noi di documentare la cosa.
Come sempre abbiamo avvisato ARPAT nella persona del Dott. Valli (che ricordiamo e' L'UNICO che si occupa della geotermia per ARPAT almeno per le provincie di Grosseto e Siena) il quale,ovviamente appena tornato dalle ferie, ancora non ne sapeva nulla.
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( 3 / 699 )RESOCONTO INCONTRO PUBBLICO DEL 29/12/2007 PRESSO IL COMUNE DI ARCIDOSSO
Si è articolato lungo quattro ore di informazione e intensa discussione il convegno che ieri ha visto ad Arcidosso circa 250 persone affollare come mai prima la sala consiliare, le scale e l’androne del palazzo comunale. “La geotermia non è una risorsa strategica per l’Amiata” è stata forse la manifestazione più affollata del calendario natalizio arcidossino. Moltissimi giovani e tanta gente attenta e pronta ad intervenire.
I Comitati per la salvaguardia ambientale Amiata Ovest ed Est hanno esposto alla platea gli snodi di quello che ritengono essere un Protocollo sbagliato e lesivo, non soltanto dell’ambiente e della salute degli amiatini, ma anche dello sviluppo del territorio.
Si è parlato di Arsenico nelle acque, di come, in barba alle direttive CE, OMS, la legge italiana, pur facendo proprie queste, tradisce ogni logica ammettendo deroghe che espongono la salute dei cittadini a enormi rischi. Sono stati citati studi OMS sulla cancerogenicità dell’arsenico e si è parlato di come questo, secondo uno studio FAO, passi attraverso l’acqua in tutta la catena alimentare.
Gli interventi sulla pericolosità della geotermia in Amiata si sono alternati in un carosello continuo di riferimenti a studi e indagini tutte prodotte da Regione Toscana, Arpat ed Asl. Alcuni interventi hanno focalizzato l’attenzione sul problema delle emissioni, in particolare sulla pericolosità di inquinanti come ammoniaca, acido solfidrico e CO2, molti dei quali a tutt’oggi non risultano normati.
L’assemblea, organizzata dai comitati, ma aperta a tutti, politici e non, non ha visto un gran numero di amministratori presenti. Da subito i suoi concittadini hanno notato l’assenza dell’Assessore Bramerini, mentre come sempre, non sono mancati il Sindaco di Arcidosso Landi, l’ex coordinatore DS di zona Tiberio Tiberi e il consigliere comunale Marco Pastorelli. I tre hanno esposto ai presenti le “ragioni” del protocollo, ma era palese la loro difficoltà, specie alla luce dei numerosi dati e delle ricerche sulle quali i comitati appoggiano la loro considerazioni, che vedono questo protocollo lesivo della logica, della democrazia e della precauzione che avrebbero dovuto distinguere, su una scelta così delicata, l’azione delle maggioranze e delle minoranze.
La partecipazione massiccia degli abitanti invece ha evidenziato l’attenzione con cui la gente guarda al problema e alla cecità che i nostri amministratori hanno dimostrato trattandolo.
“L’incontro si è svolto in armonia e serenità e questo dimostra – commenta Niso Cini, presidente del Comitato Amiata Ovest – l’impegno che c’è da parte di tutti i cittadini a far luce su questo che è ad oggi il problema più grande della nostra montagna”.
Va aggiunto, infine, che le adesioni al Comitato durante la giornata di oggi hanno avuto un’impennata massiccia. L’interesse, specie da parte di medici e giovani, si fa sempre più grande e l’azione del comitato è in tutto avallata dalla maggioranza dei cittadini che alla politica continuano a chiedere, sembra invano, maggiore attenzione e preparazione!
Per quanto concerne poi il deputato Franci, che tratta l’argomento geotermia sempre dalle pagine dei giornali, i comitati si chiedono perché non partecipi agli incontri pubblici, tornando fra la gente a ribadire quello che sostiene da tempo, e cioè che “la geotermia è un’ottima moneta di scambio”. In conclusione è triste rilevare che sono pochi i politici a non mancare mai agli incontri e purtroppo sono quelli che, volenti o nolenti, devono piegarsi all’asse monocolore Roma Firenze, lo stesso che per bocca di Franci e Bramerini parla soltanto tramite i giornali.
L’addetto stampa del Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti
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( 3 / 728 )La FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) pubblica uno studio in cui si parla di interazione tra Arsenico nelle acque e contaminazione dei raccolti in Bangladesh.
Come ormai saprete se avete letto un po' del materiale riportato nei giornali o su questo sito o avete partecipato agli incontri dei Comitati dell'Ambiente area Amiata, le nostre acque sono ricche di Arsenico (e svariati studi imputano la cosa agli effetti collaterali della coltivazione geotermica).
Il suddetto studio (che potete trovare QUI) mostra come la presenza di Arsenico nelle acque causi la contaminazione del riso e del grano. Viene anche detto che l'Arsenico delle piante contaminate passa poi all'uomo e agli animali che se ne nutrono.
Lo studio nasce per proporre una alternativa alla normale coltura che possa ridurre la presenza di arsenico nel riso e nel grano che sono cibi base per l'uomo e per gli animali in Bangladesh.
Ma per noi e' la risposta ad un dubbio che avevamo da tempo: l'arsenico presente nelle acque contamina le specie vegetali e gli animali che se ne nutrono?
Purtroppo pare di si.
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( 3 / 738 )LA GEOTERMIA SULL’AMIATA
NON E’ UNA RISORSA STRATEGICA
1. Dalle ultime indagini svolte dalle agenzie regionali e da studiosi del settore risulta che il contatto tra risorsa idrica e geotermica ha già causato un progressivo impoverimento del bacino idrico con l’abbassamento delle falde acquifere ed una sua contaminazione da arsenico, boro ed altri inquinanti. Negli ultimi anni nelle sorgenti di Arcidosso la presenza di arsenico ha raggiunto valori dai 12 ai 15 microgrammi per litro. Per cui a partire dal 2003 la Regione Toscana, con procedimento di deroga, ha innalzato le soglie di arsenico tollerabili nelle acque destinate al consumo umano da 10 a e 20 microgrammi per litro nei comuni di Arcidosso e Casteldelpiano e da 10 a 30 nei comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio (la soglia di 10 microgrammi per litro è stata fissata dall’OMS e dalla CE).
2. L’Arpat ammette che il problema dell’inquinamento dell’aria, nonostante le nuove tecnologie, è ben lontano dall’essere risolto. Oltre all’acido solfidrico, al mercurio, all’arsenico e al radon, l’acido borico e l’ammoniaca, non normati, sono presenti in quantità rilevanti. In particolare la presenza di ammoniaca, che normalmente nei fluidi geotermici è nell’ordine delle decine di chilogrammi per ora, nella centrale di Bagnore può raggiungere massimi con ordini di grandezze di centinaia di chilogrammi ogni ora.
3. In nessun’altra parte del mondo la geotermia inquina come sull’Amiata. A dirlo è Arpat: dato 100 come peso totale del fluido in arrivo, le centrali amiatine emettono tra 5 e 16 kg di gas incondensabili, raggiungendo a Piancastagnaio punte del 40% del peso totale. I gas incondensabili sono costituiti in maggioranza da CO2 (anidride carbonica) responsabile dell’effetto serra.
LA GEOTERMIA NON è UNA RISORSA STRATEGICA
Se anche tu credi che l’ambiente vada salvaguardato perché sulla nostra montagna si possa ancora parlare di aria ed acqua buone, biodiversità, prodotti biologici e turismo,
non mancare all’assemblea indetta dai comitati per la salvaguardia ambientale:
SABATO 29 ALLE 15 e 30 SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI ARCIDOSSO
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( 3 / 735 )“Il dono della geotermia”, regalo di Natale del Presidente Martini
All’indomani della firma di quello che il Presidente Claudio Martini ha definito “accordo storico” viene da chiedersi se quello che lui chiama “dono della geotermia” non sia un giocattolo troppo pericoloso da mettere nelle mani dei nostri politici e sotto la gestione di Enel.
Gli aspetti assurdi di questo protocollo sono assai più numerosi degli articoli che dovrebbero garantire salute e ambiente. Nel Protocollo, e ancora di più nei negli interventi sempre uguali e monotoni dell’assessore Bramerini, si ignorano le documentazioni che già oggi certificano la presenza di numerosi inquinanti (arsenico, acido borico, ammoniaca, idrogeno solforato, radon ecc.) e si cavalca la fantascienza dicendo, con molta serenità, che Enel potrebbe avere le tecnologie per catturare la CO2, cioè l’anidride carbonica. Questo deve essere sfuggito alle Nazioni Unite, all’OMS, alla CE, alla Russia agli USA! Se Enel possiede queste tecnologie, allora non ci sono più problemi, allora è risolta la questione del secolo e a breve non sentiremo più parlare di buco nell’ozono o di effetto serra.
Per chi non amasse l’ironia quale canale comunicativo, è bene dire chiaramente che ad oggi non esiste nessuna tecnica per la cattura della CO2 e che di certo questa non può essere stata concepita notte tempo da Enel in vista della firma dello “storico accordo”.
Tutto uguale quindi, tranne la fervida immaginazione dei nostri amministratori ai quali va riconosciuta almeno un’ottima inventio ciceroniana . Buon Natale a tutti i toscani - e agli amiatini in particolare - cui il nostro caro Presidente ha fatto il magnifico “dono della geotermia” che vi ricordiamo, non è né pulita, né rinnovabile.
Christian Correnti
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( 3 / 692 )Firmato il protocollo di intesa Regione - Enel
E' di oggi la notizia sulla firma del protocollo di Intesa per la geotermia tra Regione Toscana ed Enel, un documento vergognosamente carente sulla tutela del territorio ma molto ricco sugli accordi economici in cui Enel versa a Regione e Comuni somme per "compensazioni ambientali". , proposte di sviluppo ulteriore della geotermia fino a 200MegaWatt (attualmente sono circa 80), senza indicazioni chi debba poi valutare i risultati dello Studio dell'Universita' di Siena sulle influenze negative dello sfruttamento geotermico su aria e acqua della zona amiatina.
A breve ulteriori chiarimenti e la possibilita' di leggere il protocollo.
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( 3 / 681 )Resoconto Incontro 1 Dicembre ad Arcidosso
Lo scorso sabato il nostro comitato ha scritto un nuovo capitolo fondamentale sulla vicenda geotermia. Nella sala del castello Aldobrandesco gremita di un pubblico attento e partecipe, si è svolto un incontro a cui, oltre ai nostri comitati, erano presenti i rappresentanti di Italia Nostra, alcuni amministratori locali e il consigliere regionale dei verdi Roggiolani.
Fulcro del dibattito l’annoso e quanto meno antidemocratico Protocollo d’intesa tra Regione ed Enel per il rinnovo delle concessioni estrattive fino al 2024.
La geotermia non è né energia pulita, né rinnovabile, a maggior ragione quella che la Regione e Enel vorrebbero imporci. Uno sfruttamento geotermico - il loro - ottuso e derelitto, oltre che dannoso per la nostra salute e il nostro ambiente.
La geotermia che gli amministratori intendono farci ingoiare è quella fatta di contraddizioni e di superficialità, una geotermia prima concessa e poi valutata.
Gli impatti sull’ambiente sono già evidenti e documentati, ma in barba al diritto alla salute, l’unica cosa che la Regione auspica è la firma a breve del protocollo che cancellerà la nostra dignità e il nostro futuro di salute e turismo.
E’ assurdo che, con una lunga serie di studi sugli effetti della geotermia fino ad oggi, peraltro tutti prodotti dalla Regione, e tutti provanti i dannosi impatti del suo sfruttamento su aria ed acqua, si reputi utile ricorrere ad altre ricerche per trarre delle conclusioni.
Ancora più assurdo e illogico è che, nonostante per ottenere dei risultati da queste ultime analisi (affidate all’Università di Siena) siano necessari diversi mesi di tempo, il protocollo debba essere firmato nel giro di pochissimo.
Il protocollo inoltre è un testamento per le ambizioni di sviluppo turistico e ambientale dell’Amiata, ma soprattutto una sicura fonte di pericolo per la nostra salute.
Ci costringono a respirare sostanze nocive e a bere acque inquinate, ma reputate bevibili perché, avvalendosi di deroghe assurde e anticostituzionali, il Ministero competente sostanzialmente dice che gli amiatini possono bere acqua contenente fino a 20 o 30 microgrammi di arsenico per litro, mentre le direttive OMS e CE (nonché la legge italiana) mettono come tetto massimo 10 microgrammi / l.
Ma non siamo soli a bere alla fonte dell’Amiata, anche il senese e il grossetano si dissetano alle nostre chiare e fresche acque. In tutto siamo 700mila persone che per il Ministero hanno la forza sufficiente a sopportare questi tassi di inquinanti.
Dati alla mano l’analisi del consigliere Roggiolani ha ammonito gli amiatini dallo “svendere” una risorsa così importante al ridicolo prezzo offerto da Enel. “la salute non si può scambiare con le risorse – ha esordito l’esponente dei verdi – ma è pur vero che le centrali potrebbero essere riconvertite in strutture meno inquinanti”.
Noi pensiamo che la nostra risorsa più importante sia l’ambiente e l’oro blu, l’acqua di cui disponiamo (ancora per poco) e che quindi tutto debba partire da queste valutazioni.
Allo stesso tempo però sapere che “Enel - come dice Roggiolani - ha un giro di affari con lo sfruttamento geotermico intorno ai 600 milioni di euro l’anno, con utili che toccano i 300 milioni di euro”, ci indigna ancora di più. “A fronte di questo mare di soldi quello che Enel versa a enti locali e Regione non è più del 3%: miseri 10 milioni di euro. Non solo – continua Roggiolani – dopo l’introduzione, a livello internazionale, dei certificati verdi sulle energie rinnovabili, che ricadono anche sulla geotermia, Enel incamera altri 135 milioni di euro l’anno. Se oggi accettiamo di svendere il nostro territorio ad Enel – conclude Roggiolani – perdiamo la nostra dignità di amministratori ed istituzioni”
Al nuovo assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini chiediamo come tutto questo sia conciliabile con gli investimenti sul turismo, sulla biodiversità, su prodotti Dop, Doc e gastronomia, punte di diamante sulle quali lei, nel suo ex ruolo di assessore al turismo aveva tanto investito.
Resta da capire cosa faranno i nostri sindaci, sempre che le parole di Roggiolani abbiano in una qualche misura ridestato voglia di contare di più nel gioco delle parti tra coloro – i sindaci appunto – che possono fare la differenza.
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( 3 / 706 )30 Novembre: ancora emissioni a Bagnore25, ancora un danno a discapito della popolazione, anche questa volta ARPAT non viene a controllare.
Incontro sulla Geotermia: sabato pomeriggio alle 15,30, presso la sala convegni del Castello Aldobrandesco di Arcidosso
I comitati parteciperanno all'incontro per parlare alla popolazione delle problematiche che la Geotermia sta causando in Amiata e che purtroppo sono ancora troppo poco conosciute, in particolare ora che la Regione ha deciso contro ogni cautela di firmare un accordo che vende all'ENEL le risorse Amiatine, nascondendosi dietro una ricerca su possibili rischi per il territorio si SOLI 4 MESI (e' un tempo definito da molti tecnici assolutamente non realistico.
30 Novembre: scarichi fluidi di bagnore25, probabilmente condensa delle emissioni. Non e' noto come questo fluido altamente inquinante venga gestito e smaltito.
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