10 MAGGIO - "DIFENDIAMO LE SORGENTI"
GRANDE MANIFESTAZIONE AD ABBADIA SAN SALVATORE



CON INIZIO ORE 10 - Parteciperanno tutti i comitati dell'area
grossetana, senese e Val d'Orcia.

ore 9:30 Incontro al palazzo comunale (viale roma)
ore 10-12 Manifestazione per le strade di Abbadia
ore 15-19 Raccolta di firme per la riduzione al minimo delle centrali


Calo delle sorgenti del 50%, paesi riforniti di acqua con autobotti (in inverno!!!), enorme impatto dell'estrazione geotermia sulle falde stesse, inquinamento delle falde da fluidi geotermici, abbassamento della falda acquifera di centinaia di metri e pericolo che i danni siano permanenti.

La manifestazione chiede alla Regione Toscana e alle Amministrazioni di applicare il principio di cautela e ridurre al minimo le centrali per 6 mesi, al fine di valutare la ricarica dell'acquifero e il suo rapporto con l'estrazione geotermica (rapporto diretto a quanto risulta dagli studi commissionati dalla Regione Toscana)





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AMIATA «Per quelle centrali serve la Via» Geotermia ancora sotto accusa


LA NAZIONE - 13 Aprile 2008

IN DIFESA dell’acqua e dell’aria il 10 maggio sull’Amiata si terrà una manifestazione popolare contro lo sfruttamento geotermico. I Comitati per la salvaguardia dell’ambiente non mollano la presa. In particolare alla luce dei recenti pronunciamenti della Commissione europea per cui la Valutazione di impatto ambientale (la Via) dovrà riguardare non soltanto le parti nuove o ristrutturate degli impianti, ma anche quelle cui queste ultime vengono integrate.

«VORREMMO sapere, quindi, se la Regione Toscana ha chiesto all’Enel — si legge in un nota del Comitato — di attivare le procedure di Via per le centrali geotermiche che si trovano sul territorio amiatino, tra cui anche Bagnore 2 e Bagnore 3, per le quali è stata rinnovata la concessione di sfruttamento, senza che prima sia stata espletata la procedura di Via, cui, peraltro, le due centrali non sono mai state sottoposte».

IL COMITATO torna a discutere anche dei problemi che riguardano l’acqua. Tema che è stato al centro anche di un incontro che si è svolto di recente proprio sull’Amiata, cui hanno partecipato l’assessore regionale alle risorse idriche, Marco Berti e il consigliere regionale Fabio Roggiolani. Un incontro al quale hanno partecipato numerosi comitati che in modo unanime hanno ribadito la necessità di «correre ai ripari».

«A FRONTE dell’allarmante riduzione delle portate delle sorgenti negli ultimi 30 anni — sostengono i comitati — del preoccupante abbassamento della falda acquifera di circa trenta metri e della presenza nelle acque di inquinanti quali arsenico e boro, i cui valori sono in sensibile aumento, chiediamo con forza di ridurre in via sperimentale l’attività geotermica per almeno sei mesi. Come, peraltro, viene suggerito anche da alcuni studi che sono stati presentati all’Amministrazione regionale, nei quali viene data per certa la correlazione tra falda acquifera superficiale e campo geotermico».

In proposito l’assessore regionale Betti, durante il convegno, ha comunicato che è in attesa della risposta della ulteriore ricerca affidata all’università di Siena. Studio che sarà pronto entro giugno. Infine Betti ha comunicato di avere attivato sindaci e Comunità Montana perché eseguano indagini sulle grandi derivazioni.

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Estratto dell'articolo "Geotermia, al duello tv solo il comitato"


Corriere di Maremma del 22 Aprile

Puntata di ZTL programma di attualita'
"A dominare la scena, l'unica ospite intervenuta a onorare l'invito, Cinzia Mammolotti, responsabile del Comitato per la Salvaguardia dell'Ambiente Amiata Est..

..Si sono negati (a presenziare ndr) il sindaco di Abbadia San Salvatore Lorenzo Avanzati, il sindaco di Piancasagnaio Fabrizio Agnorelli, la societa' ENEL, la societa' Floramiata.. ..si e' tirata indietro, tramite la propria segreteria.. ..l'assessore regionale alla Tutela Ambientale e alla Energia Anna Rita Bramerini.

Mentre il geologo della Regione si era reso disponibile a intervenire ma e' stato stoppato dal superiore, il direttore generale Mauro Grassi, il quale ha fatto sapere, tramite la segretaria, che al momento non era il caso di parlare dell'argomento.."







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Due pesi, due misure



Amiata.
Abbiamo appreso dai media della significativa vittoria del Comitato Salute e Ambiente di Civitella Val di Chiana (Arezzo), che in questo ultimo anno si è battuto con forza per fare chiarezza, nel rispetto delle leggi, sulla procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) relativa all’impianto Chimet spa di Badia al Pino (incenerimento di rifiuti speciali).

In buona sostanza sia il Ministero dell’Ambiente, sia la Comunità Europea hanno dato ragione a chi ha richiesto - e tra i vari soggetti il Comitato - che la VIA venisse realizzata non solo per le modifiche richieste, ma anche e preliminarmente per l’impianto esistente attualmente.

La Chimet spa, invece, aveva avviato una procedura di VIA in data 21/06/2007, unicamente per ottenere l’autorizzazione a realizzare le modifiche all’impianto. Il complesso impiantistico era stato realizzato anteriormente all’entrata in vigore della direttiva CEE sulla VIA e non era, quindi, mai stato assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale. La Commissione Europea, però, ha chiarito che la VIA dovrà riguardare “l’intero impianto in tutte le sue filiere e non soltanto le parti già modificate o da modificare”.

Coinvolta, ovviamente, nel pre-contenzioso sull’applicazione della legislazione comunitaria ambientale in Italia,

anche la Regione Toscana, la quale ha confermato tramite i responsabili del Settore Valutazione Impatto Ambientale, che “la richiamata procedura interesserà l’intero complesso impiantistico in parola, nel senso che avrà ad oggetto l’impatto ambientale non solo delle prospettate modifiche sostanziali, ma anche degli impianti esistenti a oggi”.



Considerato che negli ultimi tempi la Regione è stata “chiamata all’ordine” dalla Comunità Europea riguardo alla normativa di VIA dei pozzi geotermici in esercizio (2003/2049), il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata chiede alla Regione di sapere se ha avuto modo di richiedere ad ENEL di attivare le procedure di VIA anche per le Centrali geotermiche PC3 e PC5 di Piancastagnaio nelle quali sono state realizzate delle modifiche impiantistiche sostanziali (inserimento degli impianti AMIS - Abbattitori di mercurio e di idrogeno solforato - per entrambe e scambiatore di calore per PC3) senza che, secondo quanto riportato da ARPAT, né i nuovi impianti né le stesse centrali siano mai state sottoposte a VIA.

Lo stesso dicasi

per le centrali di Bagnore 2 e Bagnore 3 per le quali è stata rinnovata la concessione di sfruttamento geotermico ad ENEL, senza che prima sia stata espletata la procedura di VIA, procedura a cui le centrali esistenti non sono mai state sottoposte.



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Amiata come Mugello?



Il caso Amiata (procedure di VIA a carico delle centrali geotermoelettriche; abbassamento delle falde acquifere e diminuzione della portata delle sorgenti) si intreccia ogni giorno di più con le restanti emergenze ambientali toscane.

Ha fatto molto scalpore, per esempio, negli ultimi giorni la sentenza relativa al caso Tav Mugello. Per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti dai cantieri per l’Alta velocità tra Firenze e Bologna, nel territorio appunto del Mugello, il Pubblico Ministero Gianni Tei ha chiesto 13 condanne e tre assoluzioni, di cui due per prescrizione.

Il Pm inoltre ha chiesto al tribunale la trasmissione degli atti del processo alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente per omesso controllo.

Per argomentare la nostra tesi, però, occorre leggere il passaggio successivo, che recita: “ È stato anche sottolineato come il geologo della Regione che, nel '95, segnalò i rischi per le falde a causa della costruzione, non ha fatto carriera: era al settimo livello e lì è rimasto".

Ebbene, il geologo in questione è lo stesso del Settore Tutela del Territorio e della Costa della Regione Toscana, che ha il compito di coordinare l’attuazione del piano di lavoro per la definizione del bilancio idrico dell’Acquifero dell’Amiata.

E è lo stesso che nella relazione fatta per la Regione Toscana sull’acquifero amiatino, citando tre esempi di impatto ambientale negativo per i quali non erano stati presi a riferimento modelli adeguati (tra cui quello della TAV), indica esplicitamente il collegamento diretto tra falda superficiale idropotabile ed acquifero geotermico.

Come puntualmente previsto dal geologo della Regione, anche in Amiata il disastro ambientale si sta consumando: esaurimento della falda acquifera che dà da bere a 700.000 persone (rispetto agli anni ’60 le portate delle sorgenti in quota sono praticamente azzerate, quelle delle sorgenti alla base del vulcano sono dimezzate, i deflussi vitali di tutti i torrenti sono praticamente azzerati, quest’inverno due paesi sono rimasti senz’acqua) ed inquinamento della stessa (il contenuto di arsenico nelle acque di alcune sorgenti è quasi tre volte superiore ai limiti di legge).

La proposta del consulente della Regione Prof. Borgia, fatta già un anno e mezzo fa, di ridurre momentaneamente la produzione di vapore geotermico per permettere alla falda di ricaricarsi sembra snobbata da tutti. Anche in questo caso il geologo della Regione non viene ascoltato. Qualcuno può intervenire?

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Comunicato Stampa del WWF


Il WWF sull’impoverimento degli acquiferi del Monte Amiata:


la Regione Toscana intervenga anche prevedendo una riduzione dell’attività geotermica





In merito all’impoverimento degli acquiferi del Monte Amiata il WWF, che già all’inizio dell’anno aveva scritto nel merito al Prefetto di Siena e al Presidente della Regione, torna a chiedere alla Regione Toscana di porre in essere tutte quelle azioni volte a garantirne la tutela sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, prevedendo anche la temporanea riduzione dell'attività geotermoelettrica al fine di monitorare il comportamento della falda.

L’emergenza idrica che è venuta a crearsi ad Abbadia San Salvatore in pieno inverno è un segnale gravissimo che può accentuarsi ed estendersi anche ad aree più vaste coinvolgendo le stesse attività economiche e produttive oltre che compromettere irreversibilmente l’intero patrimonio forestale dell’Amiata ed i suoi eccezionali valori di biodiversità.


Considerando la risorsa acqua un bene primario insostituibile e che l’acquifero del Monte Amiata costituisce uno dei più importanti serbatoi idrici del centro Italia cui sono collegate 700.000 utenze delle province di Siena, Grosseto e Viterbo, si rende infatti necessario ed indifferibile che la Regione intervenga in base ad un principio di cautela e prevenzione.



In tal senso

il WWF condivide le preoccupazioni espresse dai Comitati per la Salvaguardia Ambientale del Monte Amiata convalidate da autorevoli studi, tra cui quello commissionato dalla stessa Regione Toscana, in merito alle più che probabili connessioni tra l’attività geotermica e la riduzione dell’acquifero. La riduzione dell’attività geotermica pertanto permetterebbe di monitorare i tempi di ricarica dell’acquifero stesso, l’innalzamento della falda freatica e la verifica della correlazione tra sfruttamento geotermico e bacino acquifero.





Il WWF ricorda che l’area del Monte Amiata, oltre ad essere interessata dalla presenza di riserve naturali e siti della Rete Natura 2000, rientra tra le aree prioritarie per la conservazione della biodiversità individuate nell’ambito del Programma di Conservazione Ecoregionale del WWF Internazionale, e che la Regione Toscana, prima fra tutte le regioni italiane, ha di recente sottoscritto con lo stesso WWF un apposito protocollo di intesa con cui si è impegnata a promuovere azioni e progetti funzionali alla tutela delle aree prioritarie individuate in Toscana, verificando anche le attività antropiche che possono interferire con la conservazione della biodiversità.

Un’attività precauzionale di tutela dei valori naturalistici dell’area, oltre che della salute dei cittadini, si rende perciò assolutamente necessaria ed imprescindibile anche in vista del rinnovo delle concessioni relative all’attività geotermica con l’ENEL, rinnovo che non può prescindere da valutazioni certe ed incontestabili in merito agli impatti ambientali e sulla salute delle suddette attività.



WWF Sezione regionale Toscana

il Presidente Guido Scoccianti


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Estratto dell'articolo apparso su Repubblica il 18 Febbraio 2008


articolo originale di Maurizio Bologni

L´assessore regionale Bramerini non nasconde la gravità della situazione delle falde acquifere

DOMANDA: Assessore Annarita Bramerini, l´allarme crisi idrica sull´Amiata è alto. Alcuni studi parlano di una riduzione dell´acquifero ad un quarto, il presidente della Comunità Montana dell´Amiata scrive che la falda del suo acquedotto industriale è dimezzata rispetto ad un anno fa. Qual è la situazione reale?

«La riduzione delle acque è di tutta evidenza e con l´assessore Betti, che ha la competenza sulla materia, abbiamo aperto un tavolo tecnico».

DOMANDA: Studi e conti alla mano c´è chi sostiene che questo calo non può essere attribuito esclusivamente alle minor piogge. E´ d´accordo?

«E´ possibile che a determinare la riduzione dell´acquifero sia il concorso di più cause, dalla piovosità allo sfruttamento geotermico. Stiamo concludendo un percorso di ricerche che, alla fine, ci permetterà di sapere esattamente e di assumere tutte le decisioni necessarie perché la risorsa idrica sia garantita prioritariamente per l´uso della popolazione».

DOMANDA:La materia è già stata studiata su incarico della Regione dalla società Edra del professor Borgia, dal Cnr, dai geologi della Regione. Alcuni sostengono che la geotermia ruba e inquina l´acqua, altri non si sbilanciano, nessuno ad oggi assolve la geotermia. Alla Regione è stata inviata una segnalazione di allarme basata su studi scientifici internazionali secondo i quali l´abbassamento della falda acquifera può causare mescolamento di fluidi, con scomparsa di sorgenti ed esplosioni rilevanti. Non ci sono gli estremi per un intervento d´urgenza che sospenda le coltivazioni geotermiche?

«So che il professor Borgia, dagli Stati Uniti, ha inviato nel fine settimana una segnalazione di questo tenore. Posso assicurare che sarà valutata attentamente. E che siamo pronti ad interventi straordinari e a fermare le attività geotermiche sull´Amiata se e quando gli allarmi saranno scientificamente provati».

Amiata, l´assessore regionale aspetta lo studio dell´Università di Siena sull´inquinamento dell´acqua e dell´aria.

Bramerini e la geotermia: prima di tutto la salute dei cittadini
"Dall´ accordo con Enel abbiamo ottenuto vantaggi"

DOMANDA:Borgia sostiene che basterebbero pochi mesi di sospensione della coltivazione geotermica per far risalire l´acquifero, abbattere l´inquinamento, avere la prova che la geotermia è causa di inquinamento e abbassamento delle falde. Perché la Regione non aderisce a questa richiesta?

«Nel corso della prima riunione del tavolo tecnico che la Regione ha istituito per l´Amiata lo stesso Borgia ha ribadito ciò che aveva già scritto sull´opportunità di ulteriori approfondimenti. Tutti i tecnici presenti si sono dichiarati d´accordo sull´utilità di aver affidato un nuovo studio, assegnato all´università di Siena con gara di evidenza pubblica, per valutare le correlazioni tra geotermia e inquinamento di aria e acqua».

DOMANDA:Avevate promesso un bando internazionale (infatti ha vinto Siena.. NdR). Si sarebbero evitati veleni e sospetti di parzialità avanzati da chi, i comitati, rileva come un importante membro dell´équipe universitaria è stato consulente di Enel e che candidati alla gara sono stati eliminati per vizi formali.

«Nessuno ha fatto ricorso per la gara. Stiamo assistendo ad un poco edificante tentativo a priori di delegittimare l´università di Siena e una sua équipe formata da venti scienziati indicati da due diversi dipartimenti. Tra questi c´è il professor Riccobono, che oltre che di Enel è stato consulente del ministero dell´ambiente e che vanta un curriculum di tutto rispetto».

DOMANDA: Il giro d´affari di Enel sulla geotermia in Toscana sarebbe di 600 milioni di euro. Il consigliere verde Roggiolani ritiene che l´utile di Enel sia di 300 milioni di euro, che alla Regione arrivi un´elemosina di 9 milioni e che la Toscana dovrebbe pretendere di più per investire in impianti sicuri.

«Abbiamo ottenuto vantaggi tre volte più ingenti rispetto al passato. Con l´accordo abbiamo portato da 10 a 16,7 i milioni di euro che ogni anno arrivavano su un territorio, ai quali abbiamo aggiunto 130 milioni da qui al 2024. E a questi vanno sommati i 250 milioni che Enel si è impegnata ad investire in ricerca. Il protocollo è un punto di partenza con il quale Enel si impegna ad avere attenzione alle istanze dei territori e a "congelare" lo sviluppo della geotermia sull´Amiata in attesa del risultato degli studi. L´accordo prevede la richiesta della certificazione ambientale Emas, anche se molte delle centrali sono già certificate Iso 9000. E che Enel sperimenti forme di sequestro della Co2 e si uniformi alle indicazioni di Arpat sui monitoraggi delle emissioni per le quali la normativa ad oggi non stabilisce limiti come ammoniaca e acido borico.

DOMANDA: Perché avete fissato a 50 microgrammi litro la tollerabilità umana dell´arsenico quando la quota ammessa per non nuocere alla salute umana è di 10 microgrammi litro?

«E´ stato consentito da decreto dei ministeri della salute e dell´ambiente, su parere del consiglio superiore di sanità, e comunque raramente l´arsenico nelle acque dell´Amiata supera i 10 microgrammi al litro (L'acquedotto del Fiora riporta come MEDIA ANNUALE ad arcidosso 12 microgrammi NdR), al massimo è arrivato a 28 ad Abbadia San Salvatore. Ciò non toglie che la questione sia degna della massima attenzione e perciò il problema sarà definitivamente risolto con l´installazione entro l´anno degli abbattitori».

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La Comunità montana alle aziende
"Per l´estate rifornitevi di acqua"


estratto da articolo di La Repubblica


La Comunita' Montana invita 60 stabilimenti ad attrezzarsi: "Dimezzata la disponibilità dell´acquedotto industriale" La Comunità montana alle aziende "Per l´estate rifornitevi di acqua"

Due tra le imprese più grandi assorbono da sole 17-18 litri al secondo

La disponibilità di acqua si è dimezzata in un anno

, per la prossima estate la Comunità Montana non è in grado di assicurare la fornitura ad una sessantina di aziende, tra cui le grandi Floramiata (250 dipendenti) e Rivart (un centinaio). Che le imprese si attrezzino con propri depositi di stoccaggio delle acque.

L´allarme non viene, stavolta, dai comitati di cittadini. Lo lancia la stessa Comunità Montana Amiata Val d´Orcia con una lettera che il presidente Giuliano Simonetti ha appena inviato alle aziende servite dal suo acquedotto industriale.

«Alla data odierna la disponibilità di acqua è di 12,5 litri al secondo contro i 23 litri al secondo alla stessa data del 2007», scrive Simonetti nella lettera protocollata 6 febbraio 2008.



«Questa amministrazione responsabile della fornitura di 60 utenti, tra cui Floramiata e Rivart, che da sole tra giugno e ottobre avranno bisogno di 17-18 litri secondo, non vede come si possa soddisfare la richiesta di tutti gli utenti. Pertanto si invitano gli utenti a prendere atto di questa situazione dotandosi per quanto possibile di depositi di stoccaggio che assicurino per gli usi produttivi una certa autonomia» scrive ancora Simonetti, che invita a limitare i consumi ed evitare sprechi, oltre a chiamarsi fuori da eventuali richieste di indennizzo che gli utenti avessero da avanzare per danni legati all´interruzione del carico idrico.

Questo acquedotto industriale di acque non potabili gestito dalla Comunità Montana, che capta acqua da sorgenti di Piancastagnaio, è cosa diversa dall´Acquedotto del Fiora, che serve il sud della regione per usi civili e potabili. Il suo presidente, Claudio Ceroni, tenta di ridurre l´allarme. «Per quanto riguarda l´Acquedotto del Fiora i prelievi sono passati da 750 metri cubi a 680 metri cubi al secondo, problemi permangono a Roccalbegna e Semproniano, per ora superati sono ad Abbadia. Certo, se non piove sarà un problema» aggiunge.

«Per quanto riguarda la presenza di arsenico, nonostante l´innalzamento dei limiti con deroga al decreto legislativo nazionale che non ammette più di 10 milligrammi al litro, nei diversi comuni non si è mai superata la soglia dei 20 milligrammi, salvo ad Abbadia dove si è arrivati a 28 milligrammi. Nonostante questo investiremo 1,3 milioni per realizzare entro il 2008 abbattitori di arsenico ad Abbadia, Arcidosso, Castel del Piano, Piancastagnaio e Montieri, così come già fatto a Follonica e Gavorrano dove due anni fa l´arsenico raggiungeva 50 milligrammi al litro e ora è a 0,2».
(ma. bo.)

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ARTICOLO SU REPUBBLICA: ALLARME ACQUA SULL'AMIATA, SOTTO ACCUSA LA GEOTERMIA



Cliccate QUI per leggere l'articolo (parte1).
Cliccate QUI per la seconda parte.


L'articolo riporta gli allarmanti avvisi della situazione sull'acquifero del Monte amiata, dove le falde si stanno impoverendo (e la geotermia viene indicata come una delle cause principali) con aumento dell'inquinamento dell'acqua stessa.

Esempio di tutto questo e' Abbadia San Salvatore dove i depositi di acqua sono riforniti da autobotti!!!



Rlevazioni recentissime del CNR, confermano una perdita di risorsa idrica di dimensioni spaventose dagli anni 70 ad oggi, e in continua diminuzione.

Il geologo universitario, Andrea Borgia, avverte "se non viene ridotta IMMEDIATAMENTE l'estrazione di fluidi geotermici l'inquinamento della falda acquifera per risalita degli stessi fluidi geotermici diventera' IRRIMEDIABILE"

Poca acqua e contaminata.

Intanto la regione a marzo scorso concede deroghe per la presenza di arsenico nell'acqua in qualita' di due o tre volte il limite di legge (stabilito dall'OMS). L'acquedotto del Fiora annuncia impianti di abbattimento dell'arsenico (e il miscelamento delle acque con quelle di fonti contenenti meno arsenico NdR)

Infine e' riportato che l'ulteriore studio commissionato dalla Regione Toscana all'universita' di Siena (il terzo dopo quello di EDRA e del CNR che hanno riportato risultati uguali e allarmanti.. NdR) , vedeva a capo dello stesso il Prof. Riccobono che pero' pare sia consulente ENEL da tempo. Ora invece pare che il Professore sia solo un componente del team che fara' lo studio..





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INTERVISTA RADIOFONICA ALL'ASSESSORE BRAMERINI, AL CONSIGLIERE DEI VERDI ROGGIOLANI E AL PRESIDENTE DEL COMITATO AMIATA OVEST NISO CINI , ARGOMENTO: GEOTERMIA IN AMIATA



L'intervista e' molto interessante e ripropone la posizione della Regione a favore del protocollo, le considerazioni e proposte di Roggiolani e la posizione dei Comitati Ambientalisti.

Cliccate QUI per ascoltare l'intervista (MP3, 33MB circa).

L'intervista e' stata realizzata da Controradio (www.controradio.it)



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