LO STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI SIENA ESCE DISTRUTTO DALL'ANALISI TECNICA DEL CONTRADDITTORIO
Alla presenza di amminitrazione pubblica (Sindaco di Abbadia), Ordine dei geologi, EDRA, tecnici della Regione Toscana, comitati, cittadini ( unici assenti i ricercatori di Siena poiche', hanno spiegato, “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio” ) il dibattito scientifico, moderato dall'imparziale ordine dei geologi, ha visto tutti concordi: lo studio di Siena nega ogni analisie studio tecnico/scientifica precedentemente fatta.
Nello specifico quello che viene negato da Siena e':
- la presenza di faglie sull'Amiata,
- la presenza di camini vulcanici,
- il collegamento tra acquifero e campo geotermico,
- la diminuzione del livello della falda,
- i modelli strutturali dello studi Borgia-EDRA
ed infine si afferma che la presenza di arsenico nelle nostre acque sia relativamente costante.
Peccato che la presenza di faglie e' nota dalle precisissime carte geologiche 1:10000 > della Regione Toscana, uno dei documenti piu' precisi e verificati che ci siano.
Peccato che gia' il Dott. Cataldi ed il Dott. Calamai poi, entrambi del centro ricerche ENEL, di Pisa nei loro studi (studi pubblicato anche in inglese e basati sui misurazioni sul campo e non solo dati indiretti) hanno descritto la stuttura dell'Amiata, comprese faglie, camini vulcanici e collegamento e ricarica tra acquifero e bacino geotermico.
Peccato che altri studi confermino tali rilevazioni (ad esempio Studio
Fiordalisi-ENEL e lo studio CNR Manzella).
Peccato che lo stesso studio di Siena confermi il contatto tra acquifero e campo geotermico, senza che Siena se ne sia neanche accorta!).
Peccato che la Regione Toscana stessa indichi un abbassamento del livello della falda di 300 metri, mentre Siena dice che non c'e' stata variazione rispetto al livello riportato da Calamai del 1975!
Peccato che i dati ASL sulla presenza di arsenico nell'acqua
non si limitano al periodo considerato da Siena (dal 2002 in poi) ma
dal 1999 e proprio in quel periodo si ha un pauroso innalzamento della
presenza di arsenico nelle nostre acque!
Quello che sembra l'Universita' di Siena voglia suggerire, dicendo che non ci sono faglie, non ci sono camini vulcanici, non ci sono diapiri e' che in..... sostanza l'Amitata non e' un vulcano e ENEL, CRN, Regione Toscana, EDRA, ASL, ARPAT, La provincia di Grosseto e ogni scienziato, che nel passato hanno analizzato il Monte Amita, si sono sbagliati.
Che questo studio, che vedete osannato dalla Regione Stessa e dalle Amministrazioni di alcuni dei nostri comuni, abbia dei grossi limiti lo abbiamo capito tutti e lo hanno confermato tutte le personalita' tecniche presenti all'incontro (compresi i tecnici della Regione Toscana!).
Ora siamo tutti in attesa dell'evento del 13 dicembre a Santa Fiora organizzato dalla Regione Toscana e a cui sara' presente l'Assessore Bramerini, sperando che questa volta i ricercatori di Siena si presentino e facciano chiarezza sui punti sopra esposti. Peche' al momento i cittadini si sentono davvero presi in giro!
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( 3.1 / 143 )LA DAVIS ANNUISCE ALL’ ENEL, MA CHI PLAUDE ALL’IGNORANZA?
Come nell’ormai sclerotica contesa tra Berlusconi e la sinistra italiana, anche nella nostra storia al sapore di uova marce adesso arriva il Financial Times. Invocato di volta in volta quale Nume tutelare, o come lontano e quindi cieco punto d’osservazione, il quotidiano inglese, recentemente, con le parole di Tincia Holly Davis, ha annuito allo sfruttamento geotermico di Enel in Toscana.
E’ chiaro che ogni articolo nasce, più o meno, dall’ignoranza di chi lo scrive, proprio come questo, sicché si perdoni l’irriverenza e si guardi al contingente. Alle recenti emissioni senza filtraggio Amis della centrale di Bagnore, denunciate pubblicamente dall’Assessore regionale all’energia senza che questo scalfisse neanche un po’ l’arroganza e la non curanza di Enel, reale signora e padrona di questa montagna. Si guardi agli studi dell’Università di Siena e a come questi, trattando la diminuzione delle falde acquifere facciano riferimento esclusivamente a dati vetusti, incompleti e del tutto marginali. Si osservino quei deserti lichenici vicino ai pozzi e alle centrali, si computino gli alberi che crescono accanto a queste e si guardi bene al loro colore. Si leggano i dati di Arpat sulle emissioni di ammoniaca e poi, alla fine si chieda alla Davis di scrivere su questo, sul perché la rinomata Università di Siena non abbia indagato le ripercussioni a terra e sulla fauna che tanta ammoniaca ingenera. Alla presentazione degli studi l’Ottimo Prof. Riccobono fu chiaro e non nascose che: “con i pochi soldi a disposizione, questo è quello che si poteva fare”.
Bene, così si è consumata tanta carta in una lunga introduzione sull’Amiata – quasi la Regione avesse richiesta una guida turistica piuttosto che uno studio mirato - per poi non investigare quelli che, a rigor di logica e a parer comune sono i reali pericoli della geotermia su questo silente vulcano. Scriva pure la Davis, è noto al mondo che il suo quotidiano, fatto di ottime intelligenze, non teme di ritornare sugli argomenti, di correggersi e, se del caso, di chiedere ammenda.
Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti
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( 3.1 / 52 )Bagnore3 da undici giorni senza filtri AMIS
La centrale in prossimita' di Bagnore negli ultimi 11 giorni ha funzionato senza i filtri AMIS. Senza tali abbattitori la qualita' dell'aria risulta pessima e sono possibili superamenti delle soglie di legge degli inquinanti in aria.
La segnalazione e' partita da alcuni cittadini di Arcidosso, infastiditi dal pesante odore, che si sono rivolti al Sindaco.
Il Sindaco, non avendo avuto comunicazioni preventive da ENEL, ha contattato il referente della societa' che ha spiegato cosa stesse accadendo.
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( 3.1 / 54 )Risposta al sindaco di Piancastagnaio
Al contrario delle conclusioni a cui giungono gli stessi ricercatori dell’Università di Siena, secondo noi, proprio dai dati pubblicati nel loro studio si può comprendere che il collegamento fra il bacino idrico e quello geotermico c’è e sta producendo gli effetti che da sempre sono stati denunciati non solo da EDRA.
Il Consiglio comunale di Piancastagnaio, invece, ha approvato un ordine del giorno per manifestare riconoscenza al gruppo dei ricercatori che ha eseguito gli studi richiesti dalla Regione Toscana.
Al riguardo il Sindaco Agnorelli dichiara: “che l’amministrazione comunale crede nella validità delle indagini che sono state effettuate e, come da impegni presi con il protocollo generale sulla geotermia, è sulla base di questi risultati che imposteremo la programmazione del riordino dell’attività geotermica nel nostro territorio”.
Con ciò è palese che la decisione era già stata presa e che mancavano soltanto le cosiddette "Giustificazioni Scientifiche", giustificazioni che sono finalmente arrivate.
Noi pensiamo che al Sindaco non importa di attendere i risultati del comitato tecnico scientifico costituito dalla Regione proprio per l’esame dello studio dell’Università di Siena e questi amministratori non hanno nemmeno bisogno del confronto più volte promesso dall’Assessore Bramerini.
Probabilmente i rappresentanti del Comune di Piancastagnaio non si sono nemmeno degnati di esaminare detto studio, se lo avessero fatto, come hanno cominciato a fare i comitati, avrebbero potuto almeno notare alcune contraddizioni palesi con gli studi precedenti e invece, ancora una volta, non li ha nemmeno sfiorati un minimo senso del “concetto di cautela”; se soltanto si fossero applicati a leggerlo probabilmente avrebbero potuto notare cose a dir poco discutibili; intanto una di queste che fa capire come sia stato fatto lo studio dell’Universtità di Siena.econdo lo studio (pag. 189) viene sostenuto dai ricercatori che se vi fosse contaminazione della falda da parte dei fluidi geotermici si dovrebbero registrare, nelle acque di falda, rapporti tra le concentrazioni di Boro e di Arsenico enormemente superiori a quelle che in realtà sono registrate.
In pratica Siena dice che il contenuto di Boro nei fluidi geotermici è da 100 a 10000 volte maggiore del contenuto di Arsenico e che quindi se i fluidi geotermici contaminassero la falda si sarebbe dovuto avere nelle acque della stessa un contenuto di Boro molto più alto in paragone a quello dell'Arsenico. Al contrario di quanto affermato dall’Università di Siena i dati presentati (tabelle 1a1, pag 171, e 1a2 pag 172) indicano proprio l’opposto! Infatti, il contenuto di boro in rapporto all'arsenico nella condensa dei vapori geotermici (quelli che risalendo possono contaminare la falda) è addirittura inferiore a 50 (ben sotto al limite minimo citato) e nella maggior parte dei pozzi (10 pozzi su 16) il rapporto Boro/Arsenico è praticamente identico a quello delle sorgenti (tabelle 2a2, pag. 186, e 2b2, pag. 187).
Perciò si deduce, seguendo lo stesso ragionamento di Siena, proprio il contrario delle loro conclusioni, e cioè che le acque della falda superficiale sono inquinate dai vapori dei fluidi geotermici. Possibile che i luminari di Siena abbiano giocato un così brutto tiro alla Regione, ai Comuni, a noi cittadini che abbiamo pagato con le tasse tale lavoro?
Questa è solo uno degli errori, imprecisioni e “leggerezze” che intendiamo discutere, con i ricercatori di Siena.
Un’altra nota che ci sentiamo di fare alla Regione Toscana, da subito, è che lo studio appare, più che l’analisi dell’impatto della geotermia su tutte le componenti ambientali (come richiesto dal bando), un tentativo di smontare lo studio precedente commissionato alla Soc. EDRA. Perfino riguardo alla questione delle eruzioni idrotermali, i ricercatori di Siena, malgrado le critiche ricevute a suo tempo sugli errori grossolani fatti, si sono limitati a reinserire lo stesso identico testo.
E così di nuovo né allora né oggi hanno escluso che tali eventi già avvenuti sull’Amiata e che probabilmente hanno anche ucciso una persona a Campiglia d’Orcia possano presentarsi anche in futuro, dando di nuovo ragione alle tesi di Borgia.
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( 2.5 / 64 )Abbadia San Salvatore 02/10/08
Amiata: Fondato il reclamo di Prospettiva Unita e dei Comitati amiatini all’Antitrust. Servono le gare per prorogare le concessioni Enel fino al 2024
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato la fondatezza del reclamo inoltrato dal Gruppo consiliare di Prospettiva Unita al comune di Piancastagnaio e dai Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest, i quali in data 08/11/2007 avevano segnalato all’antitrust il fatto che la Regione Toscana si stesse predisponendo a siglare un accordo con Enel spa (Protocollo d’Intesa, firmato nel dicembre 2007), all’interno del quale era prevista la clausola di prorogare le concessioni minerarie per lo sfruttamento dei campi geotermici in Amiata all’ente elettrico fino il 2024.
In una segnalazione inviata il 12 settembre a Governo e Parlamento, il Garante sollecita un intervento legislativo “che consenta di precisare il quadro normativo di riferimento nel senso di prevedere espressamente procedure che garantiscano una concorrenza per il mercato nella assegnazione dei permessi di ricerca e delle concessioni”. Bisogna fare le gare, risponde sostanzialmente il Garante. Il reclamo era stato inviato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato dalle associazioni amiatine, che avevano chiesto alle due autorità, ciascuna per le competenze e i poteri che la legge loro riconosce, “di voler dar corso ai rispettivi iter di accertamento al termine dei quali, se del caso, emettere i provvedimenti legislativamente previsti”.
Nel reclamo veniva fatto riferimento al “regime di assoluto monopolio” in cui Enel spa ha operato e sta operando in questo territorio, essendo titolare da circa mezzo secolo delle concessioni minerarie per lo sfruttamento dei fluidi geotermici. E, in particolare, alla clausola che avrebbe prorogato dette concessioni, scadenti nel 2013, al 2024! “Il tutto, in perfetta violazione delle elementari regole di trasparenza, di libertà di mercato e di concorrenza, al sol fine di riproporre l’attuale nefasta condizione di privilegio/monopolio in favore esclusivo di quell’ente”
, scrivevano Prospettiva Unita e i Comitati.
citiamo l' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito alla proroga delle concessioni Enel, fino al 2024, contenuta nel Protocollo d’Intesa del dicembre 2007:
”Appare di immediata evidenza che un’eventuale proroga delle concessioni in capo al concessionario uscente (Enel s.p.a. ndr), quale quella prefigurata nel menzionato protocollo d’intesa, rappresenta una forma di deroga alla concorrenza per il mercato, che consentirebbe il consolidamento “in via automatica” delle gestioni esistenti, traducendosi in un ostacolo all’accesso al mercato di nuovi operatori, incompatibile con un contesto di piena liberalizzazione del settore. Un confronto tra più operatori nell’ambito di procedure di gara per l’affidamento delle concessioni appare, invece, come peraltro osservato dall’Autorità in più occasioni, idoneo a consentire un corretto confronto tra gli eventuali aspiranti concessionari, garantendo che le funzioni assegnate siano svolte con minori costi o, a parità di costi, con maggiori benefici per le comunità locali e, più in generale, per la collettività”.
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( 2.9 / 66 )La Nazione 30 Settembre 2008
AMIATA «Geotermia, il silenzio degli enti» Ancora accuse da parte dei Comitati ambientalisti
«NELL’INTERROGAZIONE presentata dall’onorevole Roberto Tortoli al ministro dell’Ambiente si legge che i fluidi geotermici dell’Amiata contengono sostanze tossiche, quali amianto, mercurio, arsenico, acido solfidrico, acido borico, radon, che vengono disperse nell’ambiente a chiusura del ciclo produttivo della centrale. Si denuncia il prosciugamento del bacino idrico e si chiedono la drastica riduzione dell’estrazione di vapore, monitoraggi seri e costanti. Si ripropone dunque la nostra pressante richiesta di mettere al minimo, per un periodo congruo, le centrali geotermoelettriche, al fine di verificare empiricamente le connessioni tra bacino idrico potabile e quello geotermico».
I Comitati cittadini di salvaguardia ambientale riprendono con forza la parola per denunciare «il muro di gomma dell’Enel, della Regione Toscana e di molte amministrazioni locali» eretto contro le proprie richieste.«TUTTO QUESTO — aggiungono i Comitati — non ci meraviglia più, visto che al convegno di Siena su Amiata e Geotermia, una questione scottante organizzato dall’ordine dei geologi toscani, non era presente nessun sindaco e nessun assessore delle amministrazioni locali. Ma noi andremo avanti, stiamo per essere convocati a Roma, dal presidente dell’VIII Commissione Ambiente della Camera, l’onorevole Alessandri, per esporgli questi temi, insieme alla questione gravissima delle deroghe reiterate della Regione sull’arsenico, presente in quantità fuori legge in molte nostre sorgenti. Vedremo poi se arriveranno questi studi dell’Università di Siena. Del resto, sempre più cresce l’esigenza di studi autonomi e autofinanziati dalle popolazioni amiatine, portati avanti da scienziati indipendenti». «Questa nostra iniziativa — concludono — è un esempio di democrazia partecipata vera. Alla nostra campagna si sono uniti gli amici del Forum nazionale dell’acqua, presenti a Siena e intervenuti ancora una volta a sostegno della nostra lotta».
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( 3 / 63 )COMUNICATO STAMPA
Ieri 26 settembre, a Siena, presso l’Auditorium della Confesercenti ha avuto luogo un “incontro di studio ed informazione” organizzato dall’Ordine dei Geologi della Toscana sul tema: “Amiata e geotermia: una scottante questione geologica”.
Previsti i seguenti interventi coordinati dal prof. Enrico Pandeli – Università di Firenze e seguiti da dibattito:
Relazioni di:
D.ssa Adele Manzella ricercatrice del CNR di Pisa
Prof. Andrea Borgia (EDRA)
Dr. Luigi Micheli geologo della Regione Toscana
Dr. Adolfo Fiordalisi geologo ENEL
Erano invitati: Prof. Francesco Riccobono ed il Prof. Carlo Gaggi Università di Siena
Scontate le posizioni dell’Enel e dei suoi immancabili supporter, secondo i quali la geotermia è pulita, rinnovabile, non consuma acqua, non inquina, non crea nessun tipo di problema e va vista come una grande opportunità.
Smentite dai comitati, secondo i quali i problemi esistono e sono indicati su documenti della stessa Regione Toscana, delle Province, dei Comuni, dell’ASL, dell’ARPAT, dell’AATO6, dell’Acquedotto del Fiora, dall’EDRA e da moltissimi ricercatori. Quello che è emerso dalle relazioni dei vari geologi che hanno indagato sulla struttura vulcanica dell’Amiata su incarico della Regione Toscana è che la questione, come recita il titolo del convegno, risulta davvero “scottante”.
Oggi, infatti, dopo mezzo secolo di geotermia sull’Amiata, ancora non si hanno certezze, se non le preoccupanti situazioni di criticità che caratterizzano il complesso vulcanico, da tutti evidenziate; non si sa quali siano i pericoli e i costi ambientali delle attività geotermiche; non si sono mai completati gli studi necessari, non si sono istallati gli strumenti essenziali per conoscere gli effetti reali di questa attività che sicuramente produce energia elettrica, utili, ma anche inquinamento e consumo di risorse fondamentali come l’acqua (E’ dal 2001 che la Regione Toscana avrebbe dovuto redigere il bilancio idrico e la posa in opera dei piezometri per le misurazioni della superficie di falda, ma ancora questo non è stato fatto).
Non si sono nemmeno installate le apparecchiature per un monitoraggio preciso e costante dei tanti inquinanti normati o no, ma che sicuramente fanno male alla salute e all’ambiente (arsenico, mercurio, acido solfidrico, anidride solforosa, ammoniaca, boro, sostanze radioattive ecc.), non è nemmeno chiaro quanto la geotermia può influire sulla possibilità di eruzioni velenose ripetutamente verificatesi negli ultimi decenni o sull’aumentato numero terremoti.
Ma se, come si intende da tutte le relazioni, escluse naturalmente quelle dell’Enel, questi dati non esistono o sono insufficienti, che cosa ci si aspetta dall’Università di Siena? Essa dovrebbe certificare l’opportunità o meno di continuare con la coltivazione geotermica, ma intanto tarda nelle conclusioni del lavoro che, a suo tempo, ad un incontro ufficiale con la popolazione e con l’assessore regionale Annarita Bramerini, fu praticamente definito facile e veloce dal prof. Carlo Gaggi che ieri non ha partecipa all’incontro.
L’Ordine aveva invitato ufficialmente anche il prof. Francesco Riccobono, dello stesso gruppo di ricercatori, ma anche lui non ha partecipato: ci sarebbe piaciuto chiedergli alcune informazioni su precedenti lavori fatti da lui per conto dell’Enel.
Recentemente i Comitati dell’Amiata hanno inviato le loro riflessioni, con i relativi documenti raccolti nel tempo, al Rettore dell’Università di Siena, affinché, quale massimo rappresentante del mondo accademico senese, docente e studioso di problematiche ambientali, abbia ben presente le ripercussioni che potranno avere le conclusioni degli studi di quell’Università sulle decisioni della Regione e di conseguenza sul futuro del territorio dell’Amiata e delle sue popolazioni.
Sicuramente qualcuno spera in un risultato degli studi tendente a giustificare il contestatissimo Protocollo firmato da Regione, Enel e Comuni Amiatini che assegna alla stessa Enel con il diritto il raddoppio dello sfruttamento della risorsa fino al 2024, in cambio di soldi utili a far quadrare i magri bilanci delle amministrazioni pubbliche, ma in barba alle normative antitrust, alle legittime preoccupazioni delle popolazioni e dei 700.000 utenti.
Mentre si ringrazia l’Ordine dei Geologi della Toscana per aver preso una iniziativa mirata al confronto aperto su questioni vitali per il nostro territorio, ci domandiamo con preoccupazione: perché ad un’iniziativa così importante, organizzata da chi più di ogni altro ha competenze scientifiche in materia, non erano presenti gli amministratori dei Comuni dell’Amiata, gli stessi che poi firmano i protocolli con ENEL che la Regione Toscana propone?
E perché non erano presenti quei “numerosi” docenti dell’Università di Siena che stanno elaborando gli studi con i quali si dovrebbe chiarire se per l’Amiata la geotermia è una risorsa o una calamità?
Forse l’argomento non era attinente alle loro ricerche e ai loro studi? Soltanto noi che facciamo parte dei Comitati abbiamo sentito di dovere partecipare al convegno? E chi ha la responsabilità di decidere le sorti della zona e delle sue popolazioni perché non era presente?
Sarebbe poi così grave rinunciare ad una manciata di kw per le quali vengono anche prodotte quantità di CO2 (quindi effetto serra) il doppio di quanto se ne produrrebbe con una fonte tradizionale, assai meno inquinante della geotermia, quale è il metano?
Resta il fatto che dagli interventi è comunque emersa nettamente la necessità di sviluppare le ricerche avviate, produrre dati certi, fare verifiche sul campo, installare strumentazioni e garantire prima di tutto acqua e salute.
Nell’occasione i comitati hanno annunciato la costituzione di una ONLUS per la raccolta di fondi, attraverso un azionariato popolare, al fine di realizzare una ambiziosa iniziativa di ricerca che coinvolga il prestigioso staff della Sezione Scienza sella Terra dell’Università Lawrence Berkley National Laboratory la quale vanta, presso la comunità scientifica internazionale, il massimo riconoscimento per una attività pluridecennale sulle problematiche legate alla geotermia.
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( 2.1 / 102 )Non posso dimenticare
Lettera del Dott.Antonio Valassina, Dirigente Medico al Policlinico Gemelli di Roma, che di recente ha visitato il nostro territorio
Ho viaggiato in Amiata punto di partenza del mio "giro d'Italia" delle acqua inquinate. Ho viaggiato con la gente dell'Amiata e ho vissuto con quei Comitati giorni intensi di passione civile e partecipazione umana. E non posso dimenticare.
Non dimenticherò, non posso dimenticare mai lo scempio che ho visto compiuto sulla natura, devastata nelle acque e con la vegetazione bruciata dalle emissioni delle centrali "ecologiche" dell'ENEL.
Non posso dimenticare i guard rail in metallo intaccati e distrutti in pochi mesi dalle emissioni e pertanto sostituti, credo caso unico al mondo, con guard rail in legno. Sì, di legno, avete letto bene. Allo stesso modo sono corrosi tutti i piloni delle linee elettriche della stessa ENEL e i pali delle insegne stradali. Una foresta di strutture metalliche colpite dal cancro geotermico delle emisissioni di SO2...e non solo.
Non posso dimenticare i racconti e le statistiche di abbandono dei paesi dell'Amiata spopolati dalla distruzione ambientale e dalla falsa chimera dello "sviluppo" garantito agli abitanti grazie alla geotermia.
Non posso dimenticare le testimonianze e le foto delle case esplose per le eruzioni imporvvise di gas che erompono dai pavimenti con fanghi bollenti.
Non posso dimenticare di aver ascoltato dalla gente comune che sostiene la lotta durissima dei Comitati dell'Amiata soli contro tutti, (soli per tanto, troppo tempo, da non dimenticare...), sentire racconti di desolante attenzione da parte delle Istituzioni preposte alla difesa della salute.
Gente dell'Amiata che si vede arrivare all'imporvviso in casa i tecnici dell'ARPAT per installare rilevatori di Radon. Ma non nei locali sotterranei dove il gas radioattivo potrebbe essere presente a concentrazioni troppo elevate e quindi troppo pericoloso da "evidenziare",... ma solo al pian terreno vengono installati, magari in locali ben areati o addirittura al primo piano...Così è più probabile che si "resti nei limiti di legge"...
Non posso dimenticare una foresta bellissima dove nella sua terra e nei suoi manufatti storici sono presenti i segni millenari di rivi d'acqua ora letteralmente scomparsi. ll calo delle portate e' del 66% dal 1950 ed anche escludendo un 30% di diminuzione della piovosita', la perdita' e' di oltre 56,4 litri al secondo! Dove sono finiti 5'000 metri cubi (5'000'000 litri) di acqua al giorno? Probabilmente nel bacino geotermico dove si perdono e si inquinano per sempre, per i dettagli potete guardare gli studi EDRA.
Non posso dimenticare la gente che mi guarda con un sorriso triste e mi racconta che in tutti gli ospedali intorno da Pisa fino a Siena o a Grosseto quando loro arrivano con una tiroide che non funziona più o una bronchite asmatiforme vengono subito identificati come "quelli dell'Amiata". Prima ancora di visitarli.
Del resto la stessa ARS toscana (Agenzia Regionale di Sanità), afferma che la percentuale di tumori e di malattie all'apparato respiratorio nell'Amiata è del 13% più alta della media nazionale.
Come dimenticare poi come questo scenario porti a cascata altri danni sociali enormi? Negli anni Novanta, una ricerca sul suicidio, pubblicata dal dottor Giuseppe Boncompagni su "Amiata Storia e Territorio", denunciava un tasso di suicidi più alto della media nazionale, intorno ai 18 casi a 100.000 (tenendo conto del quinquennio tra l'86 e il '91) e le categorie più a rischio erano gli anziani e gli inoccupati. Dati confermati nel 2006 da uno studio dell' Osservatorio di Epidemiologia Sociale della Regione Toscana in collaborazione con l'Università di Siena.
Non dimenticherò quello che ho visto, ascoltato, toccato e repirato: l'odore terribile di zolfo che prende alle narici, poi alla gola e quindi agli occhi che iniziano a lacrimare. Ma loro come fanno a sopportarlo? Mi hanno confessato che ormai non lo sentono più, le mucose del naso ormai bruciate dall'acido solfidrico, tranne nei giorni in cui soffia il vento cattivo che concentra sulle loro case le emissioni delle centrali "ecologiche" della geotermia.
Ma non dimenticherò soprattutto la meraviglia incredibile delle natura di quei luoghi e la magia di un tramonto trascorso insieme in cima al monte Labro.
Il Monte Amiata per gli Etruschi era la "Montagna Sacra", centro della "Terra Sacra Inviolabile" e da allora, per secoli, ha sempre rappresentato un enorme patrimonio ambientale, storico e culturale. Le sue acque sono state per millenni fonte di vita e di lavoro rappresentando uno dei piů importanti serbatoi acquiferi del centro Italia, i suoi boschi erano tra i piů ricchi di biodiversità di tutta Europa le sue abbazie proteggevano la Via
Francigena, mentre la "postilla amiatina" è considerata la prima voce del "volgare", da cui nascerà la lingua italiana.
Questo Monte Amiata ospita sui suoi fianchi appunto il monte Labro.
La prima spianata che si incontra sul monte Labro offre della cima una visione magica, dovuta anche alla foschia che spesso avvolge quel che ora ci appare essere una torre, un po' castello e un po' nuraghe, che sovrasta i ruderi di alcune costruzioni. Attraverso una scala in pietra, avvolta a spirale intorno alla torre, raggiungiamo la cima. Il paesaggio continua ad allargarsi e il gregge che sembra seguirci fa da "quinta" alla vista dell'Amiata con Arcidosso e Santa Fiora. Siamo a 1193 metri e lo sguardo si perde fino al mare e al sud della Toscana e ancora più in là, verso la campagna laziale.
Un posto di trascendenza dove vide origine l'esperienza mistico-religiosa di Davide Lazzaretti, definito dalla stampa della metà '800 "il profeta dell'Amiata", Intorno a lui nacque una comunità di 80 famiglie dando origine ad un'esperienza associativa - la Società delle famiglie cristiane - di condivisione di beni e risorse, di fratellanza umana e spirituale. Non è forzato intravedere in quelle spinte le matrici di uno spirito "socialista" ante litteram e l'inizio di un modello di società di mutuo soccorso che diversi anni dopo iniziò a fiorire anche in Toscana. È sorprendente notare che fra i compiti della comunità fossero indicati l'impegno a far fronte alle necessità dei membri secondo il loro apporto e secondo i loro bisogni, l'impegno a fornire un'educazione scolastica gratuita e l'estensione del diritto di voto alle donne all'interno della comunità. Una visione quindi non solo mistica ma - per le autorità politiche e religiose del tempo - in forte odore di eresia rivoluzionaria.
Non posso dimenticare la sensazione indescrvibile che si prova a camminare su quelle stesse povere pietre edificate con uno spirito di decrescita democratica ante litteram dalla Comunità di eguali di Davide Lazzaretti. Ucciso da un poliziotto mentre guidava una processione da Monte Labro ad Arcidosso per impedirgli di arrivare a quel paese.
Di questa Amiata, uno degli ultimi tesori della natura di questa Italia distrutta dal cemento, stiamo parlando. Di questa Amiata tesoro millenario di cultura umana immensa stiamo parlando. Di questo conflitto violentissimo tra Terra e Uomo stiamo parlando. Gli indigeni dell' Amazzonia dicono da sempre "Anna Pata, Anna Yan / Nostra terra, Nostra madre". Quanti Davide Lazzaretti dovranno morire in Amiata e nel mondo perchè prevalga lo spirito di inclusione, di ascolto e rispetto reciproco nel nome di questa terra? Quanti?
Il Forum dei Movimenti è diventato quella straordinaria forza nazionale che è proprio perchè ha saputo accogliere e includere tutti senza prevenzioni o ideologie di nessun tipo. Perchè ha avuto la capacità di leggere i problemi della gente e farli diventare quel patrimonio comune che si chiama politica partecipata e condivisa. Certo, le reponsabilità di chi, partiti, associazioni e istituzioni, hanno portato a questo disastro in tema d'acqua, ma non solo, le conosciamo molto bene e noi non dimentichiamo.
Ma la nostra repsonsabilità e il nostro compito oggie ora è di andare avanti caricandoci sulle spalle anche gli errori e le omissioni di chi in passato ha mancato anche gravemente. Perchè non si compiano mai più.
Per questo sono totalmente d'accordo con Andrea quando invita alla massima comprensione reciproca. Il problema non è mandare via qualcuno , ma includere tanti altri di cui abbiamo bisogno per vincere questa sfida vitale che riguarda tutti. In ogni caso il Movimento sempre e comunque ha saputo indicare con chiarezza i suoi contenuti alternativi praticando un metodo democratico fortemente partecipato e condiviso dal basso. Principi che il Forum è sempre stato in grado di far rispettare senza piegarsi nè a compromessi, nè a scorciatoie. L'acqua è davvero una scuola di democrazia.
Anche l'Amiata è Anna Pata, anche l'Amiata è Anna Yan. Non lo posso dimenticare e mi auguro che tutti coloro che hanno a cuore questa terra e questa acqua a loro volta non lo possano dimenticare, camminando insieme verso il Secondo Forum dei Movimenti per l'Acqua. Pubblica e di ottima qualità.
Antonio Valassina
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( 2.8 / 168 )Ancora autobotti e razionamenti per l’acqua in Toscana
estratto da InToscana.it (qui l'articolo)
Acquedotto del Fiora SpA (Siena e Grosseto)
Vi è uno stato di crisi generale, soprattutto nel Chianti senese e difficoltà di approvvigionamento idrico ai Comuni alimentati dalle sorgenti amiatine (Vivo d’Orcia che alimenta buona parte della provincia di Siena e Santa Fiora che alimenta la quasi totalità della Provincia di Grosseto) che fanno registrare i minimi di portata di tutti i tempi. La società ha assicurato e sta assicurando il servizio in alcune zone con autobotti, spendendo nella sola estate 2008 oltre 1,5 milioni di euro.
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( 3 / 147 )Altre notizie

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