Non posso dimenticare


Lettera del Dott.Antonio Valassina, Dirigente Medico al Policlinico Gemelli di Roma, che di recente ha visitato il nostro territorio



Ho viaggiato in Amiata punto di partenza del mio "giro d'Italia" delle acqua inquinate. Ho viaggiato con la gente dell'Amiata e ho vissuto con quei Comitati giorni intensi di passione civile e partecipazione umana. E non posso dimenticare.

Non dimenticherò, non posso dimenticare mai lo scempio che ho visto compiuto sulla natura, devastata nelle acque e con la vegetazione bruciata dalle emissioni delle centrali "ecologiche" dell'ENEL.

Non posso dimenticare i guard rail in metallo intaccati e distrutti in pochi mesi dalle emissioni e pertanto sostituti, credo caso unico al mondo, con guard rail in legno. Sì, di legno, avete letto bene. Allo stesso modo sono corrosi tutti i piloni delle linee elettriche della stessa ENEL e i pali delle insegne stradali. Una foresta di strutture metalliche colpite dal cancro geotermico delle emisissioni di SO2...e non solo.

Non posso dimenticare i racconti e le statistiche di abbandono dei paesi dell'Amiata spopolati dalla distruzione ambientale e dalla falsa chimera dello "sviluppo" garantito agli abitanti grazie alla geotermia.

Non posso dimenticare le testimonianze e le foto delle case esplose per le eruzioni imporvvise di gas che erompono dai pavimenti con fanghi bollenti.

Non posso dimenticare di aver ascoltato dalla gente comune che sostiene la lotta durissima dei Comitati dell'Amiata soli contro tutti, (soli per tanto, troppo tempo, da non dimenticare...), sentire racconti di desolante attenzione da parte delle Istituzioni preposte alla difesa della salute.
Gente dell'Amiata che si vede arrivare all'imporvviso in casa i tecnici dell'ARPAT per installare rilevatori di Radon. Ma non nei locali sotterranei dove il gas radioattivo potrebbe essere presente a concentrazioni troppo elevate e quindi troppo pericoloso da "evidenziare",... ma solo al pian terreno vengono installati, magari in locali ben areati o addirittura al primo piano...Così è più probabile che si "resti nei limiti di legge"...

Non posso dimenticare una foresta bellissima dove nella sua terra e nei suoi manufatti storici sono presenti i segni millenari di rivi d'acqua ora letteralmente scomparsi. ll calo delle portate e' del 66% dal 1950 ed anche escludendo un 30% di diminuzione della piovosita', la perdita' e' di oltre 56,4 litri al secondo! Dove sono finiti 5'000 metri cubi (5'000'000 litri) di acqua al giorno? Probabilmente nel bacino geotermico dove si perdono e si inquinano per sempre, per i dettagli potete guardare gli studi EDRA.

Non posso dimenticare la gente che mi guarda con un sorriso triste e mi racconta che in tutti gli ospedali intorno da Pisa fino a Siena o a Grosseto quando loro arrivano con una tiroide che non funziona più o una bronchite asmatiforme vengono subito identificati come "quelli dell'Amiata". Prima ancora di visitarli.
Del resto la stessa ARS toscana (Agenzia Regionale di Sanità), afferma che la percentuale di tumori e di malattie all'apparato respiratorio nell'Amiata è del 13% più alta della media nazionale.
Come dimenticare poi come questo scenario porti a cascata altri danni sociali enormi? Negli anni Novanta, una ricerca sul suicidio, pubblicata dal dottor Giuseppe Boncompagni su "Amiata Storia e Territorio", denunciava un tasso di suicidi più alto della media nazionale, intorno ai 18 casi a 100.000 (tenendo conto del quinquennio tra l'86 e il '91) e le categorie più a rischio erano gli anziani e gli inoccupati. Dati confermati nel 2006 da uno studio dell' Osservatorio di Epidemiologia Sociale della Regione Toscana in collaborazione con l'Università di Siena.

Non dimenticherò quello che ho visto, ascoltato, toccato e repirato: l'odore terribile di zolfo che prende alle narici, poi alla gola e quindi agli occhi che iniziano a lacrimare. Ma loro come fanno a sopportarlo? Mi hanno confessato che ormai non lo sentono più, le mucose del naso ormai bruciate dall'acido solfidrico, tranne nei giorni in cui soffia il vento cattivo che concentra sulle loro case le emissioni delle centrali "ecologiche" della geotermia.

Ma non dimenticherò soprattutto la meraviglia incredibile delle natura di quei luoghi e la magia di un tramonto trascorso insieme in cima al monte Labro.
Il Monte Amiata per gli Etruschi era la "Montagna Sacra", centro della "Terra Sacra Inviolabile" e da allora, per secoli, ha sempre rappresentato un enorme patrimonio ambientale, storico e culturale. Le sue acque sono state per millenni fonte di vita e di lavoro rappresentando uno dei piů importanti serbatoi acquiferi del centro Italia, i suoi boschi erano tra i piů ricchi di biodiversità di tutta Europa le sue abbazie proteggevano la Via
Francigena, mentre la "postilla amiatina" è considerata la prima voce del "volgare", da cui nascerà la lingua italiana.

­Questo Monte Amiata ospita sui suoi fianchi appunto il monte Labro.
La prima spianata che si incontra sul monte Labro offre della cima una visione magica, dovuta anche alla foschia che spesso avvolge quel che ora ci appare essere una torre, un po' castello e un po' nuraghe, che sovrasta i ruderi di alcune costruzioni. Attraverso una scala in pietra, avvolta a spirale intorno alla torre, raggiungiamo la cima. Il paesaggio continua ad allargarsi e il gregge che sembra seguirci fa da "quinta" alla vista dell'Amiata con Arcidosso e Santa Fiora. Siamo a 1193 metri e lo sguardo si perde fino al mare e al sud della Toscana e ancora più in là, verso la campagna laziale.

Un posto di trascendenza dove vide origine l'esperienza mistico-religiosa di Davide Lazzaretti, definito dalla stampa della metà '800 "il profeta dell'Amiata", Intorno a lui nacque una comunità di 80 famiglie dando origine ad un'esperienza associativa - la Società delle famiglie cristiane - di condivisione di beni e risorse, di fratellanza umana e spirituale. Non è forzato intravedere in quelle spinte le matrici di uno spirito "socialista" ante litteram e l'inizio di un modello di società di mutuo soccorso che diversi anni dopo iniziò a fiorire anche in Toscana. È sorprendente notare che fra i compiti della comunità fossero indicati l'impegno a far fronte alle necessità dei membri secondo il loro apporto e secondo i loro bisogni, l'impegno a fornire un'educazione scolastica gratuita e l'estensione del diritto di voto alle donne all'interno della comunità. Una visione quindi non solo mistica ma - per le autorità politiche e religiose del tempo - in forte odore di eresia rivoluzionaria.

Non posso dimenticare la sensazione indescrvibile che si prova a camminare su quelle stesse povere pietre edificate con uno spirito di decrescita democratica ante litteram dalla Comunità di eguali di Davide Lazzaretti. Ucciso da un poliziotto mentre guidava una processione da Monte Labro ad Arcidosso per impedirgli di arrivare a quel paese.

Di questa Amiata, uno degli ultimi tesori della natura di questa Italia distrutta dal cemento, stiamo parlando. Di questa Amiata tesoro millenario di cultura umana immensa stiamo parlando. Di questo conflitto violentissimo tra Terra e Uomo stiamo parlando. Gli indigeni dell' Amazzonia dicono da sempre "Anna Pata, Anna Yan / Nostra terra, Nostra madre". Quanti Davide Lazzaretti dovranno morire in Amiata e nel mondo perchè prevalga lo spirito di inclusione, di ascolto e rispetto reciproco nel nome di questa terra? Quanti?

Il Forum dei Movimenti è diventato quella straordinaria forza nazionale che è proprio perchè ha saputo accogliere e includere tutti senza prevenzioni o ideologie di nessun tipo. Perchè ha avuto la capacità di leggere i problemi della gente e farli diventare quel patrimonio comune che si chiama politica partecipata e condivisa. Certo, le reponsabilità di chi, partiti, associazioni e istituzioni, hanno portato a questo disastro in tema d'acqua, ma non solo, le conosciamo molto bene e noi non dimentichiamo.

Ma la nostra repsonsabilità e il nostro compito oggie ora è di andare avanti caricandoci sulle spalle anche gli errori e le omissioni di chi in passato ha mancato anche gravemente. Perchè non si compiano mai più.

Per questo sono totalmente d'accordo con Andrea quando invita alla massima comprensione reciproca. Il problema non è mandare via qualcuno , ma includere tanti altri di cui abbiamo bisogno per vincere questa sfida vitale che riguarda tutti. In ogni caso il Movimento sempre e comunque ha saputo indicare con chiarezza i suoi contenuti alternativi praticando un metodo democratico fortemente partecipato e condiviso dal basso. Principi che il Forum è sempre stato in grado di far rispettare senza piegarsi nè a compromessi, nè a scorciatoie. L'acqua è davvero una scuola di democrazia.

Anche l'Amiata è Anna Pata, anche l'Amiata è Anna Yan. Non lo posso dimenticare e mi auguro che tutti coloro che hanno a cuore questa terra e questa acqua a loro volta non lo possano dimenticare, camminando insieme verso il Secondo Forum dei Movimenti per l'Acqua. Pubblica e di ottima qualità.


Antonio Valassina

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Ancora autobotti e razionamenti per l’acqua in Toscana


estratto da InToscana.it (qui l'articolo)

Acquedotto del Fiora SpA (Siena e Grosseto)

Vi è uno stato di crisi generale, soprattutto nel Chianti senese e difficoltà di approvvigionamento idrico ai Comuni alimentati dalle sorgenti amiatine (Vivo d’Orcia che alimenta buona parte della provincia di Siena e Santa Fiora che alimenta la quasi totalità della Provincia di Grosseto) che fanno registrare i minimi di portata di tutti i tempi. La società ha assicurato e sta assicurando il servizio in alcune zone con autobotti, spendendo nella sola estate 2008 oltre 1,5 milioni di euro.

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Corriere di Viterbo: " l'Enel sta procedendo alla chiusura dei pozzi minerari della Centrale Geotermica presenti su tutto il territorio compreso tra i comuni di Latera,Gradoli e Valentano.


Si tratta di 14 pozzi profondi circa 2000 metri ciascuno, che verranno riempiti di cemento e quindi messi in sicurezza".

E' una notizia che dovrà far riflettere i vertici della Regione Toscana, le forze Politiche e Sindacali, gli Amministratori e le Comunità Montane Amiatine, cioè tutti quelli che il 20 Dicembre 2007, hanno firmato o approvato il Protocollo sulla Geotermia,che consegna all'Enel il nostro territorio in esclusiva fino al 2024 e prevede il raddoppio della potenza estrattiva delle Centrali geotermolelettriche.


Come vedete mentre a Latera si chiude sull'Amiata si raddoppia. Nonostante che da noi i problemi connessi allo sfruttamento geotermico siano molto più gravi.



La Centrale di Latera venne messa in funzione nel 1999, impianto pilota a ciclo binario e ad acqua dominante, fiore all'occhiello di Enel. Ma già il 22 luglio 1999 su Messaggero si leggeva:" ieri mattina Montefiascone si è svegliata sotto una invisibile cappa di un fetore insopportabile....è accaduto che una corrente d'aria ha portato nel paese le esalazioni di acido solfidrico e di altri gas emanati dalla centrale geotermica....l'Enel rassicura che tutto è sotto i limiti di legge consentiti".

L'eruzione di gas del 21 luglio produsse una nube tossica di acido solfidrico, mercurio, acido borico, arsenico, anidride carbonica, ammoniaca e vari altri gas ricombinati,che in parte reiniettati nel sottosuolo hanno sicuramente contaminato sia le falde acquifere, che il Lago di Bolsena e quello di Mezzano. Impressionanti le similitudini con quello che sta avvenendo da noi, persino nel fatto che il Comitato di Latera chiese il coinvolgimento di esperti internazionali per una perizia obiettiva di valutazione sull'impatto ambientale(VIA), valutazione a cui nessuna Centrale dell'Amiata è stata sottoposta.

Il 26 Marzo 2002 la produzione della Centrale di Latera viene interrotta:" l'Enel anzichè dotare la centrale di abbattitori di gas, decise unilateralmente di chiudere adducendo che i costi per adeguarla erano eccessivi e non giustificavano il suo mantenimento operativo per scarsa remuneratività". Si giunge al 2004, in un articolo de Il Tempo si legge:" ....in seguito alla forte opposizione del Comitato Ambientale, dell'Amministrazione Provinciale e dei Comuni che gravitano nella zona del Lago di Bolsena, l'Enel Green Power ha presentato istanza di rinuncia al progetto di riapertura dell'impianto di Latera....

al no della Provincia si è aggiunto quello dei Sindaci della zona che in virtù dei rischi ambientali connessi, hanno puntato i piedi contro ogni ipotesi di riapertura".

Sull'Amiata invece i Sindaci hanno puntato i piedi perchè l'Enel completasse lo scempio e la distruzione del nostro bellissimo territorio,delle sue sorgenti e del bacino acquifero(il più importante dell'Italia Centrale).


Come potete leggere nell'articolo (lo trovate scaricabile sotto NdR) la Floramiata(azienda ubicata nel Comune di Piancastagnaio), vuole investire 3 milioni di euro per acquisirle e ristrutturarle, prevedendo modifiche come l'impianto di riscaldamento a pavimento, che grazie ad un fluido termovettore a bassa temperatura(bassa entalpia),apporta un notevole risparmio energetico, una copertura realizzata con nuovi materiali come il policarbonato e infine la realizzazione di un impianto di distribuzione e riciclo dell'acqua evitando così gli sprechi. Potremmo anche suggerire il Fotovoltaico, pulito sicuro e a basso impatto ambientale.

Da tutto questo si deduce che è possibile la produzione florovivaistica senza la geotermia ad alta entalpia, SALVARE I LAVORATORI DELLE SERRE, e salvare l'ecosistema dell'Amiata.



Trovate l'articolo QUI

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Amiata: Borgia riabilitato dalla Regione, l’Università di Siena sprofonda nei vapori geotermici!



Nell’articolo apparso sul Corriere di Siena del 26-5-08 l’Assessore Bramerini afferma che “non c’è stato nessun attacco della Regione contro il geologo Andrea Borgia”, anche se il titolo dell’articolo di Tiziano Carradori pubblicato sul sito della Regione dall’Agenzia di informazione della Giunta Regionale è “Nessun rischio esplosioni per gli abitanti dell’Amiata – lo afferma l’Università di Siena che era stata incaricata di una verifica”, affermazione che proprio non compare nella relazione di Siena e nemmeno nella lettera pubblicata.

In questa ultima, infatti, si afferma che le eruzioni idrotermali “possono essere legate a sistemi geotermici… del tutto diversi dal contesto amiatino”, ma non si dice che tali eruzioni non possono accadere nel contesto amiatino. Ovvio che Siena non può dirlo; i tecnici stessi di Enel nel citato procedimento presso il Tribunale di Montepulciano, in riferimento alle eruzioni, affermano che “le manifestazioni idrotermali del Podere del Marchese sono connesse alla naturale attività idrotermale dell’area” e che i “fluidi provenienti dal circuito geotermico profondo possono facilmente attraversare la coltre liguride impermeabile e arrivare in superficie lungo cortei di fratture”. Anche in Amiata, quindi, parallelamente a quanto riscontrato nelle altre parti nel mondo, il sistema geotermico è collegato alla superficie, come per altro si evince dalla carta delle manifestazioni geotermiche pubblicata dalla stessa Enel e dai fluidi geotermici emessi dai pozzi dell’Ermeta e dell’Acqua Passante.


Anche secondo Siena, dunque, a dispetto di quanto si voglia far credere, vi può essere pericolo di eruzioni idrotermali, pericolo che crescerà nel tempo a meno che non si intervenga immediatamente a limitarlo, riducendo l’estrazione di vapore e permettendo all’acquifero di ricaricarsi. Come mai, reiteratamente, si denigra Borgia con i famosi “fatti riprovevoli”?

Ma l’Università ha mai letto le relazioni dello scienziato scritte a difesa di un cittadino amiatino e del Comune di Piancastagnaio nel procedimento citato? Borgia scrive : “Solo nella tesi da ultimo considerata (tesi ritenuta più probabile dal Ctu Prof. Funicello), cioè quella che corrisponde alla drastica riduzione della falda freatica - comunque direttamente imputabile allo sfruttamento dell’energia geotermica - una frattura o una faglia riattivata dal pompaggio di acqua di Erga potrebbe aver permesso nella circostanza in esame ai fluidi geotermici di fuoriuscire verso l’alto”.

Cioè le eruzioni idrotermali sono possibili unicamente nel caso in cui la geotermia abbia abbassato significativamente la falda acquifera, fatto che è appunto accaduto come dimostrato dai rilevamenti del Cnr di Pisa.

Non soddisfatta Siena insiste: “Proprio la fuoriuscita stessa dei fluidi è la dimostrazione che questi non sono intercettati dalla imponente falda acquifera amiatina, ma si tratta di una risalita lungo fratture periferiche rispetto al corpo idrico”. Ormai sappiamo dai dati del Cnr di Pisa che l’imponente falda acquifera è stata quasi azzerata e dai dati Arpat che essa è stata progressivamente inquinata proprio dal mescolamento dei fluidi geotermici caldi che risalgono anche nel pozzo poco a monte delle sorgenti di Abbadia SS.

Ma allora perché la Regione non applica il principio di precauzione e non impone la riduzione della produzione di vapore?

Come mai l’incarico per lo studio dell’impatto sulla salute e sull’ambiente è stato dato a Siena, mentre il gruppo di cui faceva parte Borgia è stato eliminato? Come mai i verbali di tale assegnazione sono inaccessibili, né sono stati consegnati a chi li ha richiesti formalmente?

Come mai alla ulteriore gara per la modellistica del campo geotermico Borgia, che aveva partecipato insieme al gruppo di scienziati più famosi al mondo, è stato nuovamente escluso?




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L’UNIVERSITÁ DI SIENA DÁ RAGIONE A BORGIA



A dispetto di quanto puo' apparire dalla 'forma' della relazione di Siena, che sembra improntata a manipolare l'informazione per sceditare le tesi del Prof. Borgia e gli studi che hanno lanciato allarmi sulla situazione in Amiata, come potete leggere in seguito, tutte le ipotesi di Borgia sono confermate dallo studio di Siena!



L’attacco che nei giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto al vulcanologo Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università di Siena a dare ragione allo scienziato.

Chiunque, leggendo la relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere un atteggiamento di prudenza, in quanto la riduzione del livello della falda freatica dell’Amiata, provocata dallo sfruttamento geotermico, aveva portato in altri campi geotermici del mondo ad eruzioni idrotermali ed a inquinamento della falda acquifera.

Aveva altresì riportato una serie di eventi eruttivi collegati con lo sfruttamento geotermico, avvenuti negli ultimi 15 anni in Amiata, in conseguenza dei quali vi erano stati rilevanti danni alle persone, agli animali, all’ambiente e alle cose. (tutti eventi documentati NdR)

Ma veniamo al dunque.


Punto primo

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pericolo di eruzioni idrotermali. In breve, l’Università di Siena afferma che è azzardato paragonare gli effetti ambientali ed i rischi di eruzioni idrotermali di altri campi geotermici alla situazione amiatina. Ovviamente chiunque è d’accordo: Siena non nega la possibilità che vi possano essere eruzioni idrotermali in Amiata (come potrebbe, se già ve ne sono state), dice soltanto che gli effetti ed i rischi connessi sono necessariamente diversi.

Come mai si vuole travisare quanto scritto da Siena, per denigrare l’operato di Borgia?

Punto secondo

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riduzione drastica del livello della falda acquifera. Consta precisare che questa riduzione non è stata calcolata da Borgia, ma misurata dalla Dr.ssa Manzella del Cnr di Pisa per la Regione, tanto che a seguito di queste misure, e dando retta a Borgia, la Regione ha richiesto che nel bilancio idrico dell’Amiata fosse inclusa anche l’estrazione di vapore dal campo geotermico.

Siena risponde che dal 1994 ad oggi non vi è stata una variazione significativa nelle portate della Galleria Nuova delle sorgenti del Fiora. Di nuovo Siena è d’accordo con Borgia, lo sfruttamento dei campi geotermici superficiale e profondo è iniziato, infatti, rispettivamente negli anni ’50-60 e negli anni ’80. La riduzione dell’acquifero, nel ’94, c’era già stata; non per niente la prima eruzione idrotermale è del 1992!

Senza contare che le sorgenti in quota sono ormai in secca totale.


Come mai si vuole di nuovo travisare quanto scritto nella relazione di Siena per denigrare Borgia?

Punto terzo

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l’eruzione di acqua, vapore e gas incondensabili dai camini della miniera di Abbadia San Salvatore. L’Università di Siena sottolinea che si tratta di “sondaggi minerari”, da cui si registrava la fuoriuscita di gas addirittura già dalla fine degli anni cinquanta. Cioè, Siena nemmeno discute la natura di tali eruzioni, tanto questa è palese, ma addirittura sottolinea che fin dagli anni ’50 vi erano emissioni di gas geotermici.

Ma guarda, si è sempre saputo che vi è un contatto diretto tra campo geotermico, falda acquifera e superficie. Come mai, impunemente, qualcuno tuttavia si adopera a negarlo?


Punto quarto

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inquinamento della falda acquifera. Di nuovo Siena, e con lei Borgia, ha ragione, anche i bimbi conoscono la pentola che bolle. L’acqua scende in basso alimentando il sistema geotermico dove si riscalda e, diventata più leggera, torna a salire mescolandosi e inquinando l’acquifero superficiale. Ovviamente l’Università di Siena si concentra solo sull’acqua che dall’acquifero scende nel campo geotermico, perché è questo fenomeno che impoverisce l’acquifero. E per quanto riguarda il progressivo inquinamento della falda sono proprio i dati Arpat allegati alla relazione dell’Ateneo senese che lo dimostrano.

L’inquinamento delle sorgenti infatti aumenta nel tempo, e spesso l’Arsenico supera di molto i limiti di legge. Ma allora viene da domandarsi come mai vi è stata una presa di posizione così vistosa contro Borgia da parte della Regione?Probabilmente perché chi ha scritto le conclusioni della relazione non l’aveva letta bene!

Vuole adesso la Regione prendere in considerazione la proposta del Prof. Borgia di ridurre al minimo la produzione di vapore dal campo geotermico per permettere all’acquifero di ricaricarsi, così da evitare ulteriori pericoli e crisi idriche alla popolazione (ultima quella del 26 aprile scorso a Castiglione d’Orcia)?

Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest;
Comitato Val d’Orcia Crete Senesi;
Coordinamento Comitati Ambientali Provincia di Grosseto;
Italia Nostra, Sezioni di Siena e di Grosseto;
Circolo Legambiente Chianciano, Montepulciano, Chiusi e Sarteano


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5000 visite al nostro sito!



Ringraziamo tutti i visitatori che continuano a seguire le attivita' del Comitato e a partecipare alle iniziative, solo insieme possiamo fare davvero qualcosa per salvare l'ambiente della nostra montagna!

Ringraziamo anche tutti gli altri comitati, i privati, le associazioni, gli enti con cui collaboriamo e che spessissimo ci mandano materiali da pubblicare.

Il Webmaster di Ambienteamiata.it



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Il Manifesto, Martedì 13 Maggio

L'Enel perde acqua. E vincono gli abruzzesi



Acquedotto marsicano Per la prima volta un tribunale riconosce che bere è un diritto primario rispetto alle concessioni per produrre energia elettrica
Eleonora Martini

Chi avrebbe mai immaginato che bere un bicchiere d'acqua dal rubinetto di casa equivale a rubare alcuni chilowatt all'Enel? E vi è mai venuto il sospetto che quel sorso d'acqua vi potrebbe costare una multa salata che paghereste come, diciamo, accendere alcune lampadine in più? Eppure così sono andate le cose finora in molte zone del sud Italia dove l'Enel, ente che detiene dal 1933 la concessione esclusiva e perpetua delle acque pubbliche per produrne energia elettrica, e che negli anni malgrado le trasformazioni del patrimonio e dell'assetto proprietario ha mantenuto quasi esclusivamente questo monopolio, periodicamente ha intentato e vinto cause giudiziarie contro la Cassa del Mezzogiorno, quando esisteva, e successivamente contro alcuni Consorzi acquedottistici locali e alcune Regioni. Il torto che veniva loro attribuito era prelevare acqua alle sorgenti, come sembrerebbe ovvio, per convogliarle nelle condutture della rete idrica territoriale sottraendole però in questo modo allo sfruttamento idroelettrico dell'Enel. Un diritto, quello dell'Enel, che era sempre stato ritenuto prioritario dai tribunali ordinari, compresa la Cassazione a sezioni unite. Fino a che il Consorzio acquedottistico marsicano non ha portato la questione al giudizio del Tribunale regionale delle acque pubbliche (Trap) di Roma il quale, alla fine di una causa durata 11 anni, ha riconosciuto che l'acqua è un bene pubblico primario e che bere è come respirare: nessuna concessione può venire prima. Un principio che suona tanto più scontato in una zona come la Marsica, cuore montano dell'Abruzzo, che di acqua sorgiva e pura è sempre stata ricchissima, almeno fino a qualche lustro fa.
D'altra parte, hanno riconosciuto i giudici nella sentenza emessa il 4 febbraio scorso,

già una legge del 1994 (la 36) aveva affermato che «l'uso dell'acqua per il consumo umano è prioritario», mentre «altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua» potabile.

«Pertanto - scrive il Trap nelle motivazioni pubblicate recentemente, richiamandosi al diritto alla salute previsto dalla CostituzioneVi ricorda nulla? NdR) e dalle norme internazionali - risulta oggettivamente dubbio che possa qualificarsi come illecita la derivazione di acqua effettuata da enti pubblici per usi potabili». Anche perché se così fosse, fanno notare i giudici, da una parte il titolare della concessione potrebbe «lasciare senza acqua intere popolazioni», e dall'altra «gli enti locali e le comunità che non potessero far fronte ai rilevanti oneri economici verrebbero di fatto a restare privi di risorse, con la conseguente compromissione di beni e valori ri rilievo costituzionale».
«All'inizio, quando ci siamo rivolti al Tribunale delle acque presso la Corte d'Appello di Roma, pochi credevano che avremmo avuto ragione sull'Enel - raccontano gli avvocati Giorgio Sucapane e Virna Bonavolontà di Avezzano, difensori del Consorzio marsicano - che dal '63 a oggi aveva vinto numerose cause anche contro Regioni come il Lazio, l'Abruzzo o la Sardegna. E per l'acquedotto marsicano, alimentato dalle sorgenti del bacino imbrifero del fiume Liri, e che serve un'utenza di circa 150 mila persone, fino al 1990 l'Enel aveva ottenuto risarcimenti che si aggiravano sull'1,5 miliardi di vecchie lire all'anno». Il conteggio del volume di acqua «sottratta», e il corrispettivo risarcimento dovuto, sono calcoli complessi che i tecnici del Tribunale hanno compiuto per ogni sorgente. «Ma in totale, dal '90 al '99, - spiegano i due avvocati - sono stati conteggiati circa 200 milioni di kwh 'sottratti' che avrebbero dovuto costare 20 milioni di euro. Soldi che ovviamente sarebbero usciti dalle tasche dei cittadini». L'iter giudiziario non è ancora finito, ma senz'altro è un primo importantissimo risultato.

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domenica 18 maggio 2008



La Regione Toscana, viste le recenti reazioni all'assurdo comuinicato del PD di Piancastagnaio, pubblica:

"..Nel frattempo, viste le polemiche di questi giorni, la Regione invita anche le forze politiche ad abbassare i toni del confronto e ad evitare atteggiamenti di contrapposizione. Non c’è infatti alcun bisogno di inasprire le posizioni, o di radicalizzare il confronto tra gli scienziati, quanto piuttosto di recuperare un dialogo su una tematica così complessa evitando inutili faziosità. .."




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Pozzo dell'ERMETA





Il pozzo dell'Ermeta si trova a Monte di Abbadia SS.
Fu fatto ai tempi della Miniera come sondaggio esplorativo (così si dice) e dato che intercettò una sacca di gas, fu lasciato ventato (aperto) all'atmosfera per fare uscire il gas.

Ha sempre emesso un po' di cattivo odore, ma nel 2005 tale odore era diventato molto forte tanto che vennero fatti venire, portati dal Professor Borgia, i tecnici della Regione a vedere.]

Analizzate le emissioni si e' trovato che la temperatura e' di circa 30°C ed e' presente una concentrazione di CO2 ed H2S tali da poterli catalogare come fluidi (gas) di origine geotermica.
Anche perche' la temperatura è abbastanza alta, circa 15°C sopra a quella dell'acquifero.


L'eruzione della foto è avvenuta il 19 settembre 2007. Dalla velocità di fuoriuscita dei gas si intuisce che le grosse goccie che si osservano (di circa 1-3 mm di diametro) possano essere condensate dal fluido geotermico stesso, o trascinate dall'acquifero. Questo fenomeno potrebbe forse paragonarsi ad una piccola eruzione di fluidi geotermici attraverso l'acquifero.

Questo e' una prova diretta del collegamento tra la falda geotermica e la falda superficiale. I fluidi dell'Ermeta devono in qualche modo passare attraverso la falda acquifera per arrivare in superficie.



Si sottolinea che questa eruzione sia avvenuta proprio nell'area indicata a rischio dagli studi della dott.ssa Manzella e proprio qualche mese prima che le sorgenti di Abbadia entrassero in crisi.





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COMUNICATO STAMPA Comitati per la Difesa dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest



Le tesi di Borgia e l’Università di Siena

“La storia dei tre porcellini ci insegna molto. Solo chi è stato previdente si è salvato dal lupo cattivo”, così risponde Borgia, intervistato dagli USA, all’ esagerato attacco alle sue posizioni, attacco che viene dall’Università di Siena, apparso in un recente articolo su “Il Tirreno”, firmato da Fiora Bonelli (titolo: Eslposione geotermica, ipotesi bocciata).

Borgia viene spesso attaccato. Già nel 1992, quando pubblicò sulla rivista Nature le sue tesi sulle deformazioni del vulcano Etna, il giornale La Sicilia uscì in prima pagina con un articolo contro le sue tesi che oggi invece sono correntemente accettate ed applicate in tutto il mondo.

“All’Amiata il problema è diverso” prosegue Borgia. “Vi potrebbe essere rischio per la salute e l’incolumità delle persone, non si tratta di avere ragione o torto su questa o quella teoria scientifica, si tratta di essere previdenti e di contenere i rischi per le popolazioni entro limiti accettabili”.

Ma riportiamo i fatti: almeno cinque fenomeni eruttivi straordinari, vari terremoti ed altro sono occorsi in Amiata negli ultimi 15 anni, tutti legati alla geotermia. E, quando sono successi questi fatti, non si conoscevano gli studi della dottoressa Manzella per la Regione Toscana che mostrano un abbassamento dell’acquifero rispetto agli anni ’60 di circa 200-300 metri.

Ma chi ha messo sui carboni ardenti la popolazione: Borgia che ha avvertito la Regione dell’eventualità di altri eventi eruttivi o la Regione che alla riunione pubblica del 22 febbraio 2008 ad Arcidosso ha detto che se Borgia avesse avuto ragione avrebbe dovuto far evacuare l’Amiata?

Si fa forse evacuare Napoli per il Vesuvio o Catania per l’Etna? Eppure questi sono vulcani attivi. Semplicemente si cerca di prevenire situazioni di emergenza. Sembra piuttosto che Borgia costantemente richiami all’applicazione del principio di precauzione: “Io reputo che il valore della popolazione e delle cose in Amiata non sia trascurabile e che perciò il rischio sia alto”.

“Non penso che quanto riportato dalla giornalista corrisponda esattamente a quanto affermato dagli scienziati di Siena, mi stupirebbe. Mi sembra altresì strano che gli scienziati di Siena non abbiano desiderato confrontarsi su un piano scientifico per capire le motivazione che mi avevano portato a suggerire prudenza alla Regione, ed è ancor più strano che la Regione abbia permesso di pubblicare tali notizie senza avermi prima dato la possibilità di verificare quanto affermato da Siena. Ed è proprio l’affermazione del professor Gaggi (“tutti i risultati ottenuti risultano del tutto coerenti con le linee di tendenza consolidate da molti anni a questa parte”), che mi convince, dati gli eventi eruttivi verificatisi, che si debba adottare un atteggiamento di cautela”.

E conclude: “Per quanto riguarda l’affermazione che i disastri provocati dallo sfruttamento dell’energia geotermica in altri paesi e che, in particolare, l’inquinamento della falda all’Amiata non possano essere una conseguenza di questo sfruttamento, non credo che il professor Gaggi possa essersi espresso in questi termini, perché vorrebbe dire che non è a conoscenza delle ricerche più recenti sulla fisica dei sistemi geotermici. Penso che la Regione, di cui ho la più assoluta fiducia, abbia bisogno anche di persone con spirito critico e previdenti come il tanto deriso terzo porcellino”. E se Borgia anche questa volta avesse ragione, così come quando informò per scritto la Regione Toscana che ci sarebbe stata una crisi idrica. Crisi, che nove mesi dopo si è puntualmente verificata a Abbadia San Salvatore.

Scheda relativa agli eventi verificatisi in Amiata legati alla Geotermia:



1) Giugno 1992 – esplosione in zona Torrente Senna (Piancastangaio, SI) – danni a vegetazione e cose.

2) Aprile 2000 – forti scosse sismiche a Piancastagnaio e Abbadia SS (SI) – molti danni, nessun morto.

3) Settembre 2000 – esplosione in zona Podere del Marchese – rasentata la sciagura, evacuati gli abitanti, morti quasi tutti gli animali domestici e selvatici presenti in loco.

4) Settembre 2002 – esplosione in zona Lavinacci (Piancastangaio, SI) – rasentata la sciagura, evacuati gli abitanti.

5) Novembre 2003 – emissioni straordinarie di gas in località Pietrineri (Castiglion d’Orcia, SI) – un umano morto, morto anche il cane.

6) Anni 2004-2006. Vari altri terremoti tra Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Solo paura.

7) Settembre 2007 – eruzione di vapore, acqua e gas dal camino dell’Ermeta (Abbadia SS, SI) – danni alla vegetazione.

8) Novembre 2007-gennaio 2008 – due mesi di emissioni incontrollate dal pozzo Bagnore 22 (Arcidosso, SI) – danneggiata la Comunità di Merigar.

9) Dicembre 2007 e gennaio 2008 – crisi idrica ai pozzi dell’Acqua Gialla e dei Renai (Abbadia SS, SI), ed alla sorgenti dell’Ermicciolo (Vivo d’Orcia, SI) – costi alle stelle per il trasporto dell’acqua con autobotti.

10) Aprile 2008 – varie scosse sismiche in zona Abbadia SS e Piancastagnaio (SI) – solo paura.


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