L’UNIVERSITÁ DI SIENA DÁ RAGIONE A BORGIA



A dispetto di quanto puo' apparire dalla 'forma' della relazione di Siena, che sembra improntata a manipolare l'informazione per sceditare le tesi del Prof. Borgia e gli studi che hanno lanciato allarmi sulla situazione in Amiata, come potete leggere in seguito, tutte le ipotesi di Borgia sono confermate dallo studio di Siena!



L’attacco che nei giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto al vulcanologo Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università di Siena a dare ragione allo scienziato.

Chiunque, leggendo la relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere un atteggiamento di prudenza, in quanto la riduzione del livello della falda freatica dell’Amiata, provocata dallo sfruttamento geotermico, aveva portato in altri campi geotermici del mondo ad eruzioni idrotermali ed a inquinamento della falda acquifera.

Aveva altresì riportato una serie di eventi eruttivi collegati con lo sfruttamento geotermico, avvenuti negli ultimi 15 anni in Amiata, in conseguenza dei quali vi erano stati rilevanti danni alle persone, agli animali, all’ambiente e alle cose. (tutti eventi documentati NdR)

Ma veniamo al dunque.


Punto primo

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pericolo di eruzioni idrotermali. In breve, l’Università di Siena afferma che è azzardato paragonare gli effetti ambientali ed i rischi di eruzioni idrotermali di altri campi geotermici alla situazione amiatina. Ovviamente chiunque è d’accordo: Siena non nega la possibilità che vi possano essere eruzioni idrotermali in Amiata (come potrebbe, se già ve ne sono state), dice soltanto che gli effetti ed i rischi connessi sono necessariamente diversi.

Come mai si vuole travisare quanto scritto da Siena, per denigrare l’operato di Borgia?

Punto secondo

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riduzione drastica del livello della falda acquifera. Consta precisare che questa riduzione non è stata calcolata da Borgia, ma misurata dalla Dr.ssa Manzella del Cnr di Pisa per la Regione, tanto che a seguito di queste misure, e dando retta a Borgia, la Regione ha richiesto che nel bilancio idrico dell’Amiata fosse inclusa anche l’estrazione di vapore dal campo geotermico.

Siena risponde che dal 1994 ad oggi non vi è stata una variazione significativa nelle portate della Galleria Nuova delle sorgenti del Fiora. Di nuovo Siena è d’accordo con Borgia, lo sfruttamento dei campi geotermici superficiale e profondo è iniziato, infatti, rispettivamente negli anni ’50-60 e negli anni ’80. La riduzione dell’acquifero, nel ’94, c’era già stata; non per niente la prima eruzione idrotermale è del 1992!

Senza contare che le sorgenti in quota sono ormai in secca totale.


Come mai si vuole di nuovo travisare quanto scritto nella relazione di Siena per denigrare Borgia?

Punto terzo

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l’eruzione di acqua, vapore e gas incondensabili dai camini della miniera di Abbadia San Salvatore. L’Università di Siena sottolinea che si tratta di “sondaggi minerari”, da cui si registrava la fuoriuscita di gas addirittura già dalla fine degli anni cinquanta. Cioè, Siena nemmeno discute la natura di tali eruzioni, tanto questa è palese, ma addirittura sottolinea che fin dagli anni ’50 vi erano emissioni di gas geotermici.

Ma guarda, si è sempre saputo che vi è un contatto diretto tra campo geotermico, falda acquifera e superficie. Come mai, impunemente, qualcuno tuttavia si adopera a negarlo?


Punto quarto

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inquinamento della falda acquifera. Di nuovo Siena, e con lei Borgia, ha ragione, anche i bimbi conoscono la pentola che bolle. L’acqua scende in basso alimentando il sistema geotermico dove si riscalda e, diventata più leggera, torna a salire mescolandosi e inquinando l’acquifero superficiale. Ovviamente l’Università di Siena si concentra solo sull’acqua che dall’acquifero scende nel campo geotermico, perché è questo fenomeno che impoverisce l’acquifero. E per quanto riguarda il progressivo inquinamento della falda sono proprio i dati Arpat allegati alla relazione dell’Ateneo senese che lo dimostrano.

L’inquinamento delle sorgenti infatti aumenta nel tempo, e spesso l’Arsenico supera di molto i limiti di legge. Ma allora viene da domandarsi come mai vi è stata una presa di posizione così vistosa contro Borgia da parte della Regione?Probabilmente perché chi ha scritto le conclusioni della relazione non l’aveva letta bene!

Vuole adesso la Regione prendere in considerazione la proposta del Prof. Borgia di ridurre al minimo la produzione di vapore dal campo geotermico per permettere all’acquifero di ricaricarsi, così da evitare ulteriori pericoli e crisi idriche alla popolazione (ultima quella del 26 aprile scorso a Castiglione d’Orcia)?

Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest;
Comitato Val d’Orcia Crete Senesi;
Coordinamento Comitati Ambientali Provincia di Grosseto;
Italia Nostra, Sezioni di Siena e di Grosseto;
Circolo Legambiente Chianciano, Montepulciano, Chiusi e Sarteano


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Ringraziamo tutti i visitatori che continuano a seguire le attivita' del Comitato e a partecipare alle iniziative, solo insieme possiamo fare davvero qualcosa per salvare l'ambiente della nostra montagna!

Ringraziamo anche tutti gli altri comitati, i privati, le associazioni, gli enti con cui collaboriamo e che spessissimo ci mandano materiali da pubblicare.

Il Webmaster di Ambienteamiata.it



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Il Manifesto, Martedì 13 Maggio

L'Enel perde acqua. E vincono gli abruzzesi



Acquedotto marsicano Per la prima volta un tribunale riconosce che bere è un diritto primario rispetto alle concessioni per produrre energia elettrica
Eleonora Martini

Chi avrebbe mai immaginato che bere un bicchiere d'acqua dal rubinetto di casa equivale a rubare alcuni chilowatt all'Enel? E vi è mai venuto il sospetto che quel sorso d'acqua vi potrebbe costare una multa salata che paghereste come, diciamo, accendere alcune lampadine in più? Eppure così sono andate le cose finora in molte zone del sud Italia dove l'Enel, ente che detiene dal 1933 la concessione esclusiva e perpetua delle acque pubbliche per produrne energia elettrica, e che negli anni malgrado le trasformazioni del patrimonio e dell'assetto proprietario ha mantenuto quasi esclusivamente questo monopolio, periodicamente ha intentato e vinto cause giudiziarie contro la Cassa del Mezzogiorno, quando esisteva, e successivamente contro alcuni Consorzi acquedottistici locali e alcune Regioni. Il torto che veniva loro attribuito era prelevare acqua alle sorgenti, come sembrerebbe ovvio, per convogliarle nelle condutture della rete idrica territoriale sottraendole però in questo modo allo sfruttamento idroelettrico dell'Enel. Un diritto, quello dell'Enel, che era sempre stato ritenuto prioritario dai tribunali ordinari, compresa la Cassazione a sezioni unite. Fino a che il Consorzio acquedottistico marsicano non ha portato la questione al giudizio del Tribunale regionale delle acque pubbliche (Trap) di Roma il quale, alla fine di una causa durata 11 anni, ha riconosciuto che l'acqua è un bene pubblico primario e che bere è come respirare: nessuna concessione può venire prima. Un principio che suona tanto più scontato in una zona come la Marsica, cuore montano dell'Abruzzo, che di acqua sorgiva e pura è sempre stata ricchissima, almeno fino a qualche lustro fa.
D'altra parte, hanno riconosciuto i giudici nella sentenza emessa il 4 febbraio scorso,

già una legge del 1994 (la 36) aveva affermato che «l'uso dell'acqua per il consumo umano è prioritario», mentre «altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua» potabile.

«Pertanto - scrive il Trap nelle motivazioni pubblicate recentemente, richiamandosi al diritto alla salute previsto dalla CostituzioneVi ricorda nulla? NdR) e dalle norme internazionali - risulta oggettivamente dubbio che possa qualificarsi come illecita la derivazione di acqua effettuata da enti pubblici per usi potabili». Anche perché se così fosse, fanno notare i giudici, da una parte il titolare della concessione potrebbe «lasciare senza acqua intere popolazioni», e dall'altra «gli enti locali e le comunità che non potessero far fronte ai rilevanti oneri economici verrebbero di fatto a restare privi di risorse, con la conseguente compromissione di beni e valori ri rilievo costituzionale».
«All'inizio, quando ci siamo rivolti al Tribunale delle acque presso la Corte d'Appello di Roma, pochi credevano che avremmo avuto ragione sull'Enel - raccontano gli avvocati Giorgio Sucapane e Virna Bonavolontà di Avezzano, difensori del Consorzio marsicano - che dal '63 a oggi aveva vinto numerose cause anche contro Regioni come il Lazio, l'Abruzzo o la Sardegna. E per l'acquedotto marsicano, alimentato dalle sorgenti del bacino imbrifero del fiume Liri, e che serve un'utenza di circa 150 mila persone, fino al 1990 l'Enel aveva ottenuto risarcimenti che si aggiravano sull'1,5 miliardi di vecchie lire all'anno». Il conteggio del volume di acqua «sottratta», e il corrispettivo risarcimento dovuto, sono calcoli complessi che i tecnici del Tribunale hanno compiuto per ogni sorgente. «Ma in totale, dal '90 al '99, - spiegano i due avvocati - sono stati conteggiati circa 200 milioni di kwh 'sottratti' che avrebbero dovuto costare 20 milioni di euro. Soldi che ovviamente sarebbero usciti dalle tasche dei cittadini». L'iter giudiziario non è ancora finito, ma senz'altro è un primo importantissimo risultato.

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domenica 18 maggio 2008



La Regione Toscana, viste le recenti reazioni all'assurdo comuinicato del PD di Piancastagnaio, pubblica:

"..Nel frattempo, viste le polemiche di questi giorni, la Regione invita anche le forze politiche ad abbassare i toni del confronto e ad evitare atteggiamenti di contrapposizione. Non c’è infatti alcun bisogno di inasprire le posizioni, o di radicalizzare il confronto tra gli scienziati, quanto piuttosto di recuperare un dialogo su una tematica così complessa evitando inutili faziosità. .."




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Pozzo dell'ERMETA





Il pozzo dell'Ermeta si trova a Monte di Abbadia SS.
Fu fatto ai tempi della Miniera come sondaggio esplorativo (così si dice) e dato che intercettò una sacca di gas, fu lasciato ventato (aperto) all'atmosfera per fare uscire il gas.

Ha sempre emesso un po' di cattivo odore, ma nel 2005 tale odore era diventato molto forte tanto che vennero fatti venire, portati dal Professor Borgia, i tecnici della Regione a vedere.]

Analizzate le emissioni si e' trovato che la temperatura e' di circa 30°C ed e' presente una concentrazione di CO2 ed H2S tali da poterli catalogare come fluidi (gas) di origine geotermica.
Anche perche' la temperatura è abbastanza alta, circa 15°C sopra a quella dell'acquifero.


L'eruzione della foto è avvenuta il 19 settembre 2007. Dalla velocità di fuoriuscita dei gas si intuisce che le grosse goccie che si osservano (di circa 1-3 mm di diametro) possano essere condensate dal fluido geotermico stesso, o trascinate dall'acquifero. Questo fenomeno potrebbe forse paragonarsi ad una piccola eruzione di fluidi geotermici attraverso l'acquifero.

Questo e' una prova diretta del collegamento tra la falda geotermica e la falda superficiale. I fluidi dell'Ermeta devono in qualche modo passare attraverso la falda acquifera per arrivare in superficie.



Si sottolinea che questa eruzione sia avvenuta proprio nell'area indicata a rischio dagli studi della dott.ssa Manzella e proprio qualche mese prima che le sorgenti di Abbadia entrassero in crisi.





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COMUNICATO STAMPA Comitati per la Difesa dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest



Le tesi di Borgia e l’Università di Siena

“La storia dei tre porcellini ci insegna molto. Solo chi è stato previdente si è salvato dal lupo cattivo”, così risponde Borgia, intervistato dagli USA, all’ esagerato attacco alle sue posizioni, attacco che viene dall’Università di Siena, apparso in un recente articolo su “Il Tirreno”, firmato da Fiora Bonelli (titolo: Eslposione geotermica, ipotesi bocciata).

Borgia viene spesso attaccato. Già nel 1992, quando pubblicò sulla rivista Nature le sue tesi sulle deformazioni del vulcano Etna, il giornale La Sicilia uscì in prima pagina con un articolo contro le sue tesi che oggi invece sono correntemente accettate ed applicate in tutto il mondo.

“All’Amiata il problema è diverso” prosegue Borgia. “Vi potrebbe essere rischio per la salute e l’incolumità delle persone, non si tratta di avere ragione o torto su questa o quella teoria scientifica, si tratta di essere previdenti e di contenere i rischi per le popolazioni entro limiti accettabili”.

Ma riportiamo i fatti: almeno cinque fenomeni eruttivi straordinari, vari terremoti ed altro sono occorsi in Amiata negli ultimi 15 anni, tutti legati alla geotermia. E, quando sono successi questi fatti, non si conoscevano gli studi della dottoressa Manzella per la Regione Toscana che mostrano un abbassamento dell’acquifero rispetto agli anni ’60 di circa 200-300 metri.

Ma chi ha messo sui carboni ardenti la popolazione: Borgia che ha avvertito la Regione dell’eventualità di altri eventi eruttivi o la Regione che alla riunione pubblica del 22 febbraio 2008 ad Arcidosso ha detto che se Borgia avesse avuto ragione avrebbe dovuto far evacuare l’Amiata?

Si fa forse evacuare Napoli per il Vesuvio o Catania per l’Etna? Eppure questi sono vulcani attivi. Semplicemente si cerca di prevenire situazioni di emergenza. Sembra piuttosto che Borgia costantemente richiami all’applicazione del principio di precauzione: “Io reputo che il valore della popolazione e delle cose in Amiata non sia trascurabile e che perciò il rischio sia alto”.

“Non penso che quanto riportato dalla giornalista corrisponda esattamente a quanto affermato dagli scienziati di Siena, mi stupirebbe. Mi sembra altresì strano che gli scienziati di Siena non abbiano desiderato confrontarsi su un piano scientifico per capire le motivazione che mi avevano portato a suggerire prudenza alla Regione, ed è ancor più strano che la Regione abbia permesso di pubblicare tali notizie senza avermi prima dato la possibilità di verificare quanto affermato da Siena. Ed è proprio l’affermazione del professor Gaggi (“tutti i risultati ottenuti risultano del tutto coerenti con le linee di tendenza consolidate da molti anni a questa parte”), che mi convince, dati gli eventi eruttivi verificatisi, che si debba adottare un atteggiamento di cautela”.

E conclude: “Per quanto riguarda l’affermazione che i disastri provocati dallo sfruttamento dell’energia geotermica in altri paesi e che, in particolare, l’inquinamento della falda all’Amiata non possano essere una conseguenza di questo sfruttamento, non credo che il professor Gaggi possa essersi espresso in questi termini, perché vorrebbe dire che non è a conoscenza delle ricerche più recenti sulla fisica dei sistemi geotermici. Penso che la Regione, di cui ho la più assoluta fiducia, abbia bisogno anche di persone con spirito critico e previdenti come il tanto deriso terzo porcellino”. E se Borgia anche questa volta avesse ragione, così come quando informò per scritto la Regione Toscana che ci sarebbe stata una crisi idrica. Crisi, che nove mesi dopo si è puntualmente verificata a Abbadia San Salvatore.

Scheda relativa agli eventi verificatisi in Amiata legati alla Geotermia:



1) Giugno 1992 – esplosione in zona Torrente Senna (Piancastangaio, SI) – danni a vegetazione e cose.

2) Aprile 2000 – forti scosse sismiche a Piancastagnaio e Abbadia SS (SI) – molti danni, nessun morto.

3) Settembre 2000 – esplosione in zona Podere del Marchese – rasentata la sciagura, evacuati gli abitanti, morti quasi tutti gli animali domestici e selvatici presenti in loco.

4) Settembre 2002 – esplosione in zona Lavinacci (Piancastangaio, SI) – rasentata la sciagura, evacuati gli abitanti.

5) Novembre 2003 – emissioni straordinarie di gas in località Pietrineri (Castiglion d’Orcia, SI) – un umano morto, morto anche il cane.

6) Anni 2004-2006. Vari altri terremoti tra Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Solo paura.

7) Settembre 2007 – eruzione di vapore, acqua e gas dal camino dell’Ermeta (Abbadia SS, SI) – danni alla vegetazione.

8) Novembre 2007-gennaio 2008 – due mesi di emissioni incontrollate dal pozzo Bagnore 22 (Arcidosso, SI) – danneggiata la Comunità di Merigar.

9) Dicembre 2007 e gennaio 2008 – crisi idrica ai pozzi dell’Acqua Gialla e dei Renai (Abbadia SS, SI), ed alla sorgenti dell’Ermicciolo (Vivo d’Orcia, SI) – costi alle stelle per il trasporto dell’acqua con autobotti.

10) Aprile 2008 – varie scosse sismiche in zona Abbadia SS e Piancastagnaio (SI) – solo paura.


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IL CORRIERE DI SIENA




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10 MAGGIO - "DIFENDIAMO LE SORGENTI"
GRANDE MANIFESTAZIONE AD ABBADIA SAN SALVATORE



CON INIZIO ORE 10 - Parteciperanno tutti i comitati dell'area
grossetana, senese e Val d'Orcia.

ore 9:30 Incontro al palazzo comunale (viale roma)
ore 10-12 Manifestazione per le strade di Abbadia
ore 15-19 Raccolta di firme per la riduzione al minimo delle centrali


Calo delle sorgenti del 50%, paesi riforniti di acqua con autobotti (in inverno!!!), enorme impatto dell'estrazione geotermia sulle falde stesse, inquinamento delle falde da fluidi geotermici, abbassamento della falda acquifera di centinaia di metri e pericolo che i danni siano permanenti.

La manifestazione chiede alla Regione Toscana e alle Amministrazioni di applicare il principio di cautela e ridurre al minimo le centrali per 6 mesi, al fine di valutare la ricarica dell'acquifero e il suo rapporto con l'estrazione geotermica (rapporto diretto a quanto risulta dagli studi commissionati dalla Regione Toscana)





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AMIATA «Per quelle centrali serve la Via» Geotermia ancora sotto accusa


LA NAZIONE - 13 Aprile 2008

IN DIFESA dell’acqua e dell’aria il 10 maggio sull’Amiata si terrà una manifestazione popolare contro lo sfruttamento geotermico. I Comitati per la salvaguardia dell’ambiente non mollano la presa. In particolare alla luce dei recenti pronunciamenti della Commissione europea per cui la Valutazione di impatto ambientale (la Via) dovrà riguardare non soltanto le parti nuove o ristrutturate degli impianti, ma anche quelle cui queste ultime vengono integrate.

«VORREMMO sapere, quindi, se la Regione Toscana ha chiesto all’Enel — si legge in un nota del Comitato — di attivare le procedure di Via per le centrali geotermiche che si trovano sul territorio amiatino, tra cui anche Bagnore 2 e Bagnore 3, per le quali è stata rinnovata la concessione di sfruttamento, senza che prima sia stata espletata la procedura di Via, cui, peraltro, le due centrali non sono mai state sottoposte».

IL COMITATO torna a discutere anche dei problemi che riguardano l’acqua. Tema che è stato al centro anche di un incontro che si è svolto di recente proprio sull’Amiata, cui hanno partecipato l’assessore regionale alle risorse idriche, Marco Berti e il consigliere regionale Fabio Roggiolani. Un incontro al quale hanno partecipato numerosi comitati che in modo unanime hanno ribadito la necessità di «correre ai ripari».

«A FRONTE dell’allarmante riduzione delle portate delle sorgenti negli ultimi 30 anni — sostengono i comitati — del preoccupante abbassamento della falda acquifera di circa trenta metri e della presenza nelle acque di inquinanti quali arsenico e boro, i cui valori sono in sensibile aumento, chiediamo con forza di ridurre in via sperimentale l’attività geotermica per almeno sei mesi. Come, peraltro, viene suggerito anche da alcuni studi che sono stati presentati all’Amministrazione regionale, nei quali viene data per certa la correlazione tra falda acquifera superficiale e campo geotermico».

In proposito l’assessore regionale Betti, durante il convegno, ha comunicato che è in attesa della risposta della ulteriore ricerca affidata all’università di Siena. Studio che sarà pronto entro giugno. Infine Betti ha comunicato di avere attivato sindaci e Comunità Montana perché eseguano indagini sulle grandi derivazioni.

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Estratto dell'articolo "Geotermia, al duello tv solo il comitato"


Corriere di Maremma del 22 Aprile

Puntata di ZTL programma di attualita'
"A dominare la scena, l'unica ospite intervenuta a onorare l'invito, Cinzia Mammolotti, responsabile del Comitato per la Salvaguardia dell'Ambiente Amiata Est..

..Si sono negati (a presenziare ndr) il sindaco di Abbadia San Salvatore Lorenzo Avanzati, il sindaco di Piancasagnaio Fabrizio Agnorelli, la societa' ENEL, la societa' Floramiata.. ..si e' tirata indietro, tramite la propria segreteria.. ..l'assessore regionale alla Tutela Ambientale e alla Energia Anna Rita Bramerini.

Mentre il geologo della Regione si era reso disponibile a intervenire ma e' stato stoppato dal superiore, il direttore generale Mauro Grassi, il quale ha fatto sapere, tramite la segretaria, che al momento non era il caso di parlare dell'argomento.."







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