Enel battuta in Cassazione dai Comitati


comunicato stampa

Il ricorso presentato da Enel in Cassazione contro la sentenza emessa dal Tribunale di Montepulciano per i gravi incidenti avvenuti nel 2000 a Piancastagnaio ( Siena) a seguito dell’attività geotermica è stato respinto e sono stati condannati i responsabili Enel al pagamento delle spese processuali e competenze a favore dei Comitati di Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata.

La Corte di Cassazione con la sentenza del 9 marzo 2009 ha definitivamente stabilito che l’eruzione di vapori e gas venefici verificatosi a Piancastagnaio nel settembre 2000 in località “Podere del Marchese” è diretta conseguenza delle attività di sfruttamento della geotermia da parte di Enel.

Il disastro ambientale si verificò per l’interazione tra il sistema naturale (fatturazione persistente, sismicità diffusa e sistema idrotermale) e le operazioni di pompaggio di acqua effettuate dai tecnici Enel nel pozzo PC4 nelle giornate del 9/8 e 31/8 2000. Senza tale condotta l’evento non si sarebbe verificato e, fatto ancor più grave, secondo la sentenza del Tribunale di Montepulciano, gli imputati non avevano le conoscenze tecniche per prevedere l’evento.

Questa sentenza sancisce in via definitiva che l’attività geotermica in Amiata è pericolosa e che l’Enel si muove in un territorio dinamico ad alta precarietà e instabilità naturale con caratteristiche diverse rispetto ad altri bacini geotermici, fatto ancor più grave , senza averne il controllo. Ciò che è avvenuto è al di fuori della loro prevedibilità.

Gli ingegneri dell’Enel avevano proposto ricorso per Cassazione sia per contestare la legittimità delle Associazioni Ambientaliste nel giudizio, sia per modificare la sentenza nelle valutazioni di quanto accaduto.

La Cassazione ha invece confermato la motivazione del tribunale di Montepulciano e conseguentemente condannato i responsabili Enel a rimborsare al Comitato le spese di giudizio.
Comitati di Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata




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la Commissione VIII Ambiente e Territorio della Camera in Amiata
per conoscere le problematiche ambientali legate allo sfruttamento geotermico del territorio.



Crediamo che la giornata di Lunedì 16 Febbraio rappresenti un passaggio importante sul piano politico e istituzionale che conferma la rilevanza delle questioni più volte sollecitate dei Comitati, infatti su invito degli stessi è venuta sull’Amiata la Commissione VIII Ambiente e Territorio della Camera per conoscere le problematiche ambientali legate allo sfruttamento geotermico del territorio.

Sono passati quasi 50 anni dall’inizio dell’attività di ricerca e coltivazione geotermica;

troppi i silenzi da parte delle istituzioni del territorio e nessuna richiesta di “Valutazione di Impatto Ambientale”; ciò ha consentito ad ENEL di gestire indisturbata questa risorsa con una logica coloniale

e di non tenere conto dell’enorme patrimonio ambientale che caratterizza l’Amiata, mettendo a rischio risorse fondamentali come l’acqua che viene distribuita a circa 700 mila famiglie della Toscana meridionale e dell’alto Lazio.


Diamo atto comunque all’Assessore Regionale Annarita Bramerini che in questo ultimo anno, se pure con contraddizioni, sulla questione geotermica dell’Amiata si è sviluppato un dibattito, sollecitato dai Comitati, sia sul piano scientifico che politico, che pur non essendo ancora approdato a risultati concreti, ha comunque evidenziato problematiche che da sempre erano rimaste chiuse nei cassetti e ha contribuito ad aprire un confronto sul territorio che, oggi più di sempre, ha bisogno di garanzie e certezze, per non mettere a rischio la salute delle popolazioni e le risorse ambientali.

La Commissione era composta dal Presidente On. Angelo Alessandri (Lega Nord), dal Vice Presidente, On. Roberto Tortoli (PDL) e dall’On. Raffaella Mariani (Capo Gruppo PD in Commissione). La Regione Toscana era rappresentata dall’Assessore all’Energia e Ambiente, Anna Rita Bramerini; presenti le Province di Siena e Grosseto, le due Comunità Montane, i Sindaci, il Prefetto di Siena, ARPAT, i tecnici regionali, l’Università di Siena, la dott.ssa Manzella del CNR di Pisa, il dott. Adrea Borgia di EDRA ed altri ricercatori.

La giornata non è iniziata nella maniera migliore visto che dall’incontro con i sindaci, le istituzioni, l’Università di Siena e gli studiosi della materia, tenutasi nel Comune di Piancastagnaio, sono stati esclusi i quattro rappresentanti designati dai Comitati che, anche in sede di conferenza stampa, non sono potuti intervenire.

Dopo la visita alle Centrali, con informazioni di ENEL risultate poco convincenti sul piano scientifico, la Commissione è stata accolta al Comune di Abbadia S.Salvatore dove i Comitati hanno liberamente espresso le loro posizioni suffragate da dati e documenti.

Il Presidente della Commissione, si è detto attento alle istanze della gente e dei cittadini, che non sempre ottengono la giusta considerazione. Ha sostenuto che nei nove mesi della sua attività ha messo in atto più di una missione per andare a verificare sul posto quello che succede, incontrandosi con la gente, con i comitati e dandone poi seguito con i necessari atti parlamentari.

Ha detto di non sentirsela di non fare nulla sulla questione geotermia dell’Amiata, di essere convinto che sia necessario il dialogo e che, in ogni caso, devono essere tenuti in debito conto i valori degli elementi chimici che possono incidere sulla salute perché al primo posto va messa la tutela delle popolazioni.

Ha sostenuto che, in casi come questo, è meglio evitare le contrapposizioni tra amministratori, comitati e azienda e che, per risolvere il problema intende coinvolgere da subito tutte le componenti, compresi i comitati, nel confronto e nella ricerca delle soluzioni.



L’On. Alessandri, anche su questo con grande soddisfazione dei comitati, ha affermato che per verificare l’impatto della geotermia se ne può anche ridurre lo sfruttamento, per il tempo necessario, al fine di fare le opportune verifiche concludendo che, se emergessero problemi sanitari, si dovrebbe chiudere tutto.

Niso CINI
Presidente Comitato per la Tutela dell’Ambiente Amiata Ovest

Arcidosso 18 febbraio 2009


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COMUNICATO STAMPA

NON SI DIMENTICHI LO STUDIO CALAMAI



I frettolosi ed entusiastici giudizi degli amministratori sui risultati degli studi di Siena, si sono notevolmente ridimensionati all’indomani dell’incontro sulla geotermia svoltosi giorni fa a Santa Fiora.

Le conclusioni dell’Ateneo senese, infatti, al primo confronto tecnico, si sono dimostrate fragili e prive di fondamenti scientifici: dati fin troppo “stressati”, come hanno affermato alcuni ricercatori presenti al dibattimento pubblico.

Oggi l’Assessore Bramerini ammette che anche alla luce di questi studi non ci sono certezze ed è indispensabile approfondire le ricerche e per questo chiede aiuto alla scienza, affinché i numerosi problemi ambientali vengano valutati e chiariti prima di prendere qualsiasi decisione.

“Al momento, per quanto riguarda Santa Fiora, tutto rimane sospeso in attesa di nuovi studi e non sarà certamente la Regione ad imporre l’ampliamento della centrale di Bagnore”.

Si esprime in questi termini l’assessore Bramerini e noi dei comitati condividiamo pienamente le sue preoccupazioni, timori che più volte abbiamo espressi sui giornali e in occasione degli incontri pubblici.

Troppa fretta nel firmare concessioni e sottoscrivere protocolli, questa è al momento la sola verità.



L’Assessore Bramerini, inoltre, sintetizza così le ipotesi a confronto: quella della società Edra che sostiene l’esistenza di un collegamento tra acquifero superficiale e campo geotermico, responsabile della diminuzione della portata delle sorgenti e del loro inquinamento e quella dell’Università di Siena che nega l’esistenza di questo collegamento.

Questa che – espressa in tali termini - potrebbe sembrare una diatriba tra Edra e Università di Siena, in realtà non lo è; sono infatti le stesse carte geologiche della Regione Toscana e quelle prodotte da ENEL a confermare il collegamento tra campo geotermico e bacino imbrifero.

La questione infatti richiede precisione e senza voler polemizzare corre comunque l’obbligo di ricordare a tutti, Regione compresa, che lo studio di Calamai non si basa soltanto su misurazioni indirette della superficie della falda acquifera, come invece i recenti studi, ma anche su misurazioni dirette effettuate attraverso numerose perforazioni e che, pertanto, allo stato attuale, sembra difficile poter smentire i risultati di questo lavoro.

E’ evidente infatti che ENEL, in quanto diretta interessata allo sfruttamento geotermico, ne avrebbe già a suo tempo negata la validità, cosa che invece non è avvenuta.

Del resto anche la Provincia di Grosseto, in base ai documenti presentati da ENEL per il VIA di Bagnare 4 nel 2006, fa presente che dalle carte risulta evidente il collegamento fra falda acquifera e campo geotermico.

Queste sono le cose serie. Chi non intende ascoltare la scienza potrà partecipare comunque al pranzo geotermico di Enel che, per negare di essere ormai alla frutta, invita tutti, insieme al Pampini e a qualche giornalista affamato, a mangiare e bere, questa volta senza negarlo, arsenico, dolcetti e tanto buon vecchio populismo.

IL DIRETTIVO del Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est



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Comunicato stampa

Siena fa flop e la Regione riprende a dialogare




Il prof Marroni dell’Ateneo Pisano, il Prof Beretta dell’Ateneo Milanese, La Dott. Manzella del CNR di Pisa, nonché il tecnico regionale Sargentini ieri, a Santa Fiora, si sono tutti pronunciati chiaramente affermando che allo stato attuale non esiste alcun studio, tra i recenti (Edra e Università di Siena), che possa in alcun modo dirsi completo e certo sull’impatto geotermico in Amiata.



Ad oggi, infatti, l’unico studio che abbia utilizzato riscontri diretti e dati certi è quello realizzato da Calamai per conto di Enel nel 1970 e che rileva il collegamento tra bacino geotermico ed idrico.
Lo studio di Siena - costato al contribuente oltre 100.000 euro - è stato quindi un flop perché, se pur ha tenuta alta l’attenzione sul problema, non ha risposto eloquentemente a nessuno dei quesiti presenti nel bando.

Sulla credibilità scientifica dei risultati di Siena ieri si è parlato monto e nessuno, tranne il senese prof Barazzuoli, ha giudicato definitivi i risultati dell’Ateneo. Risultati basati su riscontri indiretti, su numeri che il milanese prof Beretta non ha esitato a definire troppo “stressati”: cioè stirati oltre la soglia della decenza scientifica.

Adesso, a fronte dei molti soldi che la collettività ha speso, e in considerazione che la realizzazione del Protocollo firmato da Regione ed Enel era condizionata dai risultati degli studi ci chiediamo quale futuro ci attenda.

Lo studio di Siena non tranquillizza nessuno, neppure la Regione che ieri, tramite i suoi tecnici, ha ribadito di credere nel collegamento tra bacino geotermico e imbrifero.
Quale sarà il passo successivo dunque?

Ci sarebbero gli estremi per fare tabula rasa di protocolli e parole attendendo i risultati delle indagini affidate dalla Regione all’Università di Firenze che, per la prima volta, cercherà, su dati diretti, di formulare un modello matematico capace di metter chiarezza.

Certo, sempre che al più presto si installi il famoso piezometro, l’unico strumento capace di fornire dati certi sul reale stato dell’acquifero amiatino.

Gli studi di Firenze dureranno due anni e già questo conforta, visto che fino a ieri la Regione e le amministrazioni locali ci attaccavano ogni volta che criticavamo i tempi miseri (4 mesi) concessi a Siena per le proprie indagini.

Cogliamo l’occasione per dar ragione all’Assessore Bramerini del metodo democratico e in tutto opportuno con cui ieri ha tenuto a far condurre l’evento, rammaricandoci solamente della maleducazione di alcuni esponenti ed amministratori locali che, evidentemente innervositi dal fatto che le posizioni da loro sostenute stentano a trovare riscontro scientifico, si sono lasciati andare a manifestazioni non proprio civili.

Christian Correnti
Addetto Stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Est ed Ovest


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COMUNICATO STAMPA
Le conclusioni dell’Università di Siena non possono essere oggetto di contraddittorio



L’e-mail con la quale gli studiosi di Siena hanno giustificato la loro assenza al contraddittorio pubblico organizzato dai Comitati recita testualmente: “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio”; peccato però che la scienza sia contraddittorio; certo, quando è libera!

Ma si può esser liberi anche quando si è pagati, lo hanno dimostrato i tecnici della Regione Micheli e Sargentini che, anche ieri dicevano: “tutte le pubblicazioni scientifiche e le relazioni sull’impatto ambientale fatte sull’argomento geotermia in Amiata parlano del collegamento tra bacino imbrifero e geotermico, tanto che ci aspettavamo dati su quanto in realtà pesi questo collegamento, non sulla sua esistenza”.

Affermare che il contatto non c’è, come fa Siena, significa ignorare completamente le leggi della fisica oltre che la letteratura esistente. Non solo lo studio Calamai, non solo le relazioni ARPAT e le note della provincia di Grosseto, ma anche le relazioni di Enel - Direzioni studi e ricerche (Cataldi, 1965) e della Regione stessa (Garzonio, 2008) parlano del collegamento idraulico tra la falda acquifera superficiale ed il campo geotermico e delle strutture diapiriche dell’Amiata; pubblicazioni che non sono state probabilmente nemmeno lette da Siena visto che non sono citate. Queste strutture diapiriche per Enel si radicano nella formazione evaporitica propagandosi verso l’alto fino alla superficie, proprio come afferma Borgia che ha solo riproposto quanto già a conoscenza della comunità scientifica.

Inoltre, negando l’esistenza delle faglie sull’Amiata Siena dimostra scarsa serietà scientifica con l’uso che fa della cartografia geologica della Regione. Dalla carta dell’Amiata spariscono, infatti, tutti i tratti grafici indicanti le faglie, evidentemente assai scomode allo scopo della Regione: tutti sanno che, da una crepa (una frattura o faglia che sia) sul tetto l’acqua penetra con facilità.
“Oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato! ognuno le interpreta a modo suo! Libertà, bene pubblico, ordine servono di ammanto alle camorre, al saccheggio, alla perturbazione amministrativa”: questo è il quadro che Imbriani faceva della Napoli postunitaria, una descrizione che ben s’attaglia anche alla nostra sporca Geotermia. In particolare al bando per l’assegnazione degli studi sui rischi che questa comporta.

Nel bando di concorso la Regione chiedeva infatti di indagare: “i rischi di inquinamento in tutte le matrici ambientali ed indicare le azioni e limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica”.

Al momento di assegnare l’incarico all’università di Siena però le cose cambiano, si chiede infatti di indagare “i rischi di inquinamento, le eventuali azioni e limitazioni conseguenti allo sfruttamento delle risorse geotermiche”, e inoltre “la valutazione dei risultati a cui è giunto il professor Borgia”, mentre nel bando si chiedeva di “approfondire” le indagini del professore.

E’ palese, quindi, che a Siena non si chiede più di indagare i rischi di inquinamento “in tutte le matrici ambientali” dando anche per certo che si continuerà a sfruttare la geotermia, tanto che non si scrive di “indicare le azioni e le limitazioni rese eventualmente necessarie per lo sfruttamento della risorsa geotermica ”, bensì di “indicare le azioni e le limitazioni conseguenti allo sfruttamento geotermico”.

Ai nostri politici non manca l’ambizione di essere artefici, non solo del nostro futuro, ma anche della scienza: “oh bella cosa le parole elastiche e senza un senso determinato”.

Christian Correnti
Addetto stampa Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest



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LO STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI SIENA ESCE DISTRUTTO DALL'ANALISI TECNICA DEL CONTRADDITTORIO



Alla presenza di amminitrazione pubblica (Sindaco di Abbadia), Ordine dei geologi, EDRA, tecnici della Regione Toscana, comitati, cittadini ( unici assenti i ricercatori di Siena poiche', hanno spiegato, “Le conclusioni dei nostri studi non possono essere oggetto di contraddittorio” ) il dibattito scientifico, moderato dall'imparziale ordine dei geologi, ha visto tutti concordi: lo studio di Siena nega ogni analisie studio tecnico/scientifica precedentemente fatta.



Nello specifico quello che viene negato da Siena e':
- la presenza di faglie sull'Amiata,
- la presenza di camini vulcanici,
- il collegamento tra acquifero e campo geotermico,
- la diminuzione del livello della falda,
- i modelli strutturali dello studi Borgia-EDRA
ed infine si afferma che la presenza di arsenico nelle nostre acque sia relativamente costante.

Peccato che la presenza di faglie e' nota dalle precisissime carte geologiche 1:10000 > della Regione Toscana, uno dei documenti piu' precisi e verificati che ci siano.

Peccato che gia' il Dott. Cataldi ed il Dott. Calamai poi, entrambi del centro ricerche ENEL, di Pisa nei loro studi (studi pubblicato anche in inglese e basati sui misurazioni sul campo e non solo dati indiretti) hanno descritto la stuttura dell'Amiata, comprese faglie, camini vulcanici e collegamento e ricarica tra acquifero e bacino geotermico.

Peccato che altri studi confermino tali rilevazioni (ad esempio Studio
Fiordalisi-ENEL e lo studio CNR Manzella).


Peccato che lo stesso studio di Siena confermi il contatto tra acquifero e campo geotermico, senza che Siena se ne sia neanche accorta!).

Peccato che la Regione Toscana stessa indichi un abbassamento del livello della falda di 300 metri, mentre Siena dice che non c'e' stata variazione rispetto al livello riportato da Calamai del 1975!

Peccato che i dati ASL sulla presenza di arsenico nell'acqua
non si limitano al periodo considerato da Siena (dal 2002 in poi) ma
dal 1999 e proprio in quel periodo si ha un pauroso innalzamento della
presenza di arsenico nelle nostre acque!



Quello che sembra l'Universita' di Siena voglia suggerire, dicendo che non ci sono faglie, non ci sono camini vulcanici, non ci sono diapiri e' che in..... sostanza l'Amitata non e' un vulcano e ENEL, CRN, Regione Toscana, EDRA, ASL, ARPAT, La provincia di Grosseto e ogni scienziato, che nel passato hanno analizzato il Monte Amita, si sono sbagliati.



Che questo studio, che vedete osannato dalla Regione Stessa e dalle Amministrazioni di alcuni dei nostri comuni, abbia dei grossi limiti lo abbiamo capito tutti e lo hanno confermato tutte le personalita' tecniche presenti all'incontro (compresi i tecnici della Regione Toscana!).

Ora siamo tutti in attesa dell'evento del 13 dicembre a Santa Fiora organizzato dalla Regione Toscana e a cui sara' presente l'Assessore Bramerini, sperando che questa volta i ricercatori di Siena si presentino e facciano chiarezza sui punti sopra esposti. Peche' al momento i cittadini si sentono davvero presi in giro!



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LA DAVIS ANNUISCE ALL’ ENEL, MA CHI PLAUDE ALL’IGNORANZA?



Come nell’ormai sclerotica contesa tra Berlusconi e la sinistra italiana, anche nella nostra storia al sapore di uova marce adesso arriva il Financial Times. Invocato di volta in volta quale Nume tutelare, o come lontano e quindi cieco punto d’osservazione, il quotidiano inglese, recentemente, con le parole di Tincia Holly Davis, ha annuito allo sfruttamento geotermico di Enel in Toscana.
E’ chiaro che ogni articolo nasce, più o meno, dall’ignoranza di chi lo scrive, proprio come questo, sicché si perdoni l’irriverenza e si guardi al contingente. Alle recenti emissioni senza filtraggio Amis della centrale di Bagnore, denunciate pubblicamente dall’Assessore regionale all’energia senza che questo scalfisse neanche un po’ l’arroganza e la non curanza di Enel, reale signora e padrona di questa montagna. Si guardi agli studi dell’Università di Siena e a come questi, trattando la diminuzione delle falde acquifere facciano riferimento esclusivamente a dati vetusti, incompleti e del tutto marginali. Si osservino quei deserti lichenici vicino ai pozzi e alle centrali, si computino gli alberi che crescono accanto a queste e si guardi bene al loro colore. Si leggano i dati di Arpat sulle emissioni di ammoniaca e poi, alla fine si chieda alla Davis di scrivere su questo, sul perché la rinomata Università di Siena non abbia indagato le ripercussioni a terra e sulla fauna che tanta ammoniaca ingenera. Alla presentazione degli studi l’Ottimo Prof. Riccobono fu chiaro e non nascose che: “con i pochi soldi a disposizione, questo è quello che si poteva fare”.
Bene, così si è consumata tanta carta in una lunga introduzione sull’Amiata – quasi la Regione avesse richiesta una guida turistica piuttosto che uno studio mirato - per poi non investigare quelli che, a rigor di logica e a parer comune sono i reali pericoli della geotermia su questo silente vulcano. Scriva pure la Davis, è noto al mondo che il suo quotidiano, fatto di ottime intelligenze, non teme di ritornare sugli argomenti, di correggersi e, se del caso, di chiedere ammenda.

Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti


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Bagnore3 da undici giorni senza filtri AMIS



La centrale in prossimita' di Bagnore negli ultimi 11 giorni ha funzionato senza i filtri AMIS. Senza tali abbattitori la qualita' dell'aria risulta pessima e sono possibili superamenti delle soglie di legge degli inquinanti in aria.


La segnalazione e' partita da alcuni cittadini di Arcidosso, infastiditi dal pesante odore, che si sono rivolti al Sindaco.
Il Sindaco, non avendo avuto comunicazioni preventive da ENEL, ha contattato il referente della societa' che ha spiegato cosa stesse accadendo.


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