RESOCONTO INCONTRO PUBBLICO DEL 29/12/2007 PRESSO IL COMUNE DI ARCIDOSSO



Si è articolato lungo quattro ore di informazione e intensa discussione il convegno che ieri ha visto ad Arcidosso circa 250 persone affollare come mai prima la sala consiliare, le scale e l’androne del palazzo comunale. “La geotermia non è una risorsa strategica per l’Amiata” è stata forse la manifestazione più affollata del calendario natalizio arcidossino. Moltissimi giovani e tanta gente attenta e pronta ad intervenire.

I Comitati per la salvaguardia ambientale Amiata Ovest ed Est hanno esposto alla platea gli snodi di quello che ritengono essere un Protocollo sbagliato e lesivo, non soltanto dell’ambiente e della salute degli amiatini, ma anche dello sviluppo del territorio.

Si è parlato di Arsenico nelle acque, di come, in barba alle direttive CE, OMS, la legge italiana, pur facendo proprie queste, tradisce ogni logica ammettendo deroghe che espongono la salute dei cittadini a enormi rischi. Sono stati citati studi OMS sulla cancerogenicità dell’arsenico e si è parlato di come questo, secondo uno studio FAO, passi attraverso l’acqua in tutta la catena alimentare.

Gli interventi sulla pericolosità della geotermia in Amiata si sono alternati in un carosello continuo di riferimenti a studi e indagini tutte prodotte da Regione Toscana, Arpat ed Asl. Alcuni interventi hanno focalizzato l’attenzione sul problema delle emissioni, in particolare sulla pericolosità di inquinanti come ammoniaca, acido solfidrico e CO2, molti dei quali a tutt’oggi non risultano normati.

L’assemblea, organizzata dai comitati, ma aperta a tutti, politici e non, non ha visto un gran numero di amministratori presenti. Da subito i suoi concittadini hanno notato l’assenza dell’Assessore Bramerini, mentre come sempre, non sono mancati il Sindaco di Arcidosso Landi, l’ex coordinatore DS di zona Tiberio Tiberi e il consigliere comunale Marco Pastorelli. I tre hanno esposto ai presenti le “ragioni” del protocollo, ma era palese la loro difficoltà, specie alla luce dei numerosi dati e delle ricerche sulle quali i comitati appoggiano la loro considerazioni, che vedono questo protocollo lesivo della logica, della democrazia e della precauzione che avrebbero dovuto distinguere, su una scelta così delicata, l’azione delle maggioranze e delle minoranze.

La partecipazione massiccia degli abitanti invece ha evidenziato l’attenzione con cui la gente guarda al problema e alla cecità che i nostri amministratori hanno dimostrato trattandolo.

“L’incontro si è svolto in armonia e serenità e questo dimostra – commenta Niso Cini, presidente del Comitato Amiata Ovest – l’impegno che c’è da parte di tutti i cittadini a far luce su questo che è ad oggi il problema più grande della nostra montagna”.

Va aggiunto, infine, che le adesioni al Comitato durante la giornata di oggi hanno avuto un’impennata massiccia. L’interesse, specie da parte di medici e giovani, si fa sempre più grande e l’azione del comitato è in tutto avallata dalla maggioranza dei cittadini che alla politica continuano a chiedere, sembra invano, maggiore attenzione e preparazione!

Per quanto concerne poi il deputato Franci, che tratta l’argomento geotermia sempre dalle pagine dei giornali, i comitati si chiedono perché non partecipi agli incontri pubblici, tornando fra la gente a ribadire quello che sostiene da tempo, e cioè che “la geotermia è un’ottima moneta di scambio”. In conclusione è triste rilevare che sono pochi i politici a non mancare mai agli incontri e purtroppo sono quelli che, volenti o nolenti, devono piegarsi all’asse monocolore Roma Firenze, lo stesso che per bocca di Franci e Bramerini parla soltanto tramite i giornali.

L’addetto stampa del Comitato per la Salvaguardia Ambientale Amiata Ovest
Christian Correnti



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La FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) pubblica uno studio in cui si parla di interazione tra Arsenico nelle acque e contaminazione dei raccolti in Bangladesh.



Come ormai saprete se avete letto un po' del materiale riportato nei giornali o su questo sito o avete partecipato agli incontri dei Comitati dell'Ambiente area Amiata, le nostre acque sono ricche di Arsenico (e svariati studi imputano la cosa agli effetti collaterali della coltivazione geotermica).

Il suddetto studio (che potete trovare QUI) mostra come la presenza di Arsenico nelle acque causi la contaminazione del riso e del grano. Viene anche detto che l'Arsenico delle piante contaminate passa poi all'uomo e agli animali che se ne nutrono.

Lo studio nasce per proporre una alternativa alla normale coltura che possa ridurre la presenza di arsenico nel riso e nel grano che sono cibi base per l'uomo e per gli animali in Bangladesh.

Ma per noi e' la risposta ad un dubbio che avevamo da tempo: l'arsenico presente nelle acque contamina le specie vegetali e gli animali che se ne nutrono?
Purtroppo pare di si.





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LA GEOTERMIA SULL’AMIATA
NON E’ UNA RISORSA STRATEGICA



1. Dalle ultime indagini svolte dalle agenzie regionali e da studiosi del settore risulta che il contatto tra risorsa idrica e geotermica ha già causato un progressivo impoverimento del bacino idrico con l’abbassamento delle falde acquifere ed una sua contaminazione da arsenico, boro ed altri inquinanti. Negli ultimi anni nelle sorgenti di Arcidosso la presenza di arsenico ha raggiunto valori dai 12 ai 15 microgrammi per litro. Per cui a partire dal 2003 la Regione Toscana, con procedimento di deroga, ha innalzato le soglie di arsenico tollerabili nelle acque destinate al consumo umano da 10 a e 20 microgrammi per litro nei comuni di Arcidosso e Casteldelpiano e da 10 a 30 nei comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio (la soglia di 10 microgrammi per litro è stata fissata dall’OMS e dalla CE).

2. L’Arpat ammette che il problema dell’inquinamento dell’aria, nonostante le nuove tecnologie, è ben lontano dall’essere risolto. Oltre all’acido solfidrico, al mercurio, all’arsenico e al radon, l’acido borico e l’ammoniaca, non normati, sono presenti in quantità rilevanti. In particolare la presenza di ammoniaca, che normalmente nei fluidi geotermici è nell’ordine delle decine di chilogrammi per ora, nella centrale di Bagnore può raggiungere massimi con ordini di grandezze di centinaia di chilogrammi ogni ora.

3. In nessun’altra parte del mondo la geotermia inquina come sull’Amiata. A dirlo è Arpat: dato 100 come peso totale del fluido in arrivo, le centrali amiatine emettono tra 5 e 16 kg di gas incondensabili, raggiungendo a Piancastagnaio punte del 40% del peso totale. I gas incondensabili sono costituiti in maggioranza da CO2 (anidride carbonica) responsabile dell’effetto serra.


LA GEOTERMIA NON è UNA RISORSA STRATEGICA

Se anche tu credi che l’ambiente vada salvaguardato perché sulla nostra montagna si possa ancora parlare di aria ed acqua buone, biodiversità, prodotti biologici e turismo,

non mancare all’assemblea indetta dai comitati per la salvaguardia ambientale:
SABATO 29 ALLE 15 e 30 SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI ARCIDOSSO




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“Il dono della geotermia”, regalo di Natale del Presidente Martini



All’indomani della firma di quello che il Presidente Claudio Martini ha definito “accordo storico” viene da chiedersi se quello che lui chiama “dono della geotermia” non sia un giocattolo troppo pericoloso da mettere nelle mani dei nostri politici e sotto la gestione di Enel.
Gli aspetti assurdi di questo protocollo sono assai più numerosi degli articoli che dovrebbero garantire salute e ambiente. Nel Protocollo, e ancora di più nei negli interventi sempre uguali e monotoni dell’assessore Bramerini, si ignorano le documentazioni che già oggi certificano la presenza di numerosi inquinanti (arsenico, acido borico, ammoniaca, idrogeno solforato, radon ecc.) e si cavalca la fantascienza dicendo, con molta serenità, che Enel potrebbe avere le tecnologie per catturare la CO2, cioè l’anidride carbonica. Questo deve essere sfuggito alle Nazioni Unite, all’OMS, alla CE, alla Russia agli USA! Se Enel possiede queste tecnologie, allora non ci sono più problemi, allora è risolta la questione del secolo e a breve non sentiremo più parlare di buco nell’ozono o di effetto serra.
Per chi non amasse l’ironia quale canale comunicativo, è bene dire chiaramente che ad oggi non esiste nessuna tecnica per la cattura della CO2 e che di certo questa non può essere stata concepita notte tempo da Enel in vista della firma dello “storico accordo”.
Tutto uguale quindi, tranne la fervida immaginazione dei nostri amministratori ai quali va riconosciuta almeno un’ottima inventio ciceroniana . Buon Natale a tutti i toscani - e agli amiatini in particolare - cui il nostro caro Presidente ha fatto il magnifico “dono della geotermia” che vi ricordiamo, non è né pulita, né rinnovabile.

Christian Correnti


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Firmato il protocollo di intesa Regione - Enel



E' di oggi la notizia sulla firma del protocollo di Intesa per la geotermia tra Regione Toscana ed Enel, un documento vergognosamente carente sulla tutela del territorio ma molto ricco sugli accordi economici in cui Enel versa a Regione e Comuni somme per "compensazioni ambientali". , proposte di sviluppo ulteriore della geotermia fino a 200MegaWatt (attualmente sono circa 80), senza indicazioni chi debba poi valutare i risultati dello Studio dell'Universita' di Siena sulle influenze negative dello sfruttamento geotermico su aria e acqua della zona amiatina.

A breve ulteriori chiarimenti e la possibilita' di leggere il protocollo.

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Resoconto Incontro 1 Dicembre ad Arcidosso



Lo scorso sabato il nostro comitato ha scritto un nuovo capitolo fondamentale sulla vicenda geotermia. Nella sala del castello Aldobrandesco gremita di un pubblico attento e partecipe, si è svolto un incontro a cui, oltre ai nostri comitati, erano presenti i rappresentanti di Italia Nostra, alcuni amministratori locali e il consigliere regionale dei verdi Roggiolani.

Fulcro del dibattito l’annoso e quanto meno antidemocratico Protocollo d’intesa tra Regione ed Enel per il rinnovo delle concessioni estrattive fino al 2024.

La geotermia non è né energia pulita, né rinnovabile, a maggior ragione quella che la Regione e Enel vorrebbero imporci. Uno sfruttamento geotermico - il loro - ottuso e derelitto, oltre che dannoso per la nostra salute e il nostro ambiente.

La geotermia che gli amministratori intendono farci ingoiare è quella fatta di contraddizioni e di superficialità, una geotermia prima concessa e poi valutata.

Gli impatti sull’ambiente sono già evidenti e documentati, ma in barba al diritto alla salute, l’unica cosa che la Regione auspica è la firma a breve del protocollo che cancellerà la nostra dignità e il nostro futuro di salute e turismo.

E’ assurdo che, con una lunga serie di studi sugli effetti della geotermia fino ad oggi, peraltro tutti prodotti dalla Regione, e tutti provanti i dannosi impatti del suo sfruttamento su aria ed acqua, si reputi utile ricorrere ad altre ricerche per trarre delle conclusioni.

Ancora più assurdo e illogico è che, nonostante per ottenere dei risultati da queste ultime analisi (affidate all’Università di Siena) siano necessari diversi mesi di tempo, il protocollo debba essere firmato nel giro di pochissimo.



Il protocollo inoltre è un testamento per le ambizioni di sviluppo turistico e ambientale dell’Amiata, ma soprattutto una sicura fonte di pericolo per la nostra salute.



Ci costringono a respirare sostanze nocive e a bere acque inquinate, ma reputate bevibili perché, avvalendosi di deroghe assurde e anticostituzionali, il Ministero competente sostanzialmente dice che gli amiatini possono bere acqua contenente fino a 20 o 30 microgrammi di arsenico per litro, mentre le direttive OMS e CE (nonché la legge italiana) mettono come tetto massimo 10 microgrammi / l.

Ma non siamo soli a bere alla fonte dell’Amiata, anche il senese e il grossetano si dissetano alle nostre chiare e fresche acque. In tutto siamo 700mila persone che per il Ministero hanno la forza sufficiente a sopportare questi tassi di inquinanti.

Dati alla mano l’analisi del consigliere Roggiolani ha ammonito gli amiatini dallo “svendere” una risorsa così importante al ridicolo prezzo offerto da Enel. “la salute non si può scambiare con le risorse – ha esordito l’esponente dei verdi – ma è pur vero che le centrali potrebbero essere riconvertite in strutture meno inquinanti”.

Noi pensiamo che la nostra risorsa più importante sia l’ambiente e l’oro blu, l’acqua di cui disponiamo (ancora per poco) e che quindi tutto debba partire da queste valutazioni.

Allo stesso tempo però sapere che “Enel - come dice Roggiolani - ha un giro di affari con lo sfruttamento geotermico intorno ai 600 milioni di euro l’anno, con utili che toccano i 300 milioni di euro”, ci indigna ancora di più. “A fronte di questo mare di soldi quello che Enel versa a enti locali e Regione non è più del 3%: miseri 10 milioni di euro. Non solo – continua Roggiolani – dopo l’introduzione, a livello internazionale, dei certificati verdi sulle energie rinnovabili, che ricadono anche sulla geotermia, Enel incamera altri 135 milioni di euro l’anno. Se oggi accettiamo di svendere il nostro territorio ad Enel – conclude Roggiolani – perdiamo la nostra dignità di amministratori ed istituzioni”


Al nuovo assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini chiediamo come tutto questo sia conciliabile con gli investimenti sul turismo, sulla biodiversità, su prodotti Dop, Doc e gastronomia, punte di diamante sulle quali lei, nel suo ex ruolo di assessore al turismo aveva tanto investito.



Resta da capire cosa faranno i nostri sindaci, sempre che le parole di Roggiolani abbiano in una qualche misura ridestato voglia di contare di più nel gioco delle parti tra coloro – i sindaci appunto – che possono fare la differenza.


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30 Novembre: ancora emissioni a Bagnore25, ancora un danno a discapito della popolazione, anche questa volta ARPAT non viene a controllare.

Incontro sulla Geotermia: sabato pomeriggio alle 15,30, presso la sala convegni del Castello Aldobrandesco di Arcidosso



I comitati parteciperanno all'incontro per parlare alla popolazione delle problematiche che la Geotermia sta causando in Amiata e che purtroppo sono ancora troppo poco conosciute, in particolare ora che la Regione ha deciso contro ogni cautela di firmare un accordo che vende all'ENEL le risorse Amiatine, nascondendosi dietro una ricerca su possibili rischi per il territorio si SOLI 4 MESI (e' un tempo definito da molti tecnici assolutamente non realistico.



30 Novembre: scarichi fluidi di bagnore25, probabilmente condensa delle emissioni. Non e' noto come questo fluido altamente inquinante venga gestito e smaltito.

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21 Novembre, Bagnore25 ennesimo scarico in atmosfera di vapore geotermico. Le emissioni sono state cosi' intense (e pericolose) che non era possibile nemmeno transitare sulla strada a lato. Abitazioni adiacenti al pozzo sono stati avvolte nei pericolosi vapori a danno ancora una volta della popolazione.

Replica dei comitati alle ultime affermazioni
dell'Assessore Bramerini sui comitati stessi




Non possiamo fare a meno di una replica a quanto affermato dall’Assessore all’Ambiente e all’Energia Annarita Bramerini. Dalle sue parole sembrerebbe che i comitati ambientalisti dell’Amiata lancino allarmi pretestuosi e inesistenti sulle problematiche relative alla geotermia mentre la Regione vigila ed è garante dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Le cose non stanno assolutamente così e l’Assessore lo sa molto bene perché presso gli uffici della Regione si trovano abbastanza documenti che sono stati prodotti non dai comitati ambientalisti, ma dallo stesso Ente attraverso incarichi professionali e relazioni dei suoi organismi di vigilanza sull’ambiente che dimostrano in maniera incontestabile che la geotermia sta creando danni che possono risultare irreversibili per l’ambiente e il territorio dell’Amiata e più in generale per tutto il bacino dell’utenza idrica che riguarda circa 700.000 persone.

Ed ora, senza altri preamboli, ecco la documentazione disponibile in Regione e che l’Assessore ben conosce:

1. La nota del 22.02.2006 del Dipartimento Territorio Ambiente e Sostenibilità della Provincia di Grosseto relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale per la costruzione di “Bagnore4”. Viene fatto rilevare che non esiste una netta separazione tra acquifero idropotabile e serbatoio geotermico, difatti dalla sezione stratigrafica sembrerebbe palese la continuità tra vulcaniti dell’Amiata e serbatoio geotermico, questa favorita dai camini vulcanici. Inoltre viene richiesto di valutare gli effetti derivati dalla decompressione del bacino geotermico. In poche parole si fa rilevare che la risorsa idrica potrebbe essere contaminata dalla risorsa geotermica che la decompressione causata dall’emungimento dei fluidi geotermici potrebbe provocare l’abbassamento delle falde acquifere

2. Tale ipotesi emerge anche in maniera più evidente dai risultati dello studio idrogeologico commissionato dalla Regione Toscana a EDRA e presentato in Regione nel novembre 2006. Secondo questo studio non solo questa relazione esiste, ma ha già causato un progressivo depauperamento del bacino idrico, con l’abbassamento delle falde acquifere di circa 500 mt., mentre si ritiene altamente possibile una sua contaminazione da arsenico, boro ed altri inquinanti presenti nel bacino geotermico


3. A partire dal 2003 la Regione Toscana con procedimento di deroga ha innalzato le soglie dell’arsenico nelle acque destinate al consumo umano da 10 a 20 microgrammi nei comuni di Arcidosso e Casteldelpiano e da 10 a 30 nei comuni di Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio (la soglia di 10 è stata fissata dalla OMS e dalla CE). Tale deroga è stata prorogata recentemente (per altri tre anni?)

4. Dipartimento della Prevenzione – Arcidosso con nota del 24.04.2007, prot. n. 308, su richiesta del Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente comunica i dati sull’arsenico a partire dal ’99. Ebbene su 17 prelievi tutte le sorgenti non superavano la soglia di 10, anzi la media dell’arsenico è tra 2 e 4. Nel 2006 nelle sorgenti di Arcidosso i valori dell’arsenico hanno raggiunto dai 12 a 15 microgrammi


5. L’acquedotto del Fiora nella relazione sintetica alla richiesta di deroga dice esplicitamente che in alcune sorgenti ubicate nell’Amiata sono stati osservati nel corso degli ultimi anni, preoccupanti progressivi aumenti nel contenuto di arsenico. Si sostiene inoltre che il valore massimo di arsenico registrato è pari a 40, ma mediamente l’eccesso si attesta intorno a 20. Le aree più interessate Abbadia san Salvatore, Piancastagnaio e la zona Arcidosso Bagnare


6. ARPAT “monitoraggio dell’impatto ambientale della produzione geotermica”. Firenze 11 ottobre 2006. L’agenzia regionale ammette che il problema dell’inquinamento, nonostante le nuove tecnologie, è ben lontano da essere risolto. Acido solfidrico, arsenico, mercurio ed altri inquinanti si aggirano pericolosamente intorno ai limiti ammissibili, mentre l’acido borico e l’ammoniaca, inquinanti con caratteristiche ecotossicologiche rilevanti, attualmente non normati, sono presenti in quantità significative. La presenza di ammoniaca che normalmente nei fluidi geotermici è nell’ordine delle decine di kg/h, nella centrale di Bagnare può avere massimi con ordini di grandezze di centinaia di Kg/h. L’ARPAT continua dicendo che “si ritiene opportuno che sia disciplinata l’emissione di tali inquinanti” e che siano avviati studi e ricerche, sperimentazioni e applicazione di tecniche per il loro abbattimento. Infine l’Agenzia regionale sottolinea come sia indispensabile, per una valutazione più approfondita, un monitoraggio più esteso ed efficace valicato dall’autorità regionale (si ammette che fino ad oggi il monitoraggio è stato poco efficace e neppure valicato dalla Regione Toscana).

Ed ora diciamo all’Assessore Bramerini che queste sono le “cose assolutamente vere tra quelle riportate dai comitati e se non è così la invitiamo a smentire questi dati.

A proposito dei nuovi studi commissionati all’Università di Siena siano sempre più convinti che servano alla Regione soltanto per smentire i dati allarmanti che sono già a disposizione e poter continuare ad assecondare ENEL nelle sue attività di sfruttamento geotermico che sta compromettendo sempre più l’unica risorsa rimasta all’Amiata: l’ambiente.


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Pozzo di estrazione Bagnore 25: nei giorni dal 11 al 17 ha scaricato a cielo aperto vapori geotermici ricchi di agenti inquinanti. La normativa NON PUNISCE un tale scempio anche se in prossimita' al pozzo abitano cittadini che rischiano l'avvelenamento.


Il 15 Novembre I comitati per la salvaguardia dell’ambiente Amiata ovest ed est, Prospettiva Unita e Italia Nostra sono stati ricevuti a Firenze dalla neoassessore all’ambiente Anna Rita Bramerini presso il palazzo della Regione.



Come in occasione dell’incontro avuto in giugno col presidente Martini a Santa Fiora,la riunione si è aperta all’insegna delle migliori prospettive di dialogo e l’assessore si è da subito dichiarata aperta ad un confronto costruttivo e pacato, capace di chiarire le posizioni della Regione e, quando possibile, di venire incontro alle istanze dei comitati ambientalisti.

“Peccato però – come riassume Niso Cini, presidente del comitato Amiata ovest – che alle parole del prologo non sia seguita nessuna forma di apertura sulle questioni avanzate dai comitati”.

In particolare i comitati chiedevano all’assessore, in procinto di stipulare un “protocollo d’intesa” con Enel sulle concessioni geotermiche del territorio regionale, di trattare la realtà amiatina in un protocollo a se stante e non prima che i risultati della nuova commissione di studio voluta dal presidente Martini facessero luce sulle specificità del territorio.

Su questo, come sul resto delle richieste, “il no della Bramerini è risuonato chiaro e pacato nel tono quanto poco comprensibile nelle motivazioni – come riporta Cini – . Se appare chiaro infatti che Enel e Regione hanno tutto l’interesse a fare un accordo unico, almeno sarebbe opportuno attendere le conclusioni dell’Università di Siena, vincitrice della gara per le indagini (da tutti ritenute necessarie) rispetto alla geotermia sull’Amiata, prima di pensare alle firme; tanto più che i risultati devono essere consegnati nel giro di SOLI 4 mesi”.

Sul limite dei 4 mesi per individuare cause di rischio ambientale i comitati hanno avuto qualcosa da ridire. Sono a nostro parere un tempo TROPPO breve per avere risultati seri. Tanto piu' che la durata e' stata decisa arbitrariamente dalla Regione stessa e non da un pool tecnico. L'Assessore all'energia ha rassicurato dicendo che ovviamente se ci volesse piu' tempo nessuno blocchera' lo studio ma sembra molto stranco che se si faccia un bando di gara (che deve per forza riportare i tempi da rispettare) si possa essere poi flessibili su tali tempi...

Si tratta, come ormai molti sanno, di indagare sull’impatto ambientale che l’estrazione geotermica ha sull’Amiata. Si tratta di verificare se effettivamente ci sia, come il prof. Borgia sostiene, un pericoloso contatto tra falde acquifere e serbatoi geotermici sottostanti. Si tratta di investigare sull’incidenza che la geotermia ha sulla salute degli abitanti. Ma non solo. Dovrà anche essere valutata la pericolosità degli inquinanti non normati che pure fuoriescono, come risulta da dati ARPAT, in gran quantità dalle bocche dei soffioni.

L’assessore Bramerini è convinta dell’utilità del protocollo e considera questo documento come un “ importante strumento che dà forza contrattuale alla Regione nei confronti dell’ Enel”.

Secondo la Bramerini, poiche’ attualmente l’attivita’ geotermica e’ normata da una legge Nazionale che pare nessuna altra regione sia interessata a cambiare (anche se permette emissioni in atmosfera e nell’acqua fuorilegge oltre che pericolose per l’uomo e la natura), solo portando Enel ad un accordo e’ possibile uno sviluppo non troppo dannoso della Geotermia.

Ci sfuggono i motivi di una scelta “al contrario” in cui per non toccare una legge fatta male, si sia costretti a svendere concessioni per salvare il diritto alla salute per l’uomo e l’ambiente.

La linea dura dell’assessore è stata mantenuta su tutti i fronti. Non è stata data una risposta positiva neppure all’ipotesi di non prorogare le concessioni estrattive oltre l’anno 2013 per l’Amiata, in attesa degli esiti delle nuove ricerche.

“Intanto i comitati, – come dice Cini – inascoltati, continueranno a dar battaglia, a recepire e dare organicità ed efficacia ai malumori e alle proteste dei cittadini e delle entita’ produttive locali, stanchi di assistere al progressivo degrado ambientale, sanitario e socio-economico della comunità.

Sarà una battaglia lunga contro una politica energetica a nostro giudizio sbagliata, che non tiene conto né delle risorse naturali dell’Amiata, né della salute dei cittadini.

Una politica soltanto sulla carta aperta al dialogo e alla partecipazione attiva alle decisioni importanti, una politica dalla quale tutti ci aspetteremo qualcosa in più”.


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DIRETTIVA 2003/35/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO 

Direttiva CEE 2003/35/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO.



Questo interessantissimo documento parla di progetti sottoposti a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) e partecipazione della popolazione sulle stesse, rifacendosi alla convenzione di Arhus (che trovate qui..)

Vi invitiamo davvero a leggere il documento anche se non semplicissimo perche' parla davvero di DIRITTI delle popolazioni su progetti possibilmente dannosi per l'ambiente. Diritti che quasi mai sono esplicitati e tantomeno applicati.
Cliccate QUI per scaricare il documento.

Citiamo: "

Obiettivo della presente direttiva è contribuire all'attuazione
degli obblighi derivanti dalla convenzione di Århus, in particolare:
a) prevedendo la partecipazione del pubblico nell'elaborazione
di taluni piani e programmi in materia ambientale



La normativa comunitaria in materia di ambiente
contiene disposizioni in base alle quali le autorità
pubbliche e altri organismi adottano decisioni che
possono avere effetti significativi sull'ambiente oltre che
sulla salute e sul benessere delle persone.

(3) L'effettiva partecipazione del pubblico all'adozione di
decisioni consente allo stesso di esprimere pareri e
preoccupazioni che possono assumere rilievo per tali
decisioni
e che possono essere presi in considerazione da
coloro che sono responsabili della loro adozione; ciò
accresce la responsabilità e la trasparenza del processo
decisionale e favorisce la consapevolezza del pubblico
sui problemi ambientali
e il sostegno alle decisioni adottate.

(4) La partecipazione, compresa quella di associazioni, organizzazioni
e gruppi, e segnatamente di organizzazioni
non governative che promuovono la protezione dell'ambiente,
dovrebbe essere incentivata
di conseguenza, tra
l'altro promuovendo l'educazione ambientale del
pubblico."

E se ci si chiedesse se il decreto sia gia' attivo, alla fine del documento troviamo:

"Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva entro il 25 giugno 2005"


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