COMUNICATO STAMPA

NON SI DIMENTICHI LO STUDIO CALAMAI



I frettolosi ed entusiastici giudizi degli amministratori sui risultati degli studi di Siena, si sono notevolmente ridimensionati all’indomani dell’incontro sulla geotermia svoltosi giorni fa a Santa Fiora.

Le conclusioni dell’Ateneo senese, infatti, al primo confronto tecnico, si sono dimostrate fragili e prive di fondamenti scientifici: dati fin troppo “stressati”, come hanno affermato alcuni ricercatori presenti al dibattimento pubblico.

Oggi l’Assessore Bramerini ammette che anche alla luce di questi studi non ci sono certezze ed è indispensabile approfondire le ricerche e per questo chiede aiuto alla scienza, affinché i numerosi problemi ambientali vengano valutati e chiariti prima di prendere qualsiasi decisione.

“Al momento, per quanto riguarda Santa Fiora, tutto rimane sospeso in attesa di nuovi studi e non sarà certamente la Regione ad imporre l’ampliamento della centrale di Bagnore”.

Si esprime in questi termini l’assessore Bramerini e noi dei comitati condividiamo pienamente le sue preoccupazioni, timori che più volte abbiamo espressi sui giornali e in occasione degli incontri pubblici.

Troppa fretta nel firmare concessioni e sottoscrivere protocolli, questa è al momento la sola verità.



L’Assessore Bramerini, inoltre, sintetizza così le ipotesi a confronto: quella della società Edra che sostiene l’esistenza di un collegamento tra acquifero superficiale e campo geotermico, responsabile della diminuzione della portata delle sorgenti e del loro inquinamento e quella dell’Università di Siena che nega l’esistenza di questo collegamento.

Questa che – espressa in tali termini - potrebbe sembrare una diatriba tra Edra e Università di Siena, in realtà non lo è; sono infatti le stesse carte geologiche della Regione Toscana e quelle prodotte da ENEL a confermare il collegamento tra campo geotermico e bacino imbrifero.

La questione infatti richiede precisione e senza voler polemizzare corre comunque l’obbligo di ricordare a tutti, Regione compresa, che lo studio di Calamai non si basa soltanto su misurazioni indirette della superficie della falda acquifera, come invece i recenti studi, ma anche su misurazioni dirette effettuate attraverso numerose perforazioni e che, pertanto, allo stato attuale, sembra difficile poter smentire i risultati di questo lavoro.

E’ evidente infatti che ENEL, in quanto diretta interessata allo sfruttamento geotermico, ne avrebbe già a suo tempo negata la validità, cosa che invece non è avvenuta.

Del resto anche la Provincia di Grosseto, in base ai documenti presentati da ENEL per il VIA di Bagnare 4 nel 2006, fa presente che dalle carte risulta evidente il collegamento fra falda acquifera e campo geotermico.

Queste sono le cose serie. Chi non intende ascoltare la scienza potrà partecipare comunque al pranzo geotermico di Enel che, per negare di essere ormai alla frutta, invita tutti, insieme al Pampini e a qualche giornalista affamato, a mangiare e bere, questa volta senza negarlo, arsenico, dolcetti e tanto buon vecchio populismo.

IL DIRETTIVO del Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est



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Comunicato stampa

Siena fa flop e la Regione riprende a dialogare




Il prof Marroni dell’Ateneo Pisano, il Prof Beretta dell’Ateneo Milanese, La Dott. Manzella del CNR di Pisa, nonché il tecnico regionale Sargentini ieri, a Santa Fiora, si sono tutti pronunciati chiaramente affermando che allo stato attuale non esiste alcun studio, tra i recenti (Edra e Università di Siena), che possa in alcun modo dirsi completo e certo sull’impatto geotermico in Amiata.



Ad oggi, infatti, l’unico studio che abbia utilizzato riscontri diretti e dati certi è quello realizzato da Calamai per conto di Enel nel 1970 e che rileva il collegamento tra bacino geotermico ed idrico.
Lo studio di Siena - costato al contribuente oltre 100.000 euro - è stato quindi un flop perché, se pur ha tenuta alta l’attenzione sul problema, non ha risposto eloquentemente a nessuno dei quesiti presenti nel bando.

Sulla credibilità scientifica dei risultati di Siena ieri si è parlato monto e nessuno, tranne il senese prof Barazzuoli, ha giudicato definitivi i risultati dell’Ateneo. Risultati basati su riscontri indiretti, su numeri che il milanese prof Beretta non ha esitato a definire troppo “stressati”: cioè stirati oltre la soglia della decenza scientifica.

Adesso, a fronte dei molti soldi che la collettività ha speso, e in considerazione che la realizzazione del Protocollo firmato da Regione ed Enel era condizionata dai risultati degli studi ci chiediamo quale futuro ci attenda.

Lo studio di Siena non tranquillizza nessuno, neppure la Regione che ieri, tramite i suoi tecnici, ha ribadito di credere nel collegamento tra bacino geotermico e imbrifero.
Quale sarà il passo successivo dunque?

Ci sarebbero gli estremi per fare tabula rasa di protocolli e parole attendendo i risultati delle indagini affidate dalla Regione all’Università di Firenze che, per la prima volta, cercherà, su dati diretti, di formulare un modello matematico capace di metter chiarezza.

Certo, sempre che al più presto si installi il famoso piezometro, l’unico strumento capace di fornire dati certi sul reale stato dell’acquifero amiatino.

Gli studi di Firenze dureranno due anni e già questo conforta, visto che fino a ieri la Regione e le amministrazioni locali ci attaccavano ogni volta che criticavamo i tempi miseri (4 mesi) concessi a Siena per le proprie indagini.

Cogliamo l’occasione per dar ragione all’Assessore Bramerini del metodo democratico e in tutto opportuno con cui ieri ha tenuto a far condurre l’evento, rammaricandoci solamente della maleducazione di alcuni esponenti ed amministratori locali che, evidentemente innervositi dal fatto che le posizioni da loro sostenute stentano a trovare riscontro scientifico, si sono lasciati andare a manifestazioni non proprio civili.

Christian Correnti
Addetto Stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est ed Ovest


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COMUNICATO STAMPA
Le conclusioni dell’Università di Siena non possono essere oggetto di contraddittorio



L’e-mail con la quale gli studiosi di Siena hanno giustificato la loro assenza al contraddittorio pubblico organizzato dai Comitati recita testualmente: “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio”; peccato però che la scienza sia contraddittorio; certo, quando è libera!

Ma si può esser liberi anche quando si è pagati, lo hanno dimostrato i tecnici della Regione Micheli e Sargentini che, anche ieri dicevano: “tutte le pubblicazioni scientifiche e le relazioni sull’impatto ambientale fatte sull’argomento geotermia in Amiata parlano del collegamento tra bacino imbrifero e geotermico, tanto che ci aspettavamo dati su quanto in realtà pesi questo collegamento, non sulla sua esistenza”.

Affermare che il contatto non c’è, come fa Siena, significa ignorare completamente le leggi della fisica oltre che la letteratura esistente. Non solo lo studio Calamai, non solo le relazioni ARPAT e le note della provincia di Grosseto, ma anche le relazioni di Enel - Direzioni studi e ricerche (Cataldi, 1965) e della Regione stessa (Garzonio, 2008) parlano del collegamento idraulico tra la falda acquifera superficiale ed il campo geotermico e delle strutture diapiriche dell’Amiata; pubblicazioni che non sono state probabilmente nemmeno lette da Siena visto che non sono citate. Queste strutture diapiriche per Enel si radicano nella formazione evaporitica propagandosi verso l’alto fino alla superficie, proprio come afferma Borgia che ha solo riproposto quanto già a conoscenza della comunità scientifica.

Inoltre, negando l’esistenza delle faglie sull’Amiata Siena dimostra scarsa serietà scientifica con l’uso che fa della cartografia geologica della Regione. Dalla carta dell’Amiata spariscono, infatti, tutti i tratti grafici indicanti le faglie, evidentemente assai scomode allo scopo della Regione: tutti sanno che, da una crepa (una frattura o faglia che sia) sul tetto l’acqua penetra con facilità.
“Oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato! ognuno le interpreta a modo suo! Libertà, bene pubblico, ordine servono di ammanto alle camorre, al saccheggio, alla perturbazione amministrativa”: questo è il quadro che Imbriani faceva della Napoli postunitaria, una descrizione che ben s’attaglia anche alla nostra sporca Geotermia. In particolare al bando per l’assegnazione degli studi sui rischi che questa comporta.

Nel bando di concorso la Regione chiedeva infatti di indagare: “i rischi di inquinamento in tutte le matrici ambientali ed indicare le azioni e limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica”.

Al momento di assegnare l’incarico all’università di Siena però le cose cambiano, si chiede infatti di indagare “i rischi di inquinamento, le eventuali azioni e limitazioni conseguenti allo sfruttamento delle risorse geotermiche”, e inoltre “la valutazione dei risultati a cui è giunto il professor Borgia”, mentre nel bando si chiedeva di “approfondire” le indagini del professore.

E’ palese, quindi, che a Siena non si chiede più di indagare i rischi di inquinamento “in tutte le matrici ambientali” dando anche per certo che si continuerà a sfruttare la geotermia, tanto che non si scrive di “indicare le azioni e le limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica ”, bensì di “indicare le azioni e le limitazioni conseguenti allo sfruttamento geotermico”.

Ai nostri politici non manca l’ambizione di essere artefici, non solo del nostro futuro, ma anche della scienza: “oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato”.

Christian Correnti
Addetto stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest



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LO STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI SIENA ESCE DISTRUTTO DALL'ANALISI TECNICA DEL CONTRADDITTORIO



Alla presenza di amminitrazione pubblica (Sindaco di Abbadia), Ordine dei geologi, EDRA, tecnici della Regione Toscana, comitati, cittadini ( unici assenti i ricercatori di Siena poiche', hanno spiegato, “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio” ) il dibattito scientifico, moderato dall'imparziale ordine dei geologi, ha visto tutti concordi: lo studio di Siena nega ogni analisie studio tecnico/scientifica precedentemente fatta.



Nello specifico quello che viene negato da Siena e':
- la presenza di faglie sull'Amiata,
- la presenza di camini vulcanici,
- il collegamento tra acquifero e campo geotermico,
- la diminuzione del livello della falda,
- i modelli strutturali dello studi Borgia-EDRA
ed infine si afferma che la presenza di arsenico nelle nostre acque sia relativamente costante.

Peccato che la presenza di faglie e' nota dalle precisissime carte geologiche 1:10000 > della Regione Toscana, uno dei documenti piu' precisi e verificati che ci siano.

Peccato che gia' il Dott. Cataldi ed il Dott. Calamai poi, entrambi del centro ricerche ENEL, di Pisa nei loro studi (studi pubblicato anche in inglese e basati sui misurazioni sul campo e non solo dati indiretti) hanno descritto la stuttura dell'Amiata, comprese faglie, camini vulcanici e collegamento e ricarica tra acquifero e bacino geotermico.

Peccato che altri studi confermino tali rilevazioni (ad esempio Studio
Fiordalisi-ENEL e lo studio CNR Manzella).


Peccato che lo stesso studio di Siena confermi il contatto tra acquifero e campo geotermico, senza che Siena se ne sia neanche accorta!).

Peccato che la Regione Toscana stessa indichi un abbassamento del livello della falda di 300 metri, mentre Siena dice che non c'e' stata variazione rispetto al livello riportato da Calamai del 1975!

Peccato che i dati ASL sulla presenza di arsenico nell'acqua
non si limitano al periodo considerato da Siena (dal 2002 in poi) ma
dal 1999 e proprio in quel periodo si ha un pauroso innalzamento della
presenza di arsenico nelle nostre acque!



Quello che sembra l'Universita' di Siena voglia suggerire, dicendo che non ci sono faglie, non ci sono camini vulcanici, non ci sono diapiri e' che in..... sostanza l'Amitata non e' un vulcano e ENEL, CRN, Regione Toscana, EDRA, ASL, ARPAT, La provincia di Grosseto e ogni scienziato, che nel passato hanno analizzato il Monte Amita, si sono sbagliati.



Che questo studio, che vedete osannato dalla Regione Stessa e dalle Amministrazioni di alcuni dei nostri comuni, abbia dei grossi limiti lo abbiamo capito tutti e lo hanno confermato tutte le personalita' tecniche presenti all'incontro (compresi i tecnici della Regione Toscana!).

Ora siamo tutti in attesa dell'evento del 13 dicembre a Santa Fiora organizzato dalla Regione Toscana e a cui sara' presente l'Assessore Bramerini, sperando che questa volta i ricercatori di Siena si presentino e facciano chiarezza sui punti sopra esposti. Peche' al momento i cittadini si sentono davvero presi in giro!



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LA DAVIS ANNUISCE ALL’ ENEL, MA CHI PLAUDE ALL’IGNORANZA?



Come nell’ormai sclerotica contesa tra Berlusconi e la sinistra italiana, anche nella nostra storia al sapore di uova marce adesso arriva il Financial Times. Invocato di volta in volta quale Nume tutelare, o come lontano e quindi cieco punto d’osservazione, il quotidiano inglese, recentemente, con le parole di Tincia Holly Davis, ha annuito allo sfruttamento geotermico di Enel in Toscana.
E’ chiaro che ogni articolo nasce, più o meno, dall’ignoranza di chi lo scrive, proprio come questo, sicché si perdoni l’irriverenza e si guardi al contingente. Alle recenti emissioni senza filtraggio Amis della centrale di Bagnore, denunciate pubblicamente dall’Assessore regionale all’energia senza che questo scalfisse neanche un po’ l’arroganza e la non curanza di Enel, reale signora e padrona di questa montagna. Si guardi agli studi dell’Università di Siena e a come questi, trattando la diminuzione delle falde acquifere facciano riferimento esclusivamente a dati vetusti, incompleti e del tutto marginali. Si osservino quei deserti lichenici vicino ai pozzi e alle centrali, si computino gli alberi che crescono accanto a queste e si guardi bene al loro colore. Si leggano i dati di Arpat sulle emissioni di ammoniaca e poi, alla fine si chieda alla Davis di scrivere su questo, sul perché la rinomata Università di Siena non abbia indagato le ripercussioni a terra e sulla fauna che tanta ammoniaca ingenera. Alla presentazione degli studi l’Ottimo Prof. Riccobono fu chiaro e non nascose che: “con i pochi soldi a disposizione, questo è quello che si poteva fare”.
Bene, così si è consumata tanta carta in una lunga introduzione sull’Amiata – quasi la Regione avesse richiesta una guida turistica piuttosto che uno studio mirato - per poi non investigare quelli che, a rigor di logica e a parer comune sono i reali pericoli della geotermia su questo silente vulcano. Scriva pure la Davis, è noto al mondo che il suo quotidiano, fatto di ottime intelligenze, non teme di ritornare sugli argomenti, di correggersi e, se del caso, di chiedere ammenda.

Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti


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Bagnore3 da undici giorni senza filtri AMIS



La centrale in prossimita' di Bagnore negli ultimi 11 giorni ha funzionato senza i filtri AMIS. Senza tali abbattitori la qualita' dell'aria risulta pessima e sono possibili superamenti delle soglie di legge degli inquinanti in aria.


La segnalazione e' partita da alcuni cittadini di Arcidosso, infastiditi dal pesante odore, che si sono rivolti al Sindaco.
Il Sindaco, non avendo avuto comunicazioni preventive da ENEL, ha contattato il referente della societa' che ha spiegato cosa stesse accadendo.


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Risposta al sindaco di Piancastagnaio



Al contrario delle conclusioni a cui giungono gli stessi ricercatori dell’Università di Siena, secondo noi, proprio dai dati pubblicati nel loro studio si può comprendere che il collegamento fra il bacino idrico e quello geotermico c’è e sta producendo gli effetti che da sempre sono stati denunciati non solo da EDRA.

Il Consiglio comunale di Piancastagnaio, invece, ha approvato un ordine del giorno per manifestare riconoscenza al gruppo dei ricercatori che ha eseguito gli studi richiesti dalla Regione Toscana.

Al riguardo il Sindaco Agnorelli dichiara: “che l’amministrazione comunale crede nella validità delle indagini che sono state effettuate e, come da impegni presi con il protocollo generale sulla geotermia, è sulla base di questi risultati che imposteremo la programmazione del riordino dell’attività geotermica nel nostro territorio”.

Con ciò è palese che la decisione era già stata presa e che mancavano soltanto le cosiddette "Giustificazioni Scientifiche"
, giustificazioni che sono finalmente arrivate.

Noi pensiamo che al Sindaco non importa di attendere i risultati del comitato tecnico scientifico costituito dalla Regione proprio per l’esame dello studio dell’Università di Siena e questi amministratori non hanno nemmeno bisogno del confronto più volte promesso dall’Assessore Bramerini.

Probabilmente i rappresentanti del Comune di Piancastagnaio non si sono nemmeno degnati di esaminare detto studio, se lo avessero fatto, come hanno cominciato a fare i comitati, avrebbero potuto almeno notare alcune contraddizioni palesi con gli studi precedenti e invece, ancora una volta, non li ha nemmeno sfiorati un minimo senso del “concetto di cautela”; se soltanto si fossero applicati a leggerlo probabilmente avrebbero potuto notare cose a dir poco discutibili; intanto una di queste che fa capire come sia stato fatto lo studio dell’Universtità di Siena.

econdo lo studio (pag. 189) viene sostenuto dai ricercatori che se vi fosse contaminazione della falda da parte dei fluidi geotermici si dovrebbero registrare, nelle acque di falda, rapporti tra le concentrazioni di Boro e di Arsenico enormemente superiori a quelle che in realtà sono registrate.

In pratica Siena dice che il contenuto di Boro nei fluidi geotermici è da 100 a 10000 volte maggiore del contenuto di Arsenico e che quindi se i fluidi geotermici contaminassero la falda si sarebbe dovuto avere nelle acque della stessa un contenuto di Boro molto più alto in paragone a quello dell'Arsenico. Al contrario di quanto affermato dall’Università di Siena i dati presentati (tabelle 1a1, pag 171, e 1a2 pag 172) indicano proprio l’opposto! Infatti, il contenuto di boro in rapporto all'arsenico nella condensa dei vapori geotermici (quelli che risalendo possono contaminare la falda) è addirittura inferiore a 50 (ben sotto al limite minimo citato) e nella maggior parte dei pozzi (10 pozzi su 16) il rapporto Boro/Arsenico è praticamente identico a quello delle sorgenti (tabelle 2a2, pag. 186, e 2b2, pag. 187).

Perciò si deduce, seguendo lo stesso ragionamento di Siena, proprio il contrario delle loro conclusioni, e cioè che le acque della falda superficiale sono inquinate dai vapori dei fluidi geotermici. Possibile che i luminari di Siena abbiano giocato un così brutto tiro alla Regione, ai Comuni, a noi cittadini che abbiamo pagato con le tasse tale lavoro?



Questa è solo uno degli errori, imprecisioni e “leggerezze” che intendiamo discutere, con i ricercatori di Siena.

Un’altra nota che ci sentiamo di fare alla Regione Toscana, da subito, è che lo studio appare, più che l’analisi dell’impatto della geotermia su tutte le componenti ambientali (come richiesto dal bando), un tentativo di smontare lo studio precedente commissionato alla Soc. EDRA. Perfino riguardo alla questione delle eruzioni idrotermali, i ricercatori di Siena, malgrado le critiche ricevute a suo tempo sugli errori grossolani fatti, si sono limitati a reinserire lo stesso identico testo.

E così di nuovo né allora né oggi hanno escluso che tali eventi già avvenuti sull’Amiata e che probabilmente hanno anche ucciso una persona a Campiglia d’Orcia possano presentarsi anche in futuro, dando di nuovo ragione alle tesi di Borgia.


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Abbadia San Salvatore 02/10/08

Amiata: Fondato il reclamo di Prospettiva Unita e dei Comitati amiatini all’Antitrust. Servono le gare per prorogare le concessioni Enel fino al 2024



L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato la fondatezza del reclamo inoltrato dal Gruppo consiliare di Prospettiva Unita al comune di Piancastagnaio e dai Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest, i quali in data 08/11/2007 avevano segnalato all’antitrust il fatto che la Regione Toscana si stesse predisponendo a siglare un accordo con Enel spa (Protocollo d’Intesa, firmato nel dicembre 2007), all’interno del quale era prevista la clausola di prorogare le concessioni minerarie per lo sfruttamento dei campi geotermici in Amiata all’ente elettrico fino il 2024.



In una segnalazione inviata il 12 settembre a Governo e Parlamento, il Garante sollecita un intervento legislativo “che consenta di precisare il quadro normativo di riferimento nel senso di prevedere espressamente procedure che garantiscano una concorrenza per il mercato nella assegnazione dei permessi di ricerca e delle concessioni”. Bisogna fare le gare, risponde sostanzialmente il Garante. Il reclamo era stato inviato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato dalle associazioni amiatine, che avevano chiesto alle due autorità, ciascuna per le competenze e i poteri che la legge loro riconosce, “di voler dar corso ai rispettivi iter di accertamento al termine dei quali, se del caso, emettere i provvedimenti legislativamente previsti”.

Nel reclamo veniva fatto riferimento al “regime di assoluto monopolio” in cui Enel spa ha operato e sta operando in questo territorio, essendo titolare da circa mezzo secolo delle concessioni minerarie per lo sfruttamento dei fluidi geotermici. E, in particolare, alla clausola che avrebbe prorogato dette concessioni, scadenti nel 2013, al 2024! “Il tutto, in perfetta violazione delle elementari regole di trasparenza, di libertà di mercato e di concorrenza, al sol fine di riproporre l’attuale nefasta condizione di privilegio/monopolio in favore esclusivo di quell’ente”



, scrivevano Prospettiva Unita e i Comitati.

citiamo l' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito alla proroga delle concessioni Enel, fino al 2024, contenuta nel Protocollo d’Intesa del dicembre 2007:

”Appare di immediata evidenza che un’eventuale proroga delle concessioni in capo al concessionario uscente (Enel s.p.a. ndr), quale quella prefigurata nel menzionato protocollo d’intesa, rappresenta una forma di deroga alla concorrenza per il mercato, che consentirebbe il consolidamento “in via automatica” delle gestioni esistenti, traducendosi in un ostacolo all’accesso al mercato di nuovi operatori, incompatibile con un contesto di piena liberalizzazione del settore. Un confronto tra più operatori nell’ambito di procedure di gara per l’affidamento delle concessioni appare, invece, come peraltro osservato dall’Autorità in più occasioni, idoneo a consentire un corretto confronto tra gli eventuali aspiranti concessionari, garantendo che le funzioni assegnate siano svolte con minori costi o, a parità di costi, con maggiori benefici per le comunità locali e, più in generale, per la collettività”.






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La Nazione 30 Settembre 2008

AMIATA «Geotermia, il silenzio degli enti» Ancora accuse da parte dei Comitati ambientalisti



«NELL’INTERROGAZIONE presentata dall’onorevole Roberto Tortoli al ministro dell’Ambiente si legge che i fluidi geotermici dell’Amiata contengono sostanze tossiche, quali amianto, mercurio, arsenico, acido solfidrico, acido borico, radon, che vengono disperse nell’ambiente a chiusura del ciclo produttivo della centrale. Si denuncia il prosciugamento del bacino idrico e si chiedono la drastica riduzione dell’estrazione di vapore, monitoraggi seri e costanti. Si ripropone dunque la nostra pressante richiesta di mettere al minimo, per un periodo congruo, le centrali geotermoelettriche, al fine di verificare empiricamente le connessioni tra bacino idrico potabile e quello geotermico».

I Comitati cittadini di salvaguardia ambientale riprendono con forza la parola per denunciare «il muro di gomma dell’Enel, della Regione Toscana e di molte amministrazioni locali» eretto contro le proprie richieste.

«TUTTO QUESTO — aggiungono i Comitati — non ci meraviglia più, visto che al convegno di Siena su Amiata e Geotermia, una questione scottante organizzato dall’ordine dei geologi toscani, non era presente nessun sindaco e nessun assessore delle amministrazioni locali. Ma noi andremo avanti, stiamo per essere convocati a Roma, dal presidente dell’VIII Commissione Ambiente della Camera, l’onorevole Alessandri, per esporgli questi temi, insieme alla questione gravissima delle deroghe reiterate della Regione sull’arsenico, presente in quantità fuori legge in molte nostre sorgenti. Vedremo poi se arriveranno questi studi dell’Università di Siena. Del resto, sempre più cresce l’esigenza di studi autonomi e autofinanziati dalle popolazioni amiatine, portati avanti da scienziati indipendenti». «Questa nostra iniziativa — concludono — è un esempio di democrazia partecipata vera. Alla nostra campagna si sono uniti gli amici del Forum nazionale dell’acqua, presenti a Siena e intervenuti ancora una volta a sostegno della nostra lotta».

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